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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40805/2022 del 27/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso straordinario per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., deducendo che l'ordinanza di inammissibilita' emessa dalla Corte di Cassazione fosse viziata da errori procedurali e di fatto. In particolare: (1) si lamenta che l'inammissibilita' sia stata pronunciata senza le formalita' previste e fuori dei casi dell'art. 591, comma 1, lett. a-d c.p.p.; (2) si contesta la qualificazione giuridica e la corretta applicazione dell'art. 12, commi 1 e 3 (e 3-bis, 3-ter) d.lgs. 286/1998, sostenendo che la Corte di merito ha erroneamente trattato il comma 3 come fattispecie autonoma anziche' come circostanziale, con riferimento anche alla pronuncia delle Sezioni Unite n. 40982/2018; (3) si deduce omissione di una corretta valutazione delle aggravanti e conseguente errata determinazione della pena.

La decisione

Il ricorso e' stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la doglianza prospettasse errori di diritto e di valutazione della prova e non un errore percettivo immediatamente rilevabile, requisito necessario per il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. E' stato inoltre osservato che la precedente declaratoria di inammissibilita' del ricorso per cassazione era legittima in quanto reiterativa e fondata su una diversa lettura del materiale probatorio; le questioni sulla determinazione della pena e sulla qualificazione giuridica del fatto non erano idonee a fondare il rimedio straordinario. Il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario per errore di fatto e' limitato a errori percettivi immediatamente verificabili; non puo' essere utilizzato per censurare interpretazioni giuridiche o valutazioni della prova

  • art. 610, comma 5-bis cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente in relazione alla pronuncia di inammissibilita'; la Corte ha ritenuto che non fosse ravvisabile un errore di fatto derivante da omissioni formali nella decisione impugnata

  • art. 591, comma 1, lett. a-b-c-d cod. proc. pen.

    Norme richiamate in tema di casi in cui la Corte puo' decidere di non ammettere il ricorso senza formalita'; la Corte ha chiarito che la pronuncia di inammissibilita' nel caso di specie e' stata preceduta da avviso alle parti e non emessa de plano

  • art. 12, commi 1, 3, 3-bis, 3-ter d.lgs. 286/1998

    Riferimento normativo alla fattispecie di favoreggiamento/immigrazione clandestina e relative aggravanti; la Corte ha ritenuto che le questioni sollevate attinessero ad interpretazione giuridica e valutazione delle aggravanti, non a un errore percettivo sanabile con il rimedio straordinario

  • art. 497-bis c.p.

    Reato connesso richiamato nella motivazione del giudice di merito come fatto posto in continuazione con la fattispecie principale, rilevante ai fini della determinazione complessiva della pena

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 conv. L. 18/12/2020 n. 176

    Norma procedurale che ha consentito di trattare il ricorso senza udienza con le conclusioni scritte delle parti

  • Sezioni Unite, sentenza 21/06/2018 n. 40982

    Pronuncia richiamata dal ricorrente per sostenere che il comma 3 di art. 12 sia meramente circostanziale rispetto al comma 1; la Corte ha detto che tale questione e' di interpretazione giuridica e non legittima il ricorso straordinario per errore di fatto

  • Sez. 6, sentenza n. 27035 del 19/02/2008

    Giurisprudenza citata per il principio secondo cui il ricorso straordinario per errore di fatto richiede una svista o equivoco percettivo immediatamente verificabile, e non puo' essere usato per censurare valutazioni

  • Sez. 6, sentenza n. 3522 del 09/12/2008 (dep. 27/01/2009)

    Ulteriore richiamo che ribadisce l'inammissibilita' del ricorso straordinario quando punti ad errori di interpretazione normativa o a violazioni giurisprudenziali

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto (art. 625-bis c.p.p.) e' ammesso solo per svisti o equivoci percettivi immediatamente verificabili nel testo della decisione; non puo' essere usato per impugnare interpretazioni giuridiche o valutazioni della prova.
  • Se la censura riguarda la qualificazione giuridica del fatto o la dosimetria della pena basata su valutazioni probatorie, la via corretta e' l'impugnazione ordinaria (cassazione) e non il ricorso straordinario per errore di fatto.
  • Una pronuncia di inammissibilita' emessa dalla Corte di cassazione non e' automaticamente viziata se il ricorso e' meramente reiterativo o si limita a proporre una diversa lettura del materiale probatorio; il rimedio straordinario non puo' sovrapporsi al sindacato di merito.
  • Quando si invoca il vizio di errore di fatto, occorre indicare con precisione la svista percettiva e mostrare come la sua correzione avrebbe determinato un esito diverso; affermazioni generiche o dispute interpretative non sono sufficienti.
  • Le questioni relative all'applicazione di aggravanti o alla qualificazione come circostanziale/ autonoma di una fattispecie devono essere sollevate tempestivamente nei gradi di merito o in cassazione; non si fondano di regola un rimedio straordinario per errore di fatto.
  • La Corte puo' trattare il ricorso senza udienza nei casi previsti dalla normativa emergenziale o processuale, ma cio' non modifica i requisiti sostanziali di ammissibilita' del ricorso straordinario.

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