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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05994/2026 del 13/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il decreto di sequestro probatorio (22/07/2025) delle caselle di posta elettronica professionali del ricorrente, nell'ambito di indagini per corruzione connesse al rilascio di biglietti gratuiti o fortemente scontati a pubblici ufficiali della Capitaneria di Porto di Genova. Il ricorrente ha denunciato: (1) tardiva iscrizione della sua persona nel registro delle notizie di reato (violazione artt. 178, comma 1, lett. c) e 180 c.p.p. e novità introdotte dal d.lgs. 150/2022); (2) incompiutezza e indeterminatezza della notizia di reato e del decreto di sequestro (mancata descrizione del fatto e degli elementi costitutivi della fattispecie); (3) carenza di motivazione del decreto e dell'ordinanza di riesame (art. 125 c.p.p.); (4) violazione del principio di proporzionalità per sequestro massivo e mancanza di criteri di selezione/chiavi di ricerca per i dati informatici; (5) inesistenza del fumus delicti per l'indeterminatezza del nesso tra utilità e esercizio della funzione pubblica.

La decisione

Ricorso accolto. La Corte ha ritenuto assorbente la censura sull'incompletezza/indeterminatezza della notizia di reato iscritta a carico del Canovaro: la iscrizione del 22/07/2025 risultava vaga, generica e priva della descrizione del "fatto" come richiesto dal nuovo art. 335-bis c.p.p. e dalla giurisprudenza. Il decreto di sequestro probatorio è stato qualificato come massivo ed esplorativo, posto che si fondava su elenchi generici di destinatari di biglietti senza descrivere atti d'ufficio, accordo corruttivo o il nesso sinallagmatico necessario per il reato di corruzione. Inoltre è stata ritenuta carente la motivazione sulla proporzionalità e sulle cautele circa l'acquisizione di dati informatici. Conseguentemente è stata disposta la immediata restituzione del materiale sequestrato senza trattenimento di copia.

Norme richiamate

  • Codice penale

    art. 318; art. 321; art. 110; art. 81

    Gli artt. richiamati riguardano il reato di corruzione per l'esercizio della funzione e il concorso. La Corte osserva che per l'art. 318 (corruzione) è necessario descrivere l'accordo corruttivo e il nesso sinallagmatico; la mera fruizione di utilità non è sufficiente a provare il reato-contratto senza elementi che colleghino utilità e funzione esercitata.

  • Codice di procedura penale

    art. 178, comma 1, lett. c); art. 180; art. 125; art. 253; art. 335-bis; art. 335-ter; art. 407; art. 406; art. 369; art. 63

    Art. 335-bis e seguenti (novellati dal d.lgs. 150/2022) definiscono i requisiti della notizia di reato (fatto determinato, non inverosimile, riconducibile a fattispecie). Art. 253 impone che il decreto di sequestro enunci il fatto di reato e gli elementi essenziali per il controllo del giudice. La Corte sottolinea che il giudice del riesame deve effettuare un controllo effettivo della sussistenza del fumus e della proporzionalità del sequestro; il sequestro esplorativo o massivo è illegittimo, e l'estrazione di copia dai supporti sequestrati non è consentita quando il sequestro è invalido.

  • D.lgs. n. 150 del 2022

    novellato art. 335 c.p.p. (definizione notizia di reato)

    Ha introdotto regole più rigorose sulla determinatezza e sui tempi di iscrizione della notizia di reato: la iscrizione oggettiva deve contenere la rappresentazione di un fatto determinato e non inverosimile; l'iscrizione soggettiva del nome dell'indagato deve avvenire non appena risultino indizi a suo carico. La Corte applica queste regole per censurare l'indeterminatezza della iscrizione a carico del ricorrente.

  • D.lgs. n. 231 del 2001

    Richiamato perché le società coinvolte sono indagate anche ai fini della responsabilità amministrativa d'impresa; la Corte ne evidenzia la presenza nel quadro fattuale, ma la nullità del sequestro probatorio è stata decisa sull'indeterminatezza della notizia di reato e sulla mancanza di motivazione/proporzionalità.

Massime di principio

  • La notizia di reato deve descrivere un fatto determinato, non inverosimile e riconducibile, anche solo ipoteticamente, a una fattispecie incriminatrice: non sono ammesse iscrizioni generiche o meramente evocative.
  • L'iscrizione soggettiva (nome dell'indagato) deve avvenire quando risultino indizi a suo carico; indizi non equivale a meri sospetti ma non richiede il livello di gravità indiziaria.
  • Il sequestro probatorio, e in particolare il sequestro di dispositivi informatici o caselle mail, non può essere massivo o esplorativo: il decreto deve motivare la pertinenza, i criteri di selezione dei dati, limiti temporali e modalità per evitare un monitoraggio indiscriminato.
  • Per reati di corruzione (art. 318 c.p.) è indispensabile l'indicazione, seppur sommaria, dell'accordo corruttivo o degli elementi che possano mostrare il nesso tra utilità ricevuta e l'esercizio della funzione pubblica; la mera elencazione di beneficiari non prova il fumus.
  • Il giudice del riesame ha il dovere di esercitare un controllo concreto e non meramente formale sulla sussistenza del fumus e sulla proporzionalità della misura; deduzioni difensive devono essere considerate nell'esame.
  • Se il sequestro probatorio è dichiarato illegittimo per indeterminatezza o natura esplorativa, la restituzione immediata del materiale è obbligatoria e non è ammessa la trattenuta di copie senza diversa e legittima base ablativa.

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