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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27994/2025 del 30/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per frode nel conseguimento del reddito di cittadinanza e reati connessi, denunciando: (1) vizio della motivazione per non aver considerato le spese di gioco, i versamenti e i prelievi attestati negli estratti conto, sostenendo che le vincite non hanno determinato un effettivo incremento patrimoniale perché reinvestite e che, essendo tassate alla fonte, non dovrebbero concorrere alla formazione del reddito ai fini del beneficio; ha altresì dedotto la sopravvenuta abrogazione normativa e invocato incapacità di intendere e volere per ludopatia; (2) violazione di norme processuali (art. 604 c.p.p. e art. 179 c.p.p.) per omessa notificazione del decreto di citazione per il giudizio d'appello al domicilio dell'imputato, essendo stata eseguita presso il difensore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità dei motivi. In particolare: (i) ha ritenuto insussistente il rilievo sulla sopravvenuta abrogazione: la normativa abrogata è stata mantenuta applicabile ai fatti commessi antecedentemente alla soppressione e la deroga al principio della lex mitior è giustificata dalla disciplina transitoria e dalla nuova incriminazione che sostituisce/coordina il regime; (ii) ha affermato che le vincite di gioco, sebbene tassate alla fonte e non necessariamente da indicare nella dichiarazione dei redditi annuale, sono comunque elementi di reddito rilevanti ai fini della determinazione dell'idoneità al reddito di cittadinanza (richiamando il comma 6 art. 2 d.l. n.4/2019 e la lett. b) art. 4 comma 2 del D.P.C.M. n.159/2013), e che il reinvestimento o le spese di gioco non escludono la rilevanza ai fini dell'omessa comunicazione; (iii) la deduzione di incapacità dovuta a ludopatia è risultata generica e priva di documentazione probatoria; (iv) la notifica al difensore è stata qualificata come nullità intermedia, non fatta valere tempestivamente e quindi tardiva; (v) per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 7 d.l. n. 4 del 2019 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 26/2019)

    La norma incrimina l'omessa indicazione di elementi di reddito rilevanti ai fini del reddito di cittadinanza; la Corte ha ritenuto che le vincite da gioco rientrano tra le fonti di reddito rilevanti ai fini della verifica del beneficio, a prescindere dal regime di tassazione o dal loro reinvestimento.

  • art. 316-ter cod. pen.

    Configurazione del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche; applicata alle condotte di omissione dichiarativa che hanno prodotto percezione indebita del reddito di cittadinanza.

  • art. 2 cod. pen., comma secondo (principio della lex mitior)

    Principio di applicazione della legge penale più favorevole; la Corte ha ritenuto che la scelta legislativa di salvaguardare l'applicazione delle sanzioni per i fatti commessi prima dell'abrogazione non costituisce violazione del principio, essendo giustificata e coordinata con la nuova disciplina.

  • art. 1, comma 318, legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge finanziaria 2023)

    Disposizione che ha abrogato la previgente disciplina (articoli 1-13 del d.l. n.4/2019); la Corte ha interpretato la disposizione insieme alle ragioni transitorie che giustificano la conservazione di sanzioni per fatti anteriori.

  • d.l. 4 maggio 2023, n. 48, art. 8 (convertito, con modificazioni, dalla L. 3 luglio 2023, n. 85)

    Nuova incriminazione relativa ai benefici che sostituiscono il reddito di cittadinanza; ha contribuito a motivare la non applicazione della lex mitior alla fattispecie anteriore.

  • comma 6 art. 2 d.l. n.4/2019 e art. 4 comma 2 D.P.C.M. n.159/2013 (lett. b)

    Definizione normativa del reddito familiare ai fini del beneficio: include redditi soggetti a imposta sostitutiva o ritenuta a titolo d'imposta, come le vincite di gioco; la Corte ha ritenuto tali elementi rilevanti per l'accertamento dell'idoneità al beneficio.

  • art. 67 TUIR

    Le vincite di gioco sono qualificabili come "redditi diversi" ai fini fiscali; benché soggette a ritenuta a titolo d'imposta, restano elementi rilevanti per la determinazione del reddito ai fini amministrativi del beneficio.

  • art. 604 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le nullità per la notificazione degli atti processuali; la Corte ha ricordato che la mancata notifica al domicilio può determinare nullità che però può essere di ordine intermedio se l'atto è comunque idoneo a far conoscere l'atto.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Nullità assoluta per omessa notificazione dell'atto; la Corte ha precisato che la notifica al difensore non comporta automaticamente questa nullità se non è dimostrata l'effettiva inidoneità a far conoscere l'atto all'imputato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Conseguenze dell'inammissibilità del ricorso in Cassazione: onere delle spese processuali e obbligo di versamento a favore della Cassa delle Ammende; la Corte ha quantificato la somma in euro 3.000,00.

Massime di principio

  • La semplice abrogazione di una norma penale non garantisce automaticamente l'applicazione della lex mitior se la legge di modifica dispone la conservazione delle sanzioni per i fatti precedenti o è coordinata con nuova disciplina sostitutiva.
  • Le vincite da gioco, anche se tassate alla fonte e non esposte nella dichiarazione dei redditi annuale, possono essere considerate reddito rilevante ai fini del calcolo di benefici economici (es. reddito di cittadinanza) e devono essere comunicate se la normativa amministrativa così le qualifica.
  • Il reinvestimento delle somme vinte o le spese per il gioco non escludono automaticamente la rilevanza ai fini della percezione indebita di un beneficio; per sfuggire alla contestazione è necessario dimostrare concretamente l'assenza di incremento patrimoniale utile al momento della dichiarazione.
  • La deduzione di incapacità di intendere e volere per motivi di dipendenza (es. ludopatia) richiede idonea documentazione medico-legale e perizia; affermazioni generiche sono inammissibili.
  • Le nullità derivanti da notifiche eseguite presso il difensore possono essere considerate di ordine intermedio e vanno eccepite tempestivamente; se non dedotte nei termini decadenziali possono essere considerate come perse.
  • In cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi con le ragioni della decisione impugnata; censure generiche o non sviluppate giuridicamente rischiano l'inammissibilità.

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