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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40595/2022 del 27/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza di condanna per omicidio colposo aggravato (per violazione norme circolazione) sostenendo: 1) vizio di motivazione per la mancata valutazione della testimonianza di Marchese Gesuele, la quale secondo la difesa attesterebbe che il motociclo stava sorpassando a destra e che l'urto sarebbe stato causato dalla moto stessa (con riferimento alla rottura dello specchietto anteriore e alla dinamica asserita); 2) violazione di legge per omissione di assunzione di prova decisiva (mancata escussione del teste Bertucci, primo intervenuto) e per non aver disposto la perizia sulla dinamica richiesta dalla difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. Ha ritenuto che la Corte d'appello abbia motivato in modo logico e coerente la ricostruzione dei fatti, fondandosi su elementi oggettivi e sugli accertamenti del consulente tecnico (segni di impatto sul cofano e parafango, rottura del perno dello specchietto, lesioni della vittima) che indicano un repentino cambio di corsia da parte dell'imputato mentre sopraggiungeva il motociclo. Ha inoltre ritenuto infondata la censura sulla mancata integrazione probatoria: il giudice di merito può omettere di disporre nuove acquisizioni se dalle risultanze emerge la sufficienza degli elementi già acquisiti. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 145 Codice della Strada

    La violazione delle norme sulla circolazione (cambio di corsia non segnalato e pericoloso) è stata ritenuta causa colposa dell'investimento; la Corte territoriale ha ritenuto sussistente la responsabilità per inosservanza di detta norma.

  • art. 346 Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada

    Richiamata come norma di dettaglio sulle modalità di comportamento nella circolazione; la violazione è stata utilizzata per caratterizzare la condotta colposa del conducente.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla redazione del ricorso e alla sintesi dei motivi; utilizzato per inquadrare le doglianze come riproposizione dell'appello senza censure idonee a fondare la cassazione.

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Richiamato nel principio secondo cui il giudice non è obbligato a motivare espressamente il rifiuto di acquisire nuova prova quando dalla motivazione complessiva risulti la sufficienza delle prove raccolte; la Corte ha ritenuto legittimo il mancato ordine di integrazione istruttoria.

Massime di principio

  • Il giudice di merito non è tenuto a confutare espressamente ogni singola deduzione difensiva se dalla motivazione complessiva emerge in modo logico e adeguato il convincimento; l'omesso esame puntuale non costituisce automaticamente vizio.
  • La valutazione di attendibilità delle prove (testimonianze, rilievi tecnici, consulenze) è rimessa al giudice di merito e la Cassazione sindaca solo la logicità e congruità della motivazione, non la valutazione di merito.
  • La mancata ammissione o integrazione di prove può essere legittima quando dalle risultanze processuali risulti che le prove già acquisite sono sufficienti per decidere; il ricorrente deve indicare specificamente perché tali acquisizioni sarebbero insufficienti.
  • Nelle controversie da incidente stradale i rilievi tecnici e le tracce sui veicoli (punto di impatto, segni di strisciamento, rotture meccaniche) possono prevalere su versioni testimoniali discordanti se spiegati coerentemente da perizia.
  • Per ottenere l'accoglimento in Cassazione è necessario proporre censure specifiche, non generiche o ripetitive dell'appello; la mancanza di confronto con le argomentazioni della Corte territoriale porta all'inammissibilità.

Testo integrale

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