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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33353/2024 del 03/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La società ha impugnato l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo di alcuni automezzi utilizzati per il trasporto di sostanze stupefacenti, chiedendo la restituzione dei veicoli sostenendo che fossero di sua titolarità. Contestava la ritenuta riconducibilità dei mezzi all'indagato Gjoni Edi e denunciava l'omesso esame della documentazione bancaria che avrebbe dimostrato la non strumentalità della società rispetto ai traffici illeciti.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di legittimazione dell'atto difensivo: il difensore che ha depositato il ricorso non era munito della procura speciale necessaria per proporre impugnazione in Cassazione rispetto all'ordinanza del Tribunale. La Corte ha ritenuto applicabile, trattandosi di terzo interessato alla restituzione, l'onere di conferire procura alle liti e ha richiamato la regola che la procura speciale non si estende automaticamente ai gradi successivi. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la società è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    Richiamato in relazione ai gravi indizi di colpevolezza per traffico di stupefacenti che hanno giustificato la misura cautelare personale e il sequestro preventivo dei mezzi riconducibili all'indagato.

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Applicato per affermare che il terzo interessato non può stare personalmente in giudizio e deve conferire procura alle liti al difensore; richiamata anche la presunzione di efficacia della procura 'per un solo grado del processo' (comma 3).

  • art. 183 cod. proc. civ.

    Richiamato come raffronto: anche nel processo civile il patrocinio del terzo è soddisfatto tramite procura alle liti; il principio è utilizzato per spiegare l'obbligo analogo nel processo penale per i terzi proprietari dei beni sequestrati.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato in ordine alla valutazione della colpa della parte che propone il ricorso; la Corte non ha ritenuto sussistenti elementi tali da escludere la colpa e ha quindi disposto la condanna alle spese e al versamento stabilito.

  • principio giuridico "delegatus delegare non potest plus juris quam ipse habet"

    Principio richiamato per affermare che il difensore nominato (Fumo) non poteva conferire a sua volta poteri (nomina di sostituto) per un grado di giudizio per il quale non aveva ricevuto procura speciale; la delega non può trasmettere più potere di quello posseduto.

Massime di principio

  • Il terzo proprietario di beni sottoposti a sequestro in un procedimento penale deve conferire espressa procura alle liti per tutelare il proprio interesse alla restituzione; la procura deve specificare il grado di giudizio per cui è conferita, soprattutto se si intende operare in Cassazione.
  • La procura conferita a un difensore per un grado del processo non si estende automaticamente ai gradi successivi; se si vuole consentire al difensore di proporre ricorso in grado successivo è necessario prevederlo espressamente nella procura speciale.
  • La mancata osservanza dei requisiti di legittimazione processuale (es. assenza di procura speciale) determina l'inammissibilità dell'impugnazione indipendentemente dal merito delle argomentazioni sulla titolarità dei beni.
  • Quando si agisce come terzo interessato alla restituzione di beni sequestrati, è essenziale curare sia l'aspetto sostanziale (prove di proprietà e non strumentalità) sia quello formale (delega/procura) per evitare la perdita del rimedio processuale.
  • Nel giudizio di merito il tribunale può valutare elementi indiziari che collegano i beni al reato (es. struttura societaria di facciata); quindi, oltre alla titolarità formale, conviene raccogliere e depositare documentazione probatoria che dimostri la concreta autonomia dell'attività commerciale rispetto agli indagati.
  • Per evitare contestazioni sulla legittimazione difensiva, è buona prassi allegare in ogni atto processuale copia della procura speciale che espliciti i poteri conferiti e il grado di giudizio per cui è valida.

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