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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1917/2021 del 28/01/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti chiedevano l'accertamento dell'insussistenza del credito di euro 24.866,28 vantato dalla Provincia a titolo di indennità di occupazione per il periodo 2007-2012, sostenendo che il corso d'acqua "Antifosso di Arnaccio" avesse cessato di appartenere al demanio idrico e fosse divenuto un collettore fognario. In cassazione hanno dedotto profili processuali (tra cui presunta pronuncia ultra petita del TSAP e violazioni degli artt. di procedura civile) e profili sostanziali relativi alla sdemanializzazione del corso d'acqua, richiamando norme ambientali e di demanio e sostenendo che atti e fatti dimostrassero una sottrazione del bene alla destinazione pubblica.

La decisione

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha rigettato il ricorso principale e ha dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato. Sul piano processuale ha ritenuto inammissibile la domanda di riammissione per tardiva notifica del controricorso all'incidentale, per mancata tempestiva riattivazione del processo notificatorio. Ha inoltre ricordato che, in caso di pronuncia extrapetita del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP), il rimedio è la rettificazione davanti allo stesso TSAP e non il ricorso per cassazione. Sul merito ha ritenuto infondati i motivi che contestavano la valutazione circa la sussistenza di una esplicita sdemanializzazione: il TSAP ha effettuato un accertamento di fatto, incensurabile in cassazione, e ha correttamente applicato il principio della non retroattività della legge n. 37/1994 e richiesto elementi chiari e incompatibili con la tolleranza per ritenere la perdita della demanialità. Le spese di giudizio in Cassazione sono state poste a carico dei ricorrenti e fissati gli importi a favore delle controricorrenti; è stata richiamata l'eventuale integrazione del contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR 115/2002.

Norme richiamate

  • R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775

    art. 204; art. 142; art. 517 (richiamato)

    Il rinvio recettizio contenuto nell'art. 204 fa sì che, in caso di extrapetizione del TSAP, il rimedio sia l'istanza di rettificazione al TSAP stesso (non il ricorso per cassazione). L'art. 142 è richiamato in relazione alla competenza del TSAP; la disciplina speciale del R.D. definisce i rimedi e i limiti dell'impugnazione delle sentenze del TSAP.

  • Codice di Procedura Civile

    art. 111; art. 112; art. 295; art. 325

    Art. 295 c.p.c.: sospensione del giudizio ordinario in attesa della decisione del giudice competente per la qualificazione demaniale; art. 111 c.p.c.: considerazioni sulla legittimazione passiva e sul protrarsi della titolarità processuale in presenza di trasferimenti di funzioni; art. 112 c.p.c.: invocato dai ricorrenti ma la Corte ha osservato che la contestazione di violazione di tale norma non è il rimedio corretto ove la normativa speciale preveda altro; art. 325 c.p.c.: richiamato per il principio secondo cui, in caso di notifica non avvenuta per cause non imputabili al notificante, questi deve riattivare immediatamente il processo notificatorio entro il termine pari alla metà dei termini previste dalla norma, pena l'inammissibilità.

  • Legge 5 gennaio 1994, n. 37

    La legge esclude la sdemanializzazione tacita dei beni del demanio idrico e non opera in via retroattiva; per situazioni anteriori alla legge è necessario un accertamento probatorio dell'inequivoca volontà della pubblica amministrazione di sottrarre il bene alla destinazione pubblica.

  • Codice Civile

    art. 822; art. 824; art. 947

    Norme relative alla proprietà, ai beni demaniali e alle modalità di stampa catastale; la Corte ha ritenuto che il richiamo a tali norme non possa sovvertire gli accertamenti di fatto del giudice di merito sull'uso e funzione del corso d'acqua.

  • Legge regionale Toscana 3 marzo 2015, n. 22

    Regola il trasferimento alle Regioni delle funzioni in materia di difesa del suolo e gestione del demanio idrico; la Provincia aveva eccepito difetto di titolarità passiva per effetto di tale trasferimento, ma il TRAP e la Corte hanno ritenuto che la legittimazione passiva della Provincia non risultasse venuta meno automaticamente (richiamo all'art. 111 c.p.c.).

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152

    Richiamati dai ricorrenti a fondamento dell'interpretazione normativa circa il regime delle acque; la Corte ha ritenuto che la questione fosse stata correttamente affrontata dal TSAP nell'ambito dell'accertamento di fatto e della valutazione complessiva degli elementi probatori.

  • Accordo Stato-Regioni

    Evocato in relazione a competenze e coordinamenti amministrativi, ma non determinante per modificare l'accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito.

  • D.Lgs. 31 marzo 1998 (conc. disp.) / art. 86 D.Lgs. 112/1998

    art. 86 (richiamato dai ricorrenti)

    Richiamato nella contestazione amministrativa ma non ritenuto idoneo a impugnare l'accertamento fattuale del TSAP in sede di legittimità.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    art. 13, comma 1-quater e comma 1-bis

    Prevede l'eventuale obbligo, a carico dei ricorrenti, del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato; la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per tale versamento, se dovuto.

Massime di principio

  • Per le controversie sulla qualificazione di beni come demanio idrico la competenza spetta al Tribunale delle Acque Pubbliche (TSAP) quando la questione è pregiudiziale; il giudice che decide sul punto si limita alla materia rimessa dalla cognizione.
  • Se si ritiene che il TSAP abbia pronunciato "su cosa non domandata" o extra petita, il rimedio non è il ricorso per cassazione ma l'istanza di rettificazione davanti allo stesso TSAP, come previsto dal complesso normativo del R.D. n. 1775/1933.
  • Le valutazioni istruttorie e di fatto (CTU, apprezzamento dell'uso effettivo del corso d'acqua, trasformazioni urbanistiche) sono in genere incensurabili in sede di cassazione: per ottenere l'annullamento è necessario dimostrare un vizio giuridico nell'applicazione delle norme o nella motivazione.
  • La legge n. 37/1994 esclude la sdemanializzazione tacita del demanio idrico e opera in via non retroattiva: per fatti anteriori alla sua entrata in vigore occorre prova chiara e inequivoca della volontà della P.A. di sottrarre il bene alla destinazione pubblica.
  • Il trasferimento di funzioni amministrative (es. dalla Provincia alla Regione) non determina automaticamente l'assenza di legittimazione processuale della parte originaria; è necessario valutare la persistenza della titolarità processuale e le norme procedurali applicabili (richiamo art. 111 c.p.c. e normativa regionale).
  • In caso di insuccesso di una notifica per cause non imputabili al notificante, è obbligatorio riattivare immediatamente il processo notificatorio e completare gli atti entro il termine ridotto previsto dall'art. 325 c.p.c.; il mancato tempestivo comportamento può rendere inammissibile l'atto tardivo.
  • Sempre verificare la corretta individuazione del rimedio processuale (es. rettifica presso lo stesso giudice specializzato vs ricorso per cassazione) prima di proporre impugnazioni in sede di legittimità.
  • Le questioni inerenti contributi unificati e oneri di lite devono essere valutate anche alla luce della normativa sui contributi processuali (D.P.R. 115/2002) e, se dovuti, integrati secondo le disposizioni previste.

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