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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13119/2023 del 29/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato l'appello volto a sostituire la custodia cautelare in carcere con una misura meno afflittiva. Il provvedimento cautelare era stato adottato per reati connessi a una associazione finalizzata a truffe in danno di anziani e per plurimi reati fine; il ricorrente, giudicato con rito abbreviato, era stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione oltre multa. Il difensore deduceva carenza e manifesta illogicità della motivazione del collegio cautelare, sostenendo che la definizione del giudizio di primo grado con rito abbreviato e il periodo di custodia già sofferto rappresentavano elementi nuovi e favorevoli che non erano stati valutati. Contestava inoltre la motivazione sulla persistenza delle esigenze cautelari, ritenendola stereotipata e priva di spiegazioni concrete sulla gravità indiziaria e sul rischio per la collettività.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende. La Corte ha ritenuto che non sussistessero nuovi elementi di fatto tali da consentire la rivalutazione della gravità indiziaria in sede cautelare (applicando il principio di assorbimento): la sopravvenuta condanna con rito abbreviato non comporta automaticamente la revisione delle esigenze cautelari in assenza di novità fattuali. Inoltre la decisione impugnata conteneva una motivazione esaustiva circa il perdurante rischio di recidiva, desunto dalle modalità organizzative e professionali delle condotte e dalla personalità negativa del prevenuto; le censure difensive sono state ritenute generiche e quindi inammissibili.

Norme richiamate

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    Richiamato come norma che consente la trattazione con contraddittorio cartolare; utilizzato per giustificare la trattazione scritta del ricorso

  • D.L. n. 198/2022, art. 8

    Richiamato assieme all'art. 23 D.L. n.137/2020 per la disciplina della trattazione cartolare; conferma la procedura seguita

  • Codice di procedura penale, art. 274, lett. c)

    Norma sulle esigenze cautelari; il collegio ha ritenuto sussistere il pericolo di recidiva e la necessità della misura in carcere ai sensi di questa disposizione

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principio di assorbimento)

    Sez. 2, n. 5988 del 23/01/2014; n. 39473 del 22/09/2015

    La Corte ricorda che la sopravvenuta sentenza di condanna, senza nuovi elementi di fatto, non consente al giudice dell'appello 'de libertate' di rivedere la valutazione della gravità indiziaria; il principio impedisce la riconsiderazione cautelare in assenza di novità

  • Disposizioni di attuazione codice di procedura penale, art. 94 (richiami procedurali)

    Richiamata in relazione agli adempimenti a carico della Cancelleria dopo la decisione

Massime di principio

  • La sopravvenuta sentenza di condanna (anche in rito abbreviato) non determina automaticamente la revoca della misura cautelare: il principio di assorbimento preclude la rivalutazione della gravità indiziaria in sede cautelare se non emergono nuovi elementi di fatto
  • Per mantenere la custodia cautelare il giudice può fondarsi su elementi prognostici come l'organizzazione e la professionalità nell'esecuzione dei reati e sulla rilevante intensità del dolo, che giustificano il rischio di recidiva
  • Per ottenere la sostituzione o la revoca della misura cautelare dopo una condanna è necessario proporre elementi nuovi, concreti e specifici (p.es. mutamento delle condizioni personali, elementi di fatto sopravvenuti, garanzie alternative efficaci) e non censure generiche sulla motivazione
  • Le impugnazioni che si limitano a contestazioni generiche della motivazione sono frequentemente dichiarate inammissibili: le doglianze in Cassazione devono essere specifiche e indicate nei termini di diritto o con riferimento a vizi motivazionali puntuali
  • Il giudice di legittimità può disporre condanna alle spese e sanzioni pecuniarie per ricorsi giudicati infondati o manifestamente generici; occorre valutare il rapporto costi/benefici prima di proporre impugnazioni senza nuovi elementi probatori

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