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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29879/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha revocato la sospensione condizionale della pena (concessa con sentenza del 6/12/2008, irrevocabile il 21/03/2009) per presunto nuovo delitto commesso nei cinque anni dal passaggio in giudicato, disciplinato dall'art. 73 d.P.R. n. 309/1990. Il ricorrente deduceva che il reato successivo era stato commesso oltre il quinquennio e pertanto la revoca sarebbe illegittima.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Milano abbia indicato per mero errore materiale una data (8/10/2015) non coerente con gli atti: la sentenza di condanna relativa è anteriore a quella data (24/04/2015) e dal certificato del casellario e dal provvedimento di cumulo emerge che la data di commissione del reato è l'11/01/2010, quindi entro il quinquennio utile. La doglianza del ricorrente è infondata. Inoltre il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen., comma 1, n. 1

    Consente la revoca della sospensione condizionale della pena se il beneficiario commette un nuovo delitto entro il termine stabilito (quinquennio nel caso concreto). La Corte ha ritenuto sussistente tale presupposto alla luce delle date effettive risultanti dagli atti.

  • art. 163 cod. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente; nella vicenda la Corte non ha ravvisato violazione sostanziale di tale disposizione, avendo il Tribunale correttamente applicato i presupposti per la revoca, tenendo conto delle date effettive.

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Individua il tipo di reato successivo (illecito in materia di stupefacenti) che ha dato motivo alla revoca della sospensione condizionale; la commissione di tale reato entro il periodo rilevante giustifica la revoca ai sensi dell'art. 168 c.p.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna al pagamento delle spese processuali nel caso di rigetto del ricorso in Cassazione; la Corte ha applicato tale sanzione al ricorrente.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione condizionale ai sensi dell'art. 168 c.p. è giustificata quando risulti, anche dai documenti ufficiali (sentenze, certificato del casellario, provvedimenti di cumulo), che il nuovo reato è stato commesso entro il termine previsto; errori materiali nelle date riportate nell'ordinanza non inficiano la revoca se gli atti dimostrano il contrario.
  • Chi impugna una revoca per superamento del termine quinquennale ha l'onere di provare, con documenti chiari e coerenti, che la data di commissione del reato è effettivamente anteriore al periodo utile; la Corte valuta la coerenza cronologica tra sentenze, certificato del casellario e altri provvedimenti.
  • La discrepanza formale nelle date indicata dal giudice di merito può essere qualificata come errore materiale se dagli atti risultano date diverse e logicamente antecedenti/posteriori; tali errori non comportano automaticamente l'annullamento se il dato sostanziale è confermato.
  • In caso di rigetto del ricorso in Cassazione il ricorrente può essere condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto valutare il rischio economico prima di proporre impugnazioni manifestamente infondate.

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