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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40592/2022 del 27/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello sostenendo un vizio di motivazione in relazione all'identità del conducente al momento dell'incidente del 24/10/2016. Furlan deduceva che alla guida fosse Amri Ajoub (persona offesa) e non lui, rilevando che testimoni (Chiareglio e Furlan Cristiano) avevano descritto il guidatore con caratteristiche fisiche compatibili con Amri e che dalla documentazione fotografica risultava un'escoriazione al collo di Amri non riportata in cartella clinica. Sosteneva che tali elementi, se valorizzati correttamente, avrebbero scagionato il ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'Appello e il primo giudice avessero formato un percorso motivazionale organico e coerente, costituente una cosiddetta "doppia conforme", e che la critica del ricorrente si riducesse a una riconsiderazione del giudizio di merito sulle prove testimoniali, materia non sindacabile in sede di legittimità salvo vizi logico-razionali evidenti. I giudici di merito avevano considerato la scena dell'incidente, la posizione innaturale dei corpi, la disponibilità materiale del veicolo a favore di Furlan, la consulenza tecnica che individuava una lesione al collo di Amri compatibile con l'uso della cintura da passeggero adiacente al guidatore, e avevano fornito spiegazioni plausibili per ritenere che alla guida vi fosse Furlan. Per queste ragioni il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali; resta confermata la condanna per omicidio colposo e lesioni colpose aggravate e la sospensione della patente aumentata a due anni dalla Corte d'Appello.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    Norma che disciplina l'omicidio colposo stradale; richiamata in relazione alla imputazione a carico del ricorrente per la morte di Lenisa Vittorio.

  • art. 590-bis cod. pen.

    Norma che disciplina le lesioni colpose stradali aggravate; richiamata per le lesioni subite da Villa Alessandro e Amri Ajoub.

  • art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e)

    Richiamato nel quadro del vizio di motivazione: la Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove e precisato che il ricorso non poteva essere una mera riconsiderazione del compendio probatorio.

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito il riesame di merito delle prove: le critiche che sostanzialmente chiedono una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili se i giudici di merito hanno fornito una motivazione coerente e non illogica.
  • La c.d. doppia conforme (sentenza di primo grado e di appello che si raccordano) rafforza la tenuta del convincimento di merito e rende più difficile il sindacato in sede di legittimità.
  • Per ottenere l'annullamento per vizio di motivazione occorre dimostrare l'assenza di un plausibile e coerente apparato argomentativo oppure un travisamento della prova così macroscopico da disarticolare l'intero ragionamento probatorio.
  • Le testimonianze rese in situazioni concitate (incidente, corpi in posizioni 'innaturali') possono essere ritenute inattendibili o parziali dal giudice di merito; la semplice contrapposizione di versioni diverse non è sufficiente per cassare la decisione.
  • Le prove tecniche (consulenze sulla dinamica, reperti lesivi compatibili con l'uso della cintura) e gli elementi di comportamento abituale (chi normalmente utilizzava il veicolo, disponibilità materiale) costituiscono circostanze probatorie rilevanti per individuare il conducente in caso di contrasto testimoniale.
  • Nel ricorso per cassazione contro una valutazione testimoniale occorre indicare con precisione un significato non opinabile della dichiarazione che il giudice abbia travisato; le dichiarazioni soggettive non hanno valore univoco e il loro significato è rimesso al giudizio di merito.

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