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Ordinanza

Ordinanza n. 14160/2026 - Roma, Sezione 1

per l’annullamento a. del decreto del Presidente della Repubblica -OMISSIS- aprile 2026 pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana -OMISSIS- maggio 2026 n. -OMISSIS- con il quale è stato disposto lo scioglimento del consiglio comunale di -OMISSIS- ai sensi dell’art. 143 comma 1 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267;

Giustizia amministrativa202607714

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del consiglio comunale ai sensi dell’art. 143, comma 1, d.lgs. 267/2000, con contestuale nomina della commissione straordinaria

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto presidenziale di scioglimento del consiglio comunale. Nel corso del giudizio aveva proposto anche un’istanza di accesso ai sensi dell’art. 116, comma 2, c.p.a., chiedendo l’ostensione degli atti istruttori riservati posti a fondamento dello scioglimento, per poter articolare più efficacemente le proprie difese. Alla camera di consiglio ha rinunciato verbalmente alla domanda di accesso, in ragione della natura riservata degli atti. Ha tuttavia ribadito la necessità processuale di acquisire la documentazione istruttoria. Dal fascicolo risultavano il decreto di scioglimento, la relazione del Ministro dell’interno e una versione oscurata della relazione prefettizia; mancavano invece la relazione prefettizia integrale, gli atti relativi alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, gli atti di nomina della commissione di accesso e la documentazione sull’attività svolta da tale commissione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile la domanda di accesso ex art. 116, comma 2, c.p.a., per la rinuncia resa a verbale dal ricorrente. Ha però ritenuto necessario, ai fini dell’effettività del diritto di difesa, acquisire integralmente e senza oscuramenti l’intera documentazione relativa alla procedura di scioglimento, inclusi gli atti indicati in motivazione. L’ordine istruttorio deve essere eseguito entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza, mediante deposito digitale su supporto USB e copia cartacea allegata. Il TAR ha precisato che l’amministrazione deve comunque rispettare le cautele imposte dalla natura classificata degli atti, qualificati come riservati ai sensi dell’art. 42 l. 124/2007 e soggetti alle garanzie previste dal relativo ottavo comma. La conoscenza degli atti è circoscritta allo stretto ambito processuale, ai sensi dell’art. 262 c.p. Il giudizio di merito non è stato definito: gli atti sono stati rimessi al Presidente per la fissazione dell’udienza pubblica.

Norme richiamate

  • art. 143, comma 1, d.lgs. 267/2000

    scioglimento del consiglio comunale

    È la base normativa del decreto presidenziale impugnato, adottato per lo scioglimento del consiglio comunale.

  • art. 116, comma 2, c.p.a.

    La domanda di accesso è stata dichiarata improcedibile a seguito della rinuncia del ricorrente; ciò non ha impedito al giudice di disporre autonomamente l’acquisizione istruttoria degli atti necessari alla decisione.

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Sono richiamati quali disposizioni relative ai poteri istruttori del giudice amministrativo e all’acquisizione della documentazione necessaria al giudizio.

  • art. 143, comma 3, d.lgs. 267/2000

    relazione della Prefettura

    È richiamato in relazione alla relazione prefettizia posta a fondamento della procedura di scioglimento.

  • art. 42, commi 1, 2 e 8, l. 124/2007

    Gli atti istruttori sono qualificati come documenti classificati riservati; la loro acquisizione e conoscenza processuale devono avvenire nel rispetto delle cautele previste dalla disposizione.

  • art. 262 c.p.

    la conoscenza degli atti in parola ... è circoscritta allo stretto ambito processuale

    La conoscenza degli atti riservati acquisiti nel processo è limitata alle esigenze del giudizio e non può essere estesa al di fuori dell’ambito processuale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • La rinuncia alla domanda di accesso ex art. 116, comma 2, c.p.a. determina l’improcedibilità di tale domanda, ma non preclude al giudice amministrativo l’esercizio dei propri autonomi poteri istruttori per acquisire gli atti necessari alla decisione della controversia.
  • Quando il provvedimento di scioglimento di un consiglio comunale si fonda su documentazione istruttoria riservata o parzialmente oscurata, il giudice può ordinare all’amministrazione il deposito integrale degli atti, inclusi gli allegati e la documentazione relativa agli organi istruttori, se ciò è necessario per assicurare l’effettività del diritto di difesa.
  • L’acquisizione processuale di documenti classificati come riservati deve avvenire con il rispetto delle cautele previste dalla disciplina sul segreto e sulla classificazione; la conoscenza delle parti è comunque circoscritta allo stretto ambito processuale.
  • L’ordine di acquisizione integrale degli atti riservati non equivale a una decisione sulla legittimità dello scioglimento del consiglio comunale, quando il giudice rinvia la causa alla successiva udienza pubblica di merito.

Come è indicizzato

MaterieScioglimento dei consigli comunaliInterdittiva e informazione antimafiaIstruttoria processuale
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoTutela del terzoTrasparenza e pubblicità

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