Cassazione Penale, Sentenza n. 33408/2024 del 03/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Esposito impugnava l'ordinanza del 21/11/2023 che aveva rigettato la richiesta di applicazione in sede esecutiva della disciplina della continuazione ex art. 671 c.p.p. per più sentenze irrevocabili relative a distinti gruppi di reati (A: furto e tentato furto commessi gennaio 2018 a Cervia; B/C: possesso/fabbricazione di documenti falsi e produzione/traffico di stupefacenti commessi dicembre-ottobre 2017-2018; D/E: ricettazione commessa nel 2009). Il ricorrente denunciava inosservanza ed erronea applicazione della legge (art. 81 c.p. e art. 671 c.p.p.) e vizio di motivazione: il giudice dell'esecuzione avrebbe respinto le richieste in modo apodittico senza valutare gli indici esteriori (prossimità temporale, modalità esecutive, omogeneità dei reati, bene giuridico tutelato) che potevano ricondurre le condotte a un medesimo disegno criminoso.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata, disponendo il rinvio degli atti al Tribunale di Nocera Inferiore in diversa composizione fisica per nuovo esame della richiesta di applicazione della continuazione. La Corte ha censurato la motivazione del giudice dell'esecuzione come incongrua e carente, sottolineando la necessità di una valutazione puntuale degli indici esteriori (distanza cronologica, modalità, tipologia dei reati, bene tutelato, omogeneità) al fine di verificare l'unitarietà progettuale richiesta dall'art. 81 c.p.
Norme richiamate
Permette al giudice dell'esecuzione di applicare in executivis la continuazione fra più sentenze irrevocabili e di rideterminare le pene osservando i criteri della norma; la Corte richiede che l'applicazione avvenga sulla base di una concreta valutazione degli indici esteriori che rilevano il disegno criminoso unitario.
Definisce il concetto di reato continuato/programma delinquenziale unitario; la Corte precisa che il requisito dell'unitarietà progettuale deve essere accertato anche in sede esecutiva mediante verifica dei fattori esterni rilevabili.
art. 640 cod. pen. e art. 56 cod. pen.
Norme sostanziali relative al furto e al tentativo; citate in relazione ai fatti per i quali si chiedeva il riconoscimento della continuazione.
Norma sulla ricettazione; richiamata perché due condanne per ricettazione (D ed E) erano state valutate dal ricorrente come omogenee e prossime nel tempo, potenzialmente riconducibili a un disegno unitario.
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma sulla produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti; citata in relazione a una delle sentenze che il ricorrente voleva vedere considerate in continuazione.
Sentenza Corte Costituzionale n. 183 del 03/07/2013
Richiamata per il principio secondo cui, in caso di annullamento di ordinanze sulla continuazione in sede esecutiva, il rinvio deve avvenire a giudice di diversa composizione fisica.
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008; Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010)
I precedenti richiamati definiscono i criteri e gli indici esteriori (distanza cronologica, modalità, tipologia dei reati, bene tutelato, omogeneità) utili a rilevare l'esistenza di un progetto criminoso unitario e sottolineano che la valutazione deve essere complessiva e collegiale delle circostanze.
Massime di principio
- La richiesta di applicazione della continuazione in sede esecutiva (art. 671 c.p.p.) richiede una valutazione motivata e specifica degli indici esteriori che possono far emergere un disegno criminoso unitario: distanza temporale, modalità esecutive, tipologia dei reati, bene giuridico tutelato e omogeneità delle condotte.
- Nessuno degli indici sopra elencati è, da solo, decisivo; la sussistenza della continuazione va valutata con giudizio complessivo e logico-proporzionale delle circostanze.
- Il giudice dell'esecuzione non può limitarsi a affermazioni generiche: una motivazione carente o apodittica sull'assenza di elementi univoci comporta annullamento e rinvio per nuovo esame (a diversa composizione, se necessario).
- La prossimità cronologica fra episodi e la somiglianza delle modalità esecutive aumentano la probabilità di ricondurre i fatti a un progetto unitario, specie se i reati tutelano beni giuridici omogenei.
- In casi simili è utile allegare e indicare con precisione gli elementi esterni che possono provare l'unitarietà progettuale (date, descrizione delle modalità, ripetitività, collegamenti fattuali) per obbligare il giudice a una valutazione analitica.
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