Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27827/2024 del 12/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha segnalato che VENERI Enrico era deceduto il 27/05/2023, cioè prima che la Corte di Cassazione deliberasse la sentenza n. 39528/2023 (deliberata il 23/06/2023). La morte dell'imputato determina l'estinzione del reato e l'inesistenza giuridica della sentenza; la tardiva conoscenza dell'evento morte è assimilabile a errore materiale soggetto a correzione ex art. 625-bis c.p.p., comma 3, anche nei gradi successivi del giudizio. Pertanto è stato chiesto (e la Corte ha proceduto d'ufficio) alla correzione dell'errore e alla revoca/annullamento delle sentenze emesse nei confronti dell'imputato

La decisione

La Corte ha rilevato che il decesso è intervenuto il 27/05/2023, prima della deliberazione della sentenza di cassazione del 23/06/2023. Ritenuto l'errore rilevabile d'ufficio ai sensi dell'art. 625-bis, comma 3, c.p.p., la Corte ha revocato la sentenza n. 39t del 23/06/2023 della Quarta Sezione della Corte di Cassazione e, per effetto, ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'Appello di Roma del 19/07/2022 nei confronti di VENERI Enrico, perché il reato è estinto per morte dell'imputato. Decisione assunta il 04/07/2024

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    L'errore materiale che rende la sentenza inesistente (es. per morte dell'imputato) può essere rilevato anche d'ufficio in ogni momento dalla Corte di cassazione; ciò consente la correzione anche nei gradi successivi del giudizio quando venga a galla la tardiva conoscenza della morte.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. U., n. 12602 del 17/12/2015; sez. 3, n. 18692 del 10/6/2016; sez. 3, n. 25995 del 6/3/2019; sez. 5, n. 5210 del 13/1/2006; sez. 2, n. 7632 del 16/11/2017

    Costante orientamento secondo cui la morte dell'imputato prima della decisione estingue il reato e determina l'inesistenza giuridica della sentenza; il giudice penale ha l'obbligo permanente (ma non assoluto) di accertare lo stato in vita dell'imputato e la tardiva conoscenza della morte può costituire errore materiale correggibile d'ufficio.

Massime di principio

  • La morte dell'imputato intervenuta prima della decisione estingue il reato e determina l'inesistenza giuridica della sentenza: la sentenza deve essere revocata/annullata.
  • La tardiva conoscenza della morte non impedisce la correzione: può essere qualificata come errore materiale soggetto al procedimento di correzione (art. 625-bis c.p.p.), anche d'ufficio e in sede di legittimità.
  • Il giudice penale ha l'obbligo permanente di accertare lo stato in vita dell'imputato, ma tale obbligo non richiede indagini continue infinite; resta però l'onere di porre rimedio se emerge la morte prima della decisione.
  • Se la morte dell'imputato rende la sentenza inesistente, l'annullamento avviene senza rinvio (perché non c'è più oggetto di giudizio rispetto al reato estinto).
  • In presenza di sospetto o notizia di decesso, le parti (o il Procuratore Generale) devono tempestivamente informare il giudice; il giudice o la Corte possono procedere d'ufficio alla correzione quando l'evento viene fatto conoscere tardivamente.
  • Per casi analoghi: verificare sempre la data del decesso rispetto alla data di deliberazione; se il decesso è anteriore, richiedere/attendere la revoca e l'annullamento per estinzione del reato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.