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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9180/2024 del 04/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma in Cassazione: 1) censura per omissione o insufficienza degli accertamenti tecnici (richiesta di perizia) finalizzati a verificare presunte anomalie elettroniche/meccaniche della Ferrari (centraline, aggiornamenti/software, cablaggi, modalità "sport") che avrebbero potuto determinare perdita di controllo del veicolo; contestazione delle valutazioni dei giudici di merito che, secondo la difesa, si sono sostituiti al perito e hanno ignorato elementi utili (dato della centralina air-bag con velocità di impatto pari a 121 km/h, interventi di richiamo/aggiornamento pochi chilometri prima dell'incidente, assenza di approfondimenti sui componenti ecc.). 2) deduce violazione/erronea applicazione dell'art. 62, n.6 cod. pen. (prima parte, attenuante per integrale riparazione del danno): la difesa ha prodotto transazione assicurativa AXA e dichiarazione del ricorrente di voler far proprio il risarcimento, ma i giudici di merito hanno ritenuto l'attenuante incompatibile con l'omicidio colposo e non hanno adeguatamente valutato la tempestività e la conoscenza da parte dell'imputato dell'intervento risarcitorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (omessa perizia): ha ritenuto che i giudici di merito abbiano adeguatamente motivato la decisione sulla base delle consulenze tecniche concordanti delle parti (velocità circa 85-90 km/h del veicolo dell'imputato; assenza di segni di frenata; condizioni del manto stradale usurato) e che non esista obbligo legale di disporre perizia d'ufficio se la prova scientifica è già stata acquisita nel processo. Sul secondo motivo la Corte ha invece accolto il ricorso: ha stabilito che l'attenuante di cui all'art. 62 n.6 (prima ipotesi, integrale riparazione del danno) è compatibile anche con il reato di omicidio colposo; se il risarcimento è stato effettuato da terzi (es. assicurazione) è necessario che l'imputato ne abbia avuto conoscenza e manifesti la volontà di farlo proprio o abbia contribuito all'adempimento. Per tale ragione la Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'appello limitatamente alla censura sull'attenuante e ha rimesso la questione ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio su quel punto; per il resto il ricorso è stato rigettato e la condanna per omicidio colposo è stata confermata in modo irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    Norma che disciplina l'omicidio colposo; la Corte ha confermato la condanna basata sulla perdita di controllo del veicolo dovuta a velocità non adeguata e condotta di guida pericolosa.

  • art. 140, 141, 143, 146 d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada)

    Richiamate per contestare violazioni delle norme sulla circolazione (limite di velocità, regole di marcia) e valutare l'idoneità della condotta di guida a causare l'incidente.

  • art. 62, n. 6 cod. pen. (prima ipotesi)

    Attenuante per l'integrale riparazione del danno: la Corte precisa che è applicabile anche ai reati di omicidio colposo; se il risarcimento è effettuato da un terzo (es. compagnia assicurativa) occorre che l'imputato abbia conoscenza dell'intervento e abbia manifestato la volontà di farlo proprio o abbia concorso all'adempimento; il giudice deve accertare l'integralità e la tempestività del risarcimento.

  • art. 185 cod. pen.

    Riferimento alle obbligazioni restitutorie e risarcitorie derivanti dal reato: la valutazione dell'attenuante deve tenere conto del danno "giuridicamente considerabile" che può essere eliminato mediante obbligazioni civili.

  • art. 624 c.p.p.

    Citato in relazione all'affermazione di irrevocabilità dell'accertamento di responsabilità per la parte della sentenza non annullata; la condanna rimane irrevocabile nella parte rigettata.

Massime di principio

  • Il giudice non è obbligato a disporre perizia d'ufficio: se nel processo esistono consulenze tecniche delle parti concordanti e sufficienti, il giudice può valutare la responsabilità senza ulteriore accertamento.
  • La semplice allegazione difensiva di un guasto tecnico non è sufficiente a imporre una perizia: la richiesta deve essere supportata da elementi concreti e verosimili che rendano necessaria la prova tecnica.
  • In materia di eccesso di velocità e dinamica degli incidenti, il giudice può valutare la pericolosità della velocità in termini relativi e ricostruttivi (condizioni della strada, assenza di frenata, massa dei veicoli) senza fissare un limite aritmetico assoluto.
  • L'attenuante dell'art. 62 n.6 (prima ipotesi, integrale riparazione del danno) è applicabile anche ai reati di omicidio colposo: il requisito centrale è l'integralità del risarcimento del danno 'giuridicamente considerabile' e la tempestività rispetto al processo.
  • Se il risarcimento è effettuato da un terzo (per es. compagnia assicurativa), per riconoscere l'attenuante il giudice deve accertare che l'imputato fosse a conoscenza dell'intervento e abbia manifestato la volontà di farlo proprio o abbia contribuito all'adempimento.
  • In caso di decisione di merito che esclude l'attenuante per vizi motivazionali o di fatto, la Corte di legittimità può annullare limitatamente a quel punto e rinviare alla corte territoriale perché valuti specificamente integrità, tempestività e conoscenza/contributo dell'imputato al risarcimento.

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