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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27764/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un ricorso per cassazione proposto avverso la sentenza del Tribunale di Catanzaro che aveva condannato l'imputato alla pena pecuniaria per il reato di porto di arma o oggetto atto ad offendere. Il ricorrente deduceva: carenza di motivazione della sentenza impugnata; insussistenza del reato, sostenendo che il porto del coltello rinvenuto nella sua disponibilità fosse giustificato; non meglio specificati travisamenti probatori; mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. Nei motivi aggiunti insisteva sulle censure già formulate.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze mirassero sostanzialmente a una rivalutazione del compendio probatorio e a una diversa lettura dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità. Ha inoltre precisato che l'inammissibilità del ricorso impedisce la declaratoria di improcedibilità per superamento del termine di durata massima previsto dall'art. 344-bis c.p.p. e che i motivi aggiunti non possono sanare l'inammissibilità originaria dei motivi principali. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 4 l. n. 110 del 1975

    Disposizione incriminatrice richiamata come titolo del reato per cui è intervenuta condanna in primo grado, relativo al porto del coltello/oggetto contestato.

  • art. 131-bis c.p.

    Invocato dalla difesa come causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte non ne esamina il merito perché il ricorso è inammissibile.

  • art. 344-bis c.p.p.

    La Corte richiama il principio secondo cui l'inammissibilità del ricorso per cassazione preclude la declaratoria di improcedibilità per superamento del termine di durata massima del giudizio di impugnazione.

  • art. 2, comma 2, lett. a), l. 27 settembre 2021, n. 134

    Richiamato come norma che ha inserito l'art. 344-bis c.p.p.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentita la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata né l'adozione di una diversa ricostruzione dei fatti rispetto a quella operata dal giudice di merito.
  • Sono deducibili in cassazione solo vizi di motivazione che si traducano in mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà su aspetti decisivi; non sono ammissibili censure che mirino soltanto a contestare la persuasività, l'adeguatezza o la maggiore o minore attendibilità della motivazione.
  • Le doglianze che si limitano a contrapporre una diversa valutazione delle prove o una lettura alternativa del materiale istruttorio sono inammissibili perché sollecitano un nuovo giudizio di merito.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione impedisce la declaratoria di improcedibilità per decorso del termine massimo del giudizio di impugnazione previsto dall'art. 344-bis c.p.p.
  • I motivi aggiunti non possono sanare l'inammissibilità dei motivi originari del ricorso, poiché il vizio radicale si trasmette ad essi e non può essere aggirato mediante un successivo spostamento in avanti dei termini di impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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