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Sentenza

Sentenza n. 2188/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 356 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, pubblicata in data 28.01.2025, emessa dal Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202504776

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, relativa all'accredito di € 2.000,00 sulla Carta del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 356/2025 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, passata in giudicato, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a erogare € 2.000,00 sulla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, con riferimento agli anni scolastici dal 2019/2020 al 2022/2023. È stato dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione, che aveva pagato le spese di lite ma non aveva eseguito la statuizione principale, nonostante il decorso del termine previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996. Dopo la notifica del ricorso, l'Amministrazione ha accreditato integralmente le somme, non prima del 12 febbraio 2026. Il ricorrente ha quindi chiesto la cessazione della materia del contendere e la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché l'Amministrazione ha integralmente adempiuto al giudicato nelle more del giudizio. Ha tuttavia regolato le spese secondo il principio della soccombenza virtuale, ritenendo che, se il giudizio fosse proseguito, le Amministrazioni resistenti sarebbero risultate soccombenti: l'adempimento è infatti intervenuto solo dopo la notifica del ricorso per ottemperanza e l'inerzia amministrativa aveva reso necessaria l'instaurazione del giudizio. Il Ministero è stato condannato al pagamento di € 800,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario. È stata ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    Il decorso del termine previsto per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie della pubblica amministrazione è stato indicato dal ricorrente quale presupposto dell'inadempimento.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente la distrazione delle spese in favore del procuratore che si sia dichiarato antistatario.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione adempie integralmente al giudicato nelle more del giudizio di ottemperanza, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, non essendovi più una concreta utilità nella prosecuzione del giudizio.
  • La cessazione della materia del contendere non esclude la decisione sulle spese, che devono essere regolate secondo il principio della soccombenza virtuale.
  • Ai fini della soccombenza virtuale, l'adempimento del giudicato intervenuto solo dopo la notifica del ricorso per ottemperanza giustifica la condanna dell'amministrazione alle spese, poiché l'inerzia amministrativa ha reso necessaria l'instaurazione del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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