Cassazione Penale, Sentenza n. 37089/2024 del 07/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta, formulata per conto di Bianco, di affidamento in prova al servizio sociale o, in subordine, di semilibertà. Il motivo principale dedotto dal difensore è un errore di calcolo nella determinazione della pena già scontata e nella imputazione delle riduzioni (495 giorni di liberazione anticipata e 150 giorni per detenzione inumana). Si censura altresì la qualificazione di un capo di imputazione (capo L-M) come tentativo, sostenendo che la fattispecie tentata non rientrerebbe nelle norme ostative (art. 4-bis, comma 1-ter), con conseguente diversa ripartizione delle pene ostative e non ostative e diversa computazione dei limiti (metà o due terzi) per l'ammissione alla semilibertà.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto corretta l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza: quel capo di imputazione non era rimasto allo stato di tentativo ma era stato assorbito nella fattispecie consumata, pertanto rientra tra le ipotesi ostative previste dall'art. 4-bis; inoltre la riduzione di 495 giorni per liberazione anticipata va detratta una sola volta dalla pena complessiva e non può essere computata due volte (prima come detrazione dalle singole frazioni e poi nuovamente come pena scontata). Di conseguenza il calcolo effettuato dal Tribunale è corretto e Bianco non ha ancora espunto la quota di pena richiesta (i due terzi per le fattispecie ostative) per poter accedere alla semilibertà. Il ricorso è dunque infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese.
Norme richiamate
art. 4-bis Ordinamento penitenziario
Individua i delitti ostativi. Le condanne per tali delitti comportano, ai fini dell'ammissione alla semilibertà, il limite minimo di espiazione di due terzi della pena complessiva per le fattispecie indicate; nel caso concreto il capo assorbito rientra tra le fattispecie del comma 1-ter.
art. 50 Ordinamento penitenziario
Stabilisce i limiti di pena da scontare per l'ammissione alla semilibertà (metà della pena oppure due terzi se si è condannati per i reati indicati nell'art. 4-bis). La corte ha applicato il criterio dei due terzi per i reati ostativi presenti nel cumulo.
art. 54 Ordinamento penitenziario
Prevede che le detrazioni (es. liberazione anticipata) si considerano come pena scontata ai fini del computo per l'ammissione ai benefici. La Corte ha chiarito che la detrazione va operata una sola volta e non può essere computata duplicatamente.
Disciplina la cessione e vendita di sostanze stupefacenti; le condanne per reati aggravati ai sensi dell'art. 80 rientrano nelle ipotesi ostative di cui all'art. 4-bis comma 1-ter.
Prevede le aggravanti per i reati di stupefacenti che aumentano la pena; le condanne aggravate sono state considerate dal giudice come rilevanti ai fini dell'applicazione del regime ostativo (due terzi).
Riguarda l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; è indicata tra le fattispecie ostative previste dall'art. 4-bis e incide sul calcolo della quota minima da scontare.
Prevede il computo della custodia cautelare ai fini della pena da espiare; la Corte ricorda che vanno computati i periodi di custodia cautelare come tempo scontato.
Norma che indica i motivi di ricorso per cassazione (tra cui la violazione di norme sostanziali e processuali); il ricorso era basato su questa disposizione.
Massime di principio
- La riduzione di pena per liberazione anticipata prevista dall'art. 54, comma 4, Ord. Pen. deve essere detratta una sola volta dalla pena complessiva e non può essere computata duplicatamente né 'spostata' tra le singole frazioni di pena in modo da avvantaggiare il calcolo dell'espiazione minima.
- Se in un cumulato sono presenti reati ostativi e non ostativi, bisogna determinare correttamente la parte di pena relativa ai reati ostativi (per i quali vale il criterio dei due terzi) e calcolare il dies a quo in base all'ordine di espiazione previsto dal cumulo e dall'eventuale scioglimento dello stesso.
- L'assorbimento di un reato tentato in una fattispecie consumata elimina l'individualità del capo tentato: la fattispecie risultante va considerata nella categoria sostantiva (ostativa o meno) in cui rientra la forma consumata.
- Il principio del favor rei può orientare l'allocazione delle detrazioni tra frazioni di pena, ma non giustifica la duplicazione di una stessa riduzione di pena; ogni detrazione (es. liberazione anticipata) va imputata nel calcolo complessivo una sola volta.
- In caso di ricorso sulla correttezza dei calcoli di pena è fondamentale documentare con precisione ogni elemento numerico (periodi di custodia, giorni di liberazione anticipata, imputazioni ai singoli capi) e dimostrare concretamente l'errore aritmetico o la errata qualificazione giuridica della fattispecie.
- Per ottenere l'ammissione alla semilibertà quando sono presenti reati ostativi occorre verificare se la parte di pena relativa a tali reati abbia raggiunto il limite dei due terzi; se non raggiunto, la richiesta sarà inammissibile indipendentemente da altri crediti teoricamente favorevoli.
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