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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30246/2025 del 04/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che disponeva l'affidamento in prova al servizio sociale contestando la prescrizione n.6 che lo obbligava ad adoperarsi per risarcire integralmente il danno alle parti offese (Fallimento Elettropal s.r.l. e Fallimento Franchetti s.r.l.) pena la revoca del beneficio, nonché l'obbligo di pagare pene pecuniarie e spese di giustizia anche relative a procedimenti diversi. Ha dedotto violazione dell'art.47 Ord. pen. e vizio di motivazione per mancata valutazione della sua capacità economica e per l'automatica ricollegabilità dell'inadempimento alla revoca della misura alternativa.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla prescrizione n.6, rinviando al Tribunale di Sorveglianza di Torino per un nuovo esame. La Corte ha chiarito che l'art.47, comma 7, Ord. pen. ammette la prescrizione di adoperarsi "in quanto possibile in favore della vittima del suo reato" (compreso il risarcimento), ma tale impegno va valutato in relazione alla possibilità effettiva di adempiere; non è legittimo subordinare l'ammissione all'affidamento o prevedere una revoca automatica in caso di mancato risarcimento senza aver commisurato l'obbligo alle concrete condizioni economiche del condannato. Inoltre è stata censurata l'aggiunta di una prescrizione non prevista dalla legge circa il pagamento di pene pecuniarie e spese relative a procedimenti diversi.

Norme richiamate

  • art. 47 Ord. pen.

    "in quanto possibile in favore della vittima del suo reato"

    La prescrizione risarcitoria è possibile ma va commisurata alla concreta possibilità di adempiere (principio di esigibilità 'in quanto possibile'); non può diventare condizione automatica di revoca senza valutazione economica

  • art. 176, ultimo comma, cod. pen.

    Riferimento analogico: nella liberazione condizionale il risarcimento, salvo comprovata impossibilità, è condizione necessaria; l'orientamento sull'esigibilità è richiamato per i criteri di valutazione

  • art. 27 Cost.

    Richiamato in relazione al principio che la punizione e le prescrizioni esecutive devono rispettare limiti di esigibilità e non imporre obblighi impossibili (brocardo ad impossibilia nemo tenetur)

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norma invocata dal ricorrente per dedurre i motivi di cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione) rispetto alla prescrizione impugnata

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata in ordine ai limiti di riproduzione del motivo di ricorso (esame nel perimetro consentito dal disposto)

Massime di principio

  • La prescrizione di adoperarsi per il risarcimento è ammessa "in quanto possibile": il giudice deve valutare la concreta capacità economica del condannato prima di imporla
  • Non è legittimo rendere il risarcimento integrale condizione automatica per l'ammissione all'affidamento né prevedere la revoca automatica del beneficio in caso di mancato adempimento non valutando incolpevolezza o impossibilità
  • Il giudice non può aggiungere prescrizioni non previste dalla legge, come l'obbligo generalizzato di pagare pene pecuniarie e spese relative a procedimenti diversi dalla pena in esecuzione
  • In caso di inadempimento non colpevole del risarcimento, l'esecuzione delle misure alternative non deve essere necessariamente preclusa; è richiesta una motivazione individualizzata e proporzionata
  • Se la prescrizione è ritenuta possibile ma gravosa, il tribunale dovrebbe commisurarla, prevedere tempi e modalità compatibili con la situazione economica del condannato e indicare conseguenze non automatiche per l'eventuale mancato adempimento

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