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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23811/2021 del 02/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (creditore)

La controversia

La controversia nasce da un decreto ingiuntivo ottenuto da una società fornitrice di carburante per Euro 57.000, fondato su due riconoscimenti di debito e tre cambiali. Il provvedimento monitorio era stato emesso nei confronti del debitore principale e della garante; solo quest'ultima aveva proposto opposizione, deducendo che le scritture e le cambiali erano state compilate in bianco e poi riempite abusivamente dal creditore contra pacta, poiché ella avrebbe inteso garantire solo un importo molto inferiore, corrispondente a pregresse fatture rimaste insolute. La corte d'appello aveva confermato il rigetto dell'opposizione, ritenendo non provato l'abusivo riempimento e valorizzando le risultanze documentali e contabili, oltre a una ratio alternativa sulla validità dell'obbligazione cartolare. In cassazione la ricorrente ha dedotto, con un unico motivo, omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360 n. 5 c.p.c. e violazione/falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., sostenendo che la corte territoriale non avrebbe considerato le fatture prodotte, dalle quali sarebbe emerso un debito residuo di soli Euro 9.730,44 e non di Euro 57.000; pertanto l'importo inserito nelle cambiali sarebbe stato abusivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura, formalmente veicolata come omesso esame di fatto decisivo e violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., mirasse in realtà a una rivalutazione del merito e delle prove, inammissibile in sede di legittimità. Inoltre ha applicato la regola della c.d. doppia conforme, osservando che, in presenza di decisioni di primo e secondo grado conformi, la ricorrente avrebbe dovuto indicare specificamente le divergenze tra le due motivazioni per rendere scrutinabile il vizio ex art. 360 n. 5 c.p.c. La Corte ha quindi condannato la ricorrente alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio; in presenza di doppia conforme il motivo è scrutinabile solo se si indicano le divergenze tra le decisioni di primo e secondo grado.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    La deduzione di violazione di legge sugli artt. 115 e 116 c.p.c. è inammissibile quando, sotto la veste della violazione normativa, mira a contestare l'apprezzamento delle prove compiuto dal giudice di merito.

  • art. 115 c.p.c.

    La parte ricorrente non può invocare questa norma per sovvertire la valutazione del compendio probatorio compiuta dal giudice di merito.

  • art. 116 c.p.c.

    La norma non consente in cassazione una censura diretta alla valutazione discrezionale delle prove, salvo l'allegazione di un effettivo errore nell'utilizzo dei criteri legali di valutazione.

  • art. 348-ter, quinto comma, c.p.c.

    Nell'ipotesi di doppia conforme il ricorso per cassazione sul vizio motivazionale è inammissibile se non vengono indicate le ragioni di fatto poste a base delle due decisioni per dimostrarne la diversità.

  • art. 54, comma 2, d.l. n. 83 del 2012

    La disciplina della doppia conforme si applica ai giudizi di appello introdotti nei termini previsti dalla norma e secondo il regime transitorio richiamato dalla Corte.

  • art. 54, comma 3, d.l. n. 83 del 2012

    La Corte richiama la riformulazione dell'art. 360 n. 5 c.p.c. operata da questa disposizione.

  • l. n. 134 del 2012

    È citata quale legge di conversione del d.l. n. 83 del 2012 nel quadro della disciplina transitoria applicabile.

  • art. 13, comma 1, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto/inammissibilità del ricorso la Corte dà atto dei presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    È la base del meccanismo dell'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di esito sfavorevole del ricorso.

Massime di principio

  • In cassazione non è consentito trasformare la censura di vizio motivazionale o di violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. in una richiesta di nuova valutazione dei fatti e delle prove.
  • Quando le decisioni di primo e secondo grado sono conformi nella ricostruzione del fatto, il ricorrente che deduca l'omesso esame di un fatto decisivo deve indicare specificamente le ragioni di fatto poste a base di entrambe le sentenze e dimostrarne la divergenza.
  • La critica alla valutazione delle prove è inammissibile se non individua un concreto errore nell'applicazione delle regole legali di giudizio e si limita a contrapporre una diversa lettura del materiale istruttorio.
  • Il giudice di merito può fondare la decisione su alcune prove e non su altre, senza dover confutare analiticamente ogni deduzione difensiva, purché esponga le ragioni del proprio convincimento.
  • In presenza di una ratio decidendi autonoma e sufficiente a sorreggere il decisum, la censura che colpisca solo una motivazione alternativa non è idonea a travolgere la decisione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveFideiussioneInadempimento
RamiProcesso civileContrattiObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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