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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39494/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per vizio di motivazione ed erronea applicazione della legge penale avverso il diniego della sospensione condizionale della pena (condenna per art. 186, comma 7, codice della strada). L'imputato, residente in Germania, aveva rifiutato lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e chiedeva che la sospensione fosse subordinata a diverse prescrizioni (ad esempio il risarcimento del danno o l'eliminazione delle conseguenze pericolose del reato). Contestava che il beneficio non potesse essere subordinato ad altre condizioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la motivazione dei giudici di merito, che avevano escluso la sospensione condizionale perché, per il reato contestato, mancava un danno risarcibile o conseguenze dannose/pericolose da eliminare ai sensi dell'art. 165 c.p.; inoltre ha ricordato che il risarcimento o la restituzione riguardano il danno civile e non possono essere imposti come condizione del beneficio in assenza di costituzione di parte civile. La Corte ha anche osservato che la residenza all'estero non costituisce un impedimento assoluto allo svolgimento di lavori di pubblica utilità se compatibile con gli impegni lavorativi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 186 codice della strada

    Norma che disciplina il reato per cui l'imputato è stato condannato (specifica applicazione penalistica del codice della strada). Nel provvedimento è il titolo di reato oggetto del procedimento.

  • art. 165 codice penale

    La norma regola le condizioni della sospensione condizionale della pena riferendosi alle conseguenze di tipo pubblicistico del reato: il beneficio può essere subordinato ad obblighi volti a eliminare effetti dannosi o pericolosi che ancora persistono; non comprende il risarcimento del danno civile una volta cessati tali effetti.

  • art. 616 codice di procedura penale

    Norma richiamata in relazione alle statuizioni conseguenti alla declaratoria di inammissibilità del ricorso (provvedimenti processuali conseguenti alla inammissibilità).

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Richiamata in relazione alla valutazione sulle ragioni di esonero dal pagamento delle somme dovute alla Cassa delle ammende: non sono ravvisate ragioni per l'esonero nel caso concreto.

Massime di principio

  • La sospensione condizionale della pena può essere subordinata a obblighi volti ad eliminare conseguenze di natura pubblicistica (art.165 c.p.), ma non può essere subordinata al risarcimento o alla restituzione riguardanti il danno civile in assenza di costituzione di parte civile.
  • Se gli effetti dannosi o pericolosi del reato sono cessati, non è possibile imporre condizioni consistenti in risarcimenti come misura per ottenere la sospensione condizionale; il giudice deve verificare l'esistenza di conseguenze pubblicistiche ancora presenti.
  • Il rifiuto dell'imputato di svolgere lavoro di pubblica utilità può legittimare il rigetto della sospensione quando non sussistono alternative previste dalla norma (ossia non vi sono danni o conseguenze da eliminare); l'elenco delle possibilità previste dall'art.165 va interpretato secondo la ratio dell'istituto.
  • La residenza all'estero non esclude automaticamente l'imposizione di lavori di pubblica utilità, purché le modalità e i tempi siano compatibili con gli impegni lavorativi dell'interessato; tuttavia ciò richiede verifiche concrete di compatibilità.
  • In sede di impugnazione in cassazione, la mancata deduzione di profili idonei a rilevare un vizio di diritto o di motivazione consolidato dalla giurisprudenza porta spesso a dichiarare il ricorso inammissibile e a condannare alle spese e agli oneri accessori.

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