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Sentenza

Sentenza del 08/10/2019 n. 25058 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle dogane contestava alla società il mancato pagamento dell'imposta erariale sul consumo di energia elettrica acquistata e autoprodotta, nonché l'applicazione delle relative sanzioni. Secondo l'Amministrazione, ADR non poteva beneficiare dell'esenzione prevista dall'art. 52, comma 2, lett. o-bis), del d.lgs. n. 504/1995, perché non aveva correttamente cumulato i consumi propri con quelli delle utenze presenti nel sedime aeroportuale e non aveva presentato la denuncia necessaria per la costituzione di un'officina di esercizio. La società sosteneva invece di avere diritto all'esenzione, avendo superato la soglia normativa di consumo, e invocava il legittimo affidamento derivante da una nota dell'Agenzia del 2002 e dai successivi comportamenti dei verificatori.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale dell'Agenzia delle dogane. Ha ritenuto inammissibile il motivo principale relativo al legittimo affidamento, perché l'Agenzia aveva censurato soprattutto le convenzioni stipulate con ADR, senza confrontarsi specificamente con la nota del 2002 e con le conferme successive dei verificatori, che costituivano la reale ratio decidendi della sentenza impugnata. Gli ulteriori motivi dell'Agenzia e il ricorso incidentale della società sono stati dichiarati assorbiti. ADR ha quindi mantenuto il risultato favorevole ottenuto nei gradi di merito, con esclusione delle sanzioni contestate. L'Agenzia è stata condannata a pagare le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 5.000 euro, oltre spese forfettarie e accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 52, comma 2, lett. o-bis), decreto legislativo n. 504/1995

    Prevede l'esenzione dall'imposta erariale sul consumo di energia elettrica al ricorrere dei presupposti stabiliti dalla norma, tra cui il superamento della soglia di consumo prevista.

    La controversia riguardava l'applicabilità dell'esenzione ai consumi energetici del sedime aeroportuale e la possibilità di cumulare i consumi propri di ADR con quelli delle utenze terze.

  • Art. 53, comma 1, decreto legislativo n. 504/1995

    Disciplina gli obblighi di denuncia connessi all'esercizio e alla produzione di energia elettrica.

    L'Agenzia sosteneva che l'omessa denuncia dell'officina di esercizio impedisse il corretto riconoscimento dell'esenzione e rendesse dovuta l'imposta.

  • Art. 10, comma 2, legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

    Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell'amministrazione finanziaria, anche se successivamente modificati, o qualora il suo comportamento derivi da ritardi, omissioni od errori dell'amministrazione.

    Il legittimo affidamento generato da indicazioni ufficiali dell'Amministrazione finanziaria può impedire l'applicazione delle sanzioni, anche quando l'interpretazione amministrativa venga successivamente modificata.

  • Articoli 5 e 6 del decreto legislativo n. 472/1997

    Riguardano, tra l'altro, la colpevolezza e le cause di non punibilità nelle violazioni tributarie. Nel giudizio tali questioni sono rimaste assorbite.

  • Articoli 16, 17 e 20 del decreto legislativo n. 472/1997

    Disciplinano profili procedimentali e sanzionatori tributari; le relative censure sono state assorbite in conseguenza del rigetto del ricorso principale.

  • Art. 7, legge n. 212/2000

    Riguarda l'obbligo di motivazione degli atti tributari. La contestazione della società è rimasta assorbita.

  • Art. 19, decreto legislativo n. 504/1995

    Riguarda la competenza e la legittimazione degli uffici doganali; la questione non è stata esaminata perché assorbita.

  • Art. 366, comma 1, n. 3, codice di procedura civile

    Impone al ricorso per cassazione un'esposizione sommaria ma sufficientemente chiara dei fatti di causa e delle vicende processuali, tale da consentire alla Corte di comprendere la controversia senza ricorrere ad altri atti.

  • Articoli 1362-1371 codice civile

    Stabiliscono i criteri di interpretazione dei contratti e delle convenzioni. La Corte non ha esaminato nel merito la loro applicazione, poiché il motivo dell'Agenzia non colpiva la specifica ragione decisiva fondata sulla nota del 2002 e sui comportamenti successivi dei verificatori.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione è necessario confrontarsi puntualmente con la ratio decidendi della sentenza impugnata: contestare aspetti secondari o diversi da quelli realmente decisivi comporta l'inammissibilità del motivo.
  • Le indicazioni ufficiali dell'Amministrazione finanziaria, soprattutto se specifiche e reiterate anche durante verifiche, possono creare un legittimo affidamento tutelabile ai sensi dell'art. 10, comma 2, dello Statuto del contribuente.
  • Il legittimo affidamento può escludere l'irrogazione delle sanzioni anche se, sul piano sostanziale, l'imposta fosse comunque dovuta; occorre distinguere quindi tra debenza del tributo e punibilità della condotta.
  • Convenzioni o accordi con la pubblica amministrazione non possono derogare alla legge tributaria, ma il comportamento dell'Amministrazione fondato su tali atti può assumere rilievo ai fini della buona fede e dell'esclusione delle sanzioni.
  • Quando la Corte decide una questione preliminare o assorbente, le ulteriori questioni, comprese quelle sollevate con ricorso incidentale, possono non essere esaminate e restare assorbite.

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