Cassazione Penale, Sentenza n. 36998/2024 del 07/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in sei motivi: 1) vizio di motivazione e manifesta illogicità nella affermazione di responsabilità con mancato confronto con le argomentazioni difensive (alibi, riprese video non identificative, dati GPS e celle telefoniche, credibilità testi); 2) errata applicazione degli artt. 393, 56 e 629 c.p., con richiesta di derubricazione di alcune condotte a reato meno grave (art. 392 c.p.); 3) mancato riconoscimento della mancanza del dolo estorsivo sulle condotte contestate e rilievo inopportuno della cittadinanza straniera; 4) carenza di motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.); 5) illegittimità della pena e carenza di motivazione sulla determinazione del trattamento sanzionatorio (artt. 133 e 81 c.p.); 6) vizio di motivazione sul provvedimento di espulsione (art. 235 c.p.) per mancata valutazione concreta della pericolosità sociale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili per generici o manifestamente infondati vari motivi del ricorso e, con riferimento a specifici capi, ha ritenuto invece fondati i profili relativi alla gravità probatoria delle prove indiziarie: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alle condotte contestate al capo 2) in danno di Arnaut Raluca Ioana (taglio pneumatici e danni alla Renault Megane) e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Perugia; ha altresì annullato la statuizione relativa al capo 2) lett. e) (taglio pneumatici ad Arnaut) e al capo 2) lett. h) (danneggiamento Renault Megane) per motivazione illogica perché basata su indizi privi della necessaria gravità e precisione; ha invece respinto i rilievi sull'incendio dell'auto di Manole Petrut (capo 2) lett. c) e capo 3)) e sulle percosse al Manole (capo 2) lett. d), dichiarando tali parti del ricorso inammissibili o infondate; ha confermato la legittimità della dosimetria della pena e del diniego delle attenuanti generiche; ha ritenuto adeguata la motivazione sul provvedimento di espulsione. Sul piano delle spese, ha disposto la condanna dell'imputato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile Manole Petrut, liquidate come in dispositivo, e ha rimandato la decisione definitiva sulle spese della parte civile Arnaut Raluca Ioana.
Norme richiamate
Richiamato come possibile fattispecie meno grave rispetto all'estorsione; la Corte valuta la rilevanza di derubricazione di alcune condotte a reato di danneggiamento o tentativo di esercizio arbitrario delle proprie ragioni quando manchi il dolo dell'estorsione.
Richiamato assieme all'art. 56 (tentativo) per la riqualificazione di alcune condotte e per la distinzione tra reato consumato e tentato.
Invocato in relazione alla qualificazione come tentativo di talune condotte (applicato con art. 393 per riqualificazioni).
Norma sull'estorsione; la Corte valuta se gli elementi del dolo di estorsione siano stati dimostrati o se manchi tale elemento e sia quindi opportuna una derubricazione.
Utilizzato come criterio per la determinazione della pena: la Corte territoriale ha richiamato i criteri e motivato la quantificazione e gli aumenti per continuazione.
Richiamato nella contestazione relativa al trattamento sanzionatorio e al possibile concorso formale o materiale; la Corte ha ritenuto legittima la pena inflitta.
Riguarda le circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego quando la richiesta difensiva non specifica circostanze concrete di fatto.
Norma sull'espulsione dello straniero condannato; la Corte ha ritenuto corretta la motivazione sulla pericolosità sociale e pertanto il provvedimento di espulsione.
Norma richiamata in tema di applicazione delle regole sul reato continuato e sull'aumento per continuazione; la Corte ha considerato gli aumenti di entità contenuta e ben motivati.
Massime di principio
- La prova della responsabilità penale deve essere raggiunta oltre ogni ragionevole dubbio: elementi indiziari isolati e privi di gravità, precisione e concordanza non sono idonei a sorreggere una condanna e possono giustificare annullamento e rinvio.
- Il giudice di merito deve confrontarsi esplicitamente con le argomentazioni difensive rilevanti (alibi, dati GPS, celle telefoniche, riprese video indistinte): la mancata considerazione può costituire vizio di motivazione.
- La mera somiglianza fisica o di andatura o il transito generico di una vettura non sostituiscono la prova dell'identità del conducente; per identificare l'autore è necessaria precisione dell'indizio o ulteriori riscontri probatori.
- La richiesta di attenuanti generiche priva di specificazione non obbliga il giudice a un articolato motivo di diniego: è sufficiente il richiamo all'assenza di elementi favorevoli, ma la difesa dovrebbe indicare fatti concreti per una contestazione efficace.
- In tema di reato continuato e calcolo degli aumenti per continuazione, il giudice di merito non è tenuto a motivare dettagliosamente aumenti di entità esigua, purché l'operazione complessiva risulti coerente con i criteri dell'art. 133 c.p.
- La derubricazione da estorsione a reati meno gravi (es. art. 392 c.p. o esercizio arbitrario delle proprie ragioni) è possibile quando manchi il dolo estorsivo o la prova della richiesta estorsiva o di minaccia finalizzata a ingiusto profitto.
- Il provvedimento di espulsione di uno straniero richiede motivazione sulla pericolosità sociale; tale valutazione deve fondarsi su elementi concreti concernenti la gravità e la reiterazione delle condotte.
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