Cassazione Civile, Ordinanza n. 33306/2025 del 19/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (contribuente)
La controversia
La controversia riguarda un avviso con cui l'Agenzia delle Entrate aveva rettificato, in aumento, la rendita catastale proposta con procedura DOCFA per una porzione del centro commerciale "La Torre" classificata in categoria D/8, passando da 45.218,00 euro a 99.957,18 euro. La Commissione tributaria regionale aveva accolto l'appello della società contribuente, ritenendo non dimostrata dall'Ufficio la legittimità della pretesa e condividendo le conclusioni di una consulenza tecnica d'ufficio svolta in altro giudizio analogo. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando nullità della sentenza per carenza assoluta di motivazione ex art. 36 d.lgs. n. 546/1992 e art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c., sostenendo che la CTR si era limitata a formule apparenti e ad un rinvio acritico alla CTU, senza esaminare le specifiche censure dell'Ufficio. Ha inoltre insistito sugli asseriti errori tecnici della consulenza, in particolare sull'uso improprio delle tabelle del prontuario catastale, sulla disomogeneità delle unità di misura e sulla pretesa correttezza del valore determinato dall'Ufficio. La contribuente ha resistito eccependo anche difetto di autosufficienza del ricorso e chiedendo il rigetto, oltre alla condanna per lite temeraria.
La decisione
La Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto infondata l'eccezione di inammissibilità per difetto di autosufficienza sollevata dalla società resistente, ma ha comunque escluso il vizio di motivazione dedotto dall'Ufficio. Secondo la Corte, la decisione impugnata conteneva una motivazione per relationem ammissibile, fondata su una consulenza tecnica d'ufficio resa in altro giudizio e ritualmente prodotta, e il ricorso non ha riportato in modo specifico né i passaggi della CTU né le controdeduzioni e i chiarimenti del consulente su cui la CTR aveva fatto affidamento. Inoltre, la censura tendeva in realtà a sollecitare una rivalutazione di merito della stima catastale, estranea al giudizio di legittimità. Le spese sono state poste a carico dell'Agenzia; la domanda di condanna per lite temeraria della resistente è stata rigettata perché generica.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
La nullità della sentenza può essere dedotta in cassazione solo nei casi di motivazione mancante o meramente apparente, non per contestare la sufficienza o la correttezza della valutazione di merito.
La sentenza tributaria deve essere motivata; tuttavia, la motivazione per relationem è valida se consente di comprendere la ratio decidendi e richiama una CTU o altri atti in modo idoneo.
art. 111 Cost.
Il controllo di legittimità sulla motivazione è limitato al "minimo costituzionale"; è censurabile solo l'anomalia motivazionale che equivalga a mancanza di motivazione in senso costituzionalmente rilevante.
art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.
Il giudice non è tenuto a confutare analiticamente ogni argomento difensivo, essendo sufficiente l'esposizione degli elementi di fatto e di diritto posti a fondamento della decisione.
Richiamato solo nel contesto dell'onere di allegazione e specificazione delle censure nel ricorso; la parte ricorrente deve indicare puntualmente gli elementi necessari al controllo di legittimità.
art. 36 Cost.
Citato solo indirettamente insieme all'art. 111 Cost. nel ricorso; la Corte non lo tratta autonomamente.
Massime di principio
- È legittima la motivazione per relationem che aderisca alle conclusioni di una consulenza tecnica d'ufficio, anche svolta in altro giudizio, quando tale elaborato sia ritualmente acquisito e la sentenza renda percepibile la ragione della decisione.
- Il vizio di motivazione deducibile in cassazione ricorre solo quando la motivazione sia mancante, apparente o incomprensibile al punto da non consentire il controllo sull'iter logico del giudice; non è sufficiente lamentare che la motivazione sia sintetica o non confuti ogni singola tesi di parte.
- Se il consulente tecnico ha già esaminato e confutato le contestazioni delle parti, il giudice può aderire alle sue conclusioni senza replicare analiticamente a tutte le critiche, purché il richiamo al percorso tecnico consenta di capire le ragioni del decisum.
- Chi deduce in cassazione l'erronea adesione del giudice alla CTU deve riportare in modo specifico i passaggi rilevanti dell'elaborato, le critiche formulate e i chiarimenti eventualmente resi dal consulente; non è sufficiente una censura generica o una mera contestazione del merito della stima.
- La doglianza che, sotto la veste del vizio di motivazione, mira in realtà a ottenere una nuova valutazione del fatto o della prova è inammissibile perché trasforma il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito.
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