Sentenza del 15/05/2015 n. 9977 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Amministrazione finanziaria aveva negato il rimborso di un credito IVA di circa 516.456,99 euro, ritenendolo indebito perché maturato nell'ambito di una frode carosello nella compravendita di autoveicoli usati. La società avrebbe utilizzato false dichiarazioni d'intento per vendere senza IVA e partecipato a una catena di operazioni in cui l'imposta veniva fatturata, non versata dagli operatori coinvolti e indebitamente richiesta a rimborso. I ricorrenti contestavano, tra l'altro, l'efficacia preclusiva del condono tombale, la validità della motivazione per relationem dell'avviso di accertamento, l'utilizzo di elementi provenienti da indagini penali e la valutazione degli indizi.
La decisione
La Corte di cassazione ha riunito i ricorsi e li ha rigettati integralmente. Ha stabilito che il condono fiscale non impedisce all'Amministrazione di contestare l'inesistenza o l'indebita spettanza di crediti d'imposta e, in materia IVA, la disciplina del condono deve comunque essere disapplicata se incompatibile con il diritto dell'Unione europea. Ha inoltre ritenuto valide, nel caso concreto, la motivazione per relationem e l'utilizzazione di risultanze di indagini penali già conosciute dai contribuenti. Le ulteriori censure sono state dichiarate inammissibili o infondate, anche per mancato rispetto degli oneri di specificità, autosufficienza e chiara indicazione del fatto controverso previsti dal rito vigente all'epoca. I ricorrenti sono stati condannati, in solido, al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 13.000 euro oltre alle spese prenotate a debito.
Norme richiamate
Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9, commi 9 e 10
"preclude bensì l'accertamento dei debiti tributari dei contribuenti che hanno ottenuto il condono, ma non impedisce l'accertamento della inesistenza dei crediti posti a base delle richieste di rimborso"
Il condono incide sui debiti fiscali definiti, ma non rende intangibili i crediti d'imposta indicati dal contribuente o richiesti a rimborso. L'Ufficio può quindi verificare e disconoscere un credito inesistente o indebitamente richiesto.
Direttiva 2006/112/CE, artt. 2, 193-273, e precedente sesta direttiva 77/388/CEE
Una sanatoria nazionale che comporti una rinuncia generale e indiscriminata all'accertamento dell'IVA è incompatibile con gli obblighi europei di corretta riscossione e controllo dell'imposta; le autorità nazionali devono disapplicare la disciplina interna incompatibile.
Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, comma 1
La motivazione per relationem è legittima se il contribuente conosce già legalmente e integralmente l'atto richiamato oppure se l'atto impositivo contiene comunque elementi sufficienti a rendere comprensibili i presupposti della pretesa. Non è necessaria un'allegazione meramente formalistica di documenti già notificati.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 42, e D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 56
L'avviso di accertamento deve essere adeguatamente motivato, ma può richiamare verbali, atti istruttori e risultanze investigative quando il contribuente ne abbia conoscenza o quando il richiamo consenta di individuare concretamente i fatti contestati.
Codice di procedura civile, artt. 335, 360, 366 e 366-bis
I ricorsi aventi a oggetto la stessa sentenza possono essere riuniti. In cassazione, le censure devono rispettare rigorosi requisiti di specificità, autosufficienza e, per il vizio motivazionale applicabile ratione temporis, chiara indicazione del fatto controverso; la loro omissione comporta l'inammissibilità.
Codice civile, artt. 2727 e 2729
Le presunzioni devono fondarsi su indizi gravi, precisi e concordanti. Tuttavia, una censura relativa alla loro utilizzazione deve indicare puntualmente quali passaggi probatori siano illegittimi; contestazioni generiche non sono sufficienti in cassazione.
Massime di principio
- Il condono fiscale non costituisce una protezione generale contro il recupero di crediti IVA inesistenti o indebitamente richiesti a rimborso: definisce i debiti, non convalida i crediti.
- In presenza di frodi carosello, l'Amministrazione può negare la detrazione o il rimborso IVA se dimostra, anche mediante elementi indiziari coordinati, la partecipazione del contribuente alla frode o la sua consapevolezza dell'operazione fraudolenta.
- Un avviso di accertamento motivato per relationem può essere valido anche senza allegare ogni documento richiamato, quando il contribuente lo abbia già ricevuto o ne abbia avuto conoscenza legale e disponga degli elementi necessari per difendersi.
- Le risultanze di procedimenti penali possono essere utilizzate nel processo tributario come elementi di prova o indizi, purché siano conosciute e valutate nel loro complesso; la sentenza penale non sostituisce automaticamente l'accertamento tributario.
- Nel giudizio di cassazione non è sufficiente sostenere genericamente che la prova o la motivazione siano errate: occorre indicare con precisione gli atti, i passaggi decisivi e la specifica violazione denunciata.
- Il socio accomandante può essere chiamato a rispondere delle obbligazioni sociali nei limiti previsti dalla sua partecipazione e dalla disciplina applicabile, anche se non riveste il ruolo di amministratore.
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