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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28099/2024 del 12/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la responsabilità per i reati p. e p. dagli artt. 110 c.p., 223 co.1, 216 co.1 nn.1 e 2 del r.d. n.267/42 (bancarotta fraudolenta per distrazione e bancarotta documentale). La ricorrente articolava quattro motivi: 1) vizio di motivazione e violazione di legge nella qualificazione della bancarotta fraudolenta per distrazione, deducendo che la contabilità fosse inattendibile e mancassero documenti bancari tali da dimostrare i prelievi contestati; 2) mancata derubricazione da bancarotta fraudolenta documentale a bancarotta semplice per assenza del dolo generico, con richiamo alla sua qualità di amministratrice formale e al ruolo effettivo del marito; 3) la somma di €55.000 riscossa nel 2013 sarebbe compenso legittimo e configurerebbe al più bancarotta preferenziale; 4) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche nonostante fosse incensurata e avesse compiti marginali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di €3.000 a favore della Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivati i giudizi di merito che, sulla base di una consulenza tecnica, hanno accertato un consistente drenaggio di liquidità (prelievi in contanti e assegni per oltre €800.000) effettuato tramite giroconti e voci contabili artatamente usate (es. "fornitori c/anticipi", "crediti diversi") per occultare il depauperamento patrimoniale; ha rilevato l'assenza di delibera assembleare e di documentazione (fattura) a giustificazione dei compensi attribuiti all'amministratrice, nonché la collocazione temporale dei pagamenti in fase di decozione societaria, fattori indicativi di natura distrattiva e non di regolare corresponsione. Ha altresì affermato che la presenza di un amministratore di fatto non esclude la responsabilità dell'amministratore di diritto e che il diniego delle attenuanti generiche è stato motivato adeguatamente richiamando gravità del fatto, rilevante passivo e assenza di segni di ravvedimento.

Norme richiamate

  • artt. 110 c.p., 223 primo comma, 216 primo comma nn. 1 e 2 del r.d. n. 267/42 (legge fallimentare previgente / norme su bancarotta)

    Le norme sono state applicate per ritenere integrati i reati di bancarotta fraudolenta per distrazione (drenaggio di liquidità in dissesto) e di bancarotta documentale per manipolazione delle scritture, sulla base di elementi contabili anomali e della mancata giustificazione della destinazione dei beni.

  • art. 2389 cod. civ.

    Richiamato per sottolineare l'assenza della delibera assembleare che avrebbe giustificato l'erogazione del compenso all'amministratrice: senza delibera e documentazione (fattura) il pagamento risulta privo di legittimazione.

  • art. 2639 cod. civ.

    Richiamato nel contesto della discussione sull'amministratore di fatto: la norma non esclude che vi sia responsabilità anche se vi sia un amministratore di fatto; la presenza di un amministratore di fatto non esonera di per sé l'amministratore formale.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai motivi di cassazione dedotti (lett. b) ed e)) e alla loro valutazione di inammissibilità per genericità e mancato concreto contrasto con le ragioni decisorie dei giudici di merito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per disporre la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso.

  • art. 173 comma 1 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai limiti della motivazione del ricorso, ossia all'obbligo di richiamare i motivi nei limiti strettamente necessari.

Massime di principio

  • La prova della bancarotta fraudolenta per distrazione può essere desunta dall'assenza della dimostrazione, da parte dell'amministratore, della destinazione delle somme e da evidenti anomalie nei giroconti e nelle scritture contabili; non è necessario avere un documento bancario perfetto se le operazioni contabili e i prelievi risultano congruamente indicativi del depauperamento.
  • I pagamenti effettuati in fase di dissesto societario a favore dell'amministratore richiedono adeguata documentazione (delibera assembleare, fattura, giustificazione economica): in mancanza la somma è più facilmente qualificabile come distrazione e non come pagamento legittimo o preferenziale.
  • La qualifica di amministratore di facciata o la presenza di un amministratore di fatto non esclude automaticamente la responsabilità penale dell'amministratore formale se questi ha esercitato poteri o beneficiato di risorse societarie; va valutata la concreta partecipazione e l'esercizio dei poteri.
  • Per ottenere la derubricazione del reato (es. da bancarotta fraudolenta a semplice) il ricorso deve fornire argomentazioni specifiche e confrontarsi con la motivazione dei giudici di merito; obiezioni asseritive e riferimenti giurisprudenziali generici sono insufficienti.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche da parte del giudice di merito è legittimo se motivato richiamando gli elementi ritenuti decisivi (gravità del fatto, entità del passivo, assenza di segni di resipiscenza); non è necessaria una disamina esaustiva di tutti gli elementi favorevoli.

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