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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26111/2021 del 27/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che aveva escluso l'acquisto per usucapione (ventennale) di un terreno da parte del Costabile. I motivi contestavano, tra l'altro, la valutazione del possesso utile all'usucapione in relazione al pignoramento (nomina a custode), la data di inizio del possesso (anni finali 1989 vs marzo 1987), l'esclusione del periodo successivo alla proposizione della domanda riconvenzionale ai fini del computo del ventennio, e varie censure procedurali (inammissibilità dell'appello, difetto di motivazione, violazione del divieto della 'terza via' e applicazione errata di norme sulla formazione delle domande).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il giudice di merito ha adeguatamente motivato la decisione e ha richiamato il principio secondo cui il giudice deve, anche d'ufficio, accertare la sussistenza del possesso continuativo necessario per l'usucapione al momento della proposizione della domanda. Pur rilevando che la qualifica di custode non esclude in assoluto lo svolgimento di atti di ordinaria amministrazione e che taluni atti tipici del proprietario possono essere consentiti anche dopo il pignoramento, la Corte ha ritenuto infondate le censure mosse dal Costabile. Ha inoltre richiamato l'onere probatorio rigoroso per chi invoca l'usucapione (anche alla luce dei parametri CEDU). Condanna del ricorrente e del controricorrente Italfondiario S.p.a. in solido alle spese di lite e riconoscimento dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 559 cod. proc. civ.

    Disciplina della nomina del custode del bene pignorato; la Corte richiama che la nomina come custode avviene con la trascrizione del pignoramento e modifica il regime della disponibilità esterna del bene

  • art. 560 cod. proc. civ.

    Prevede che il custode debba ottenere autorizzazione del giudice per compiere atti di disposizione; la sentenza sottolinea la distinzione fra atti dispositivi che richiedono autorizzazione e atti di ordinaria amministrazione che il custode (spesso il debitore) può comunque svolgere

  • art. 1158 cod. civ.

    Stabilisce il requisito del possesso continuativo per l'usucapione; la Corte afferma che il giudice deve accertare ex officio la sussistenza del periodo ventennale richiesto

  • art. 1140 cod. civ.

    Richiamato nei motivi come norma rilevante in tema di possesso/usucapione; la Corte considera i profili relativi allo status del possessore in presenza di pignoramento

  • art. 832 cod. civ.

    Norma sul possesso (facoltà di esercitare la signoria sulla cosa); è richiamata nella discussione sulla natura del potere del custode/debitore pignorato

  • art. 2740 e 2910 cod. civ.

    Richiamate nei motivi in relazione a questioni di prova e di responsabilità patrimoniale; utilizzate a supporto delle censure ma non hanno mutato l'esito

  • art. 1165 e art. 2943 cod. civ.

    Richiamate nelle censure relative a termini e prescrizione/usucapione; la Corte ha rigettato le relative doglianze

  • art. 360 cod. proc. civ. (comma 1, nn. 3 e 4)

    Norma sui motivi di ricorso per cassazione: violazione di legge e nullità per violazione di norme processuali; è il parametro con cui sono state valutate le censure

  • art. 100, 132, 161, 167, 183, 189, 329, 342 cod. proc. civ.

    Diverse norme processuali richiamate (es. difetto di motivazione, contestazione, gestione delle domande e mezzi istruttori); la Corte ha ritenuto le doglianze processuali inammissibili o infondate

  • art. 118 disp. att. cod. proc. civ. e art. 111, comma 6 Cost.

    Richiamate in relazione al principio del giusto processo e all'obbligo di motivazione; le questioni di motivazione sollevate sono state valutate e ritenute non decisive per annullare la sentenza

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002

    Norma sul contributo unificato: la Corte dà atto dell'ulteriore importo dovuto da ricorrente e controricorrente in quanto sussistenti i presupposti

  • Principi CEDU/Protocollo Addizionale n. 1

    Richiamati per affermare che l'accertamento dell'usucapione richiede un rigoroso apprezzamento probatorio in bilanciamento con i diritti di proprietà tutelati dalla Convenzione europea

Massime di principio

  • La sussistenza del possesso necessario per l'usucapione (ventennio) è elemento che il giudice deve accertare anche d'ufficio: il suo accertamento non dipende unicamente dalla parte resistente.
  • La nomina a custode in esecuzione di pignoramento modifica la disponibilità esterna della cosa ma non esclude automaticamente la capacità del custode (spesso il debitore/proprietario) di compiere atti di ordinaria amministrazione che possono essere rilevanti ai fini del possesso; gli atti dispositivi richiedono invece autorizzazione del giudice dell'esecuzione.
  • Il pignoramento non comporta di per sé l'impossibilità di computare periodi successivi al pignoramento ai fini dell'usucapione; tuttavia è necessario che il periodo complessivo richiesto sia univocamente dimostrato.
  • Chi invoca l'usucapione ha un onere probatorio rigoroso: il giudice deve valutare con attenzione la prova del possesso continuativo, anche alla luce dei principi della CEDU in materia di tutela della proprietà.
  • Aspetti procedurali (es. mancata proposizione di appello incidentale su singoli capi) possono precludere censure in sede di legittimità; le questioni conoscibili d'ufficio dal giudice non possono essere aggirate dalla strategia processuale di una parte.

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