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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34197/2025 del 20/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La società ha impugnato l'ordinanza per presunta contraddittorietà/omissione della motivazione ex art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p., sostenendo che il Tribunale della Libertà ha travisato e omesso di valutare un documento (nota dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 5/2/2024) che, formato nel contraddittorio tra Procura, Guardia di Finanza, ADM e difese, ricostruiva la quota di profitto ascrivibile alla ricorrente (euro 757.985,92) e avrebbe imposto il dissequestro parziale della somma richiesta.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha qualificato erronea la motivazione del Tribunale della Libertà che aveva definito il documento come atto unilaterale e non affidabile. Ha affermato che la nota ADM era frutto di attività istruttoria svolta in contraddittorio e quindi rilevante ai fini della quantificazione del profitto. Per tali ragioni ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli per nuovo giudizio, perché tenga conto della natura e del contenuto del documento e proceda alla necessaria valutazione tecnica e contraddittoria.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Norma invocata dalla difesa per lamentare omissione/contraddittorietà della motivazione; la Corte verifica che la doglianza attiene a travisamento/omessa valutazione della prova e costituisce ragione di cassazione se la motivazione è apparentemente inesistente

  • art. 325, comma 1, c.p.p.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso per violazione di legge; la Corte ricorda che nella nozione rientrano anche vizi motivazionali così gravi da rendere il provvedimento incomprensibile

  • art. 324 c.p.p.

    Norma richiamata per individuare il giudice competente al rinvio: il Tribunale di Napoli è competente per nuovo esame

  • art. 321, comma 2, c.p.p.

    Richiamato quale base normativa della confisca obbligatoria che giustifica, in astratto, il sequestro preventivo volto alla confisca per equivalente

  • art. 301, comma 1, TULD (Testo Unico delle Dogane)

    Norma collegata alla disciplina doganale e alla confisca obbligatoria per violazioni dei doveri doganali richiamate nel procedimento

  • D.P.R. n. 43/1973, artt. 292 e 295, comma 2, lett. c) e d-bis

    Norme doganali richiamate come fondamento delle ipotesi di sottrazione al pagamento dei diritti doganali contestate

  • Codice penale, art. 81 (cpv.), art. 48, art. 61 n.2, art. 479, art. 476, art. 640

    Richiamate per le plurime responsabilità penali (reati fiscali, false dichiarazioni, frode e ricettazione di documenti) contestate nel procedimento

  • D.lgs. 231/2001, art. 25-sexiesdecies e art. 24, commi 1 e 2

    Richiami alla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in relazione ai reati presunti (art. 640 e violazioni doganali), motivi per cui anche le società sono state sottoposte a sequestro

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Menziomento procedurale richiamato dal Procuratore generale in ordine a questioni di ammissibilità; non determinante sul merito ma presente negli atti

Massime di principio

  • Un documento redatto da un'amministrazione pubblica in esito a attività svolte su delega della Procura e formato con intervento delle parti e degli organi inquirenti non può essere liquidato come semplice atto unilaterale senza verificarne la genesi: la sua natura contraddittoria lo rende idoneo a influire sulla quantificazione del profitto sequestrabile.
  • Negli atti cautelari di sequestro preventivo il giudice deve motivare con coerenza e completezza la valutazione probatoria: vizi di motivazione che risultino apodittici o contrari alle risultanze processuali possono giustificare la cassazione per error in iudicando o per motivazione apparente.
  • La quantificazione della quota di profitto attribuibile al singolo concorrente in reati economici richiede valutazioni tecniche e, se esistono elementi documentali concreti (es. prospetti, note tecniche), il giudice deve considerare la possibilità di verificarli con ausili tecnici e nel contraddittorio, prima di rigettare richieste di dissequestro parziale.
  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è in linea di principio limitato a questioni di legge, ma comprende anche i casi in cui la motivazione sia così carente da rendere il provvedimento incomprensibile; pertanto, chi impugna deve ben specificare l'errore logico-giuridico compiuto dal giudice di merito.
  • In caso di accertamento che la prova addotta sia stata formata in contraddittorio e su delega della Procura, il giudice di merito deve riesaminare il documento e motivare adeguatamente la sua valutazione, altrimenti è probabile il rinvio per nuovo esame.

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