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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13000/2025 del 03/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna (Tribunale di Palermo 28/11/2022, poi confermata dalla Corte d'appello il 12/06/2024) per introduzione e detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando, articolando tre motivi: (1) violazione di legge processuale e vizio di motivazione per la mancata assoluzione; (2) violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata applicazione della causa di non punibilità ex art.131-bis c.p.; (3) violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata concessione del beneficio ex art.62-bis c.p.

La decisione

La Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché, nel frattempo, è entrato in vigore il d.lgs. 141/2024 che, all'art.84, comma 2, ha depenalizzato e trasformato in illecito amministrativo la condotta consistente nell'introduzione e detenzione nel territorio dello Stato di tabacchi lavorati di contrabbando fino a 15 chilogrammi convenzionali, quando non ricorrono le circostanze aggravanti ex art.85. Nel caso di specie i quantitativi erano inferiori a 15 kg e non risultavano aggravanti; pertanto il fatto non è più previsto come reato e, ai sensi dell'art.2, comma 2 c.p., la condanna penale cessa negli effetti e va annullata. La Corte ha disposto la trasmissione degli atti all'agenzia competente per gli eventuali profili amministrativi.

Norme richiamate

  • decreto legislativo 141/2024, art.84

    Chiunque introduce, vende, fa circolare, acquista o detiene a qualunque titolo nel territorio dello Stato un quantitativo di tabacco lavorato di contrabbando superiore a 15 chilogrammi convenzionali ... è punito con la reclusione da due a cinque anni. ... quando i quantitativi sono fino a 15 chilogrammi convenzionali ... sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro ...

    La Corte ha ritenuto che l'art.84, comma 2, del d.lgs.141/2024 abbia depenalizzato la condotta di detenzione/introduzione di tabacco lavorato fino a 15 kg, trasformandola in illecito amministrativo quando non ricorrono aggravanti.

  • decreto legislativo 141/2024, art.85

    Se i fatti previsti dall'articolo 84 sono commessi adoperando mezzi di trasporto appartenenti a persone estranee al reato, la pena è aumentata. ... si applica la multa di euro 25 per ogni grammo ... e la reclusione da tre a sette anni, quando: a) uso delle armi ... b) autore sorpreso insieme a due o più persone ... c) fatto connesso con altro reato ... d) uso di mezzi di trasporto modificati ... e) uso di strutture/risorse finanziarie in paesi non cooperanti ...

    L'art.85 individua le circostanze aggravanti la cui presenza esclude l'applicazione della depenalizzazione/amministrativizzazione; in assenza di tali circostanze, il limite dei 15 kg determina la non punibilità penale.

  • decreto legislativo 26/10/1995, n.504, art.39-quinquies

    Richiamato solo per la definizione dei 'chilogrammi convenzionali' utilizzati nel calcolo delle soglie previste dal d.lgs.141/2024.

  • codice penale, art.2 comma 2

    "nessuno può essere punito per un fatto che secondo una legge posteriore non costituisce reato e, se vi è stata condanna, ne cessano la esecuzione e gli effetti penali"

    Principio di retroattività favorevole della legge penale più mite: applicato dalla Corte per annullare la condanna perché la legge sopravvenuta ha eliminato l'illiceità penale del fatto.

  • TULD, art.296 comma 2

    Richiamato in relazione alla riqualificazione del fatto in sede d'appello; non decisivo rispetto alla successiva applicazione della depenalizzazione sopravvenuta.

  • codice penale, art.131-bis

    Norma invocata dal ricorrente come causa di non punibilità; la Corte ha però deciso sul presupposto normativo sopravvenuto (d.lgs.141/2024) che rende il quesito irrilevante ai fini della conservazione della pena.

  • codice penale, art.62-bis

    Beneficio dedotto dal ricorrente (es. riduzione per particolare tenuità o simile); la Corte non ha esaminato il merito della sua concessione perché ha ritenuto il fatto non più penalmente rilevante.

Massime di principio

  • Se, durante il processo o prima della decisione definitiva, entra in vigore una norma penale più favorevole che elimina l'elemento di reato, la nuova norma si applica retroattivamente e comporta l'estinzione della punibilità ai sensi dell'art.2 c.p.
  • Quando la legge sopravvenuta trasforma la fattispecie penale in illecito amministrativo per determinate soglie (es. fino a 15 kg), il giudice penale deve verificare la presenza di aggravanti: in assenza di aggravanti la condotta non è più perseguibile penalmente.
  • La sentenza penale che si trova assorbita dalla depenalizzazione va annullata senza rinvio se il fatto non è più previsto come reato; gli atti possono essere trasmessi all'autorità amministrativa competente per l'irrogazione della sanzione amministrativa.
  • Le questioni sollevate in ricorso (cause di non punibilità, benefici) possono diventare irrilevanti se la norma sopravvenuta elimina l'illecito penale; in tal caso non è necessario approfondire quelle argomentazioni
  • In presenza di una sopravvenuta modifica normativa che riduce ma non elimina la rilevanza penale occorre valutare se la nuova disciplina sia applicabile retroattivamente: se la pena è solo ridotta, si applicano le regole sulla legge penale più favorevole (art.2 c.p.) e il giudice può adeguare la sanzione o disporre altro provvedimento procedurale.

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