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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12846/2025 del 03/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Torre Annunziata che aveva applicato la disciplina della continuazione tra due sentenze di condanna pronunciate nei confronti di Vitale. Il motivo del gravame è che il giudice dell'esecuzione era incompetente: l'ultima sentenza passata in giudicato era stata emessa dalla Corte d'appello di Napoli in sede di rinvio (avendo la Cassazione annullato la precedente pronuncia), per cui la competenza a decidere sull'esecuzione spettava alla Corte d'appello e non al Tribunale di primo grado.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso del Procuratore ritenendolo fondato. Ha rilevato che, nonostante la sentenza di appello avesse riformato la decisione di primo grado solo in punto di pena, quella sentenza era stata emessa in sede di giudizio di rinvio dopo annullamento da parte della Cassazione; ai sensi dell'art. 665, comma 3, ultimo periodo, è dunque competente il giudice di rinvio. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Napoli per la decisione sull'istanza di Vitale.

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen., comma 2

    "quando è stato proposto appello, se il provvedimento è stato confermato o riformato soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, è competente il giudice di primo grado; altrimenti è competente il giudice di appello"

    Regola generale sulla competenza del giudice dell'esecuzione in caso di appello: se l'appello ha confermato o riformato solo la pena (o misure civili/sicurezza) resta competente il giudice di primo grado; altrimenti il giudice d'appello.

  • art. 665 cod. proc. pen., comma 3, ultimo periodo

    "quando è stato pronunciato l'annullamento con rinvio, è competente il giudice di rinvio"

    Norma speciale che attribuisce la competenza 'in executivis' al giudice di rinvio quando la sentenza di appello è stata resa in sede di giudizio di rinvio dopo annullamento della Cassazione, prevalendo sulla disciplina generale del comma 2.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 1, n. 29045/2018; Sez.1, n.495/2003; Sez.1, n.5049/2003; Sez.1, n.38227/2024)

    La giurisprudenza conferma che l'art. 665, comma 3, ultimo periodo, fissa una regola autonoma e speciale: in caso di annullamento con rinvio della sentenza di appello, il giudice competente per l'esecuzione è il giudice di rinvio indipendentemente dal fatto che la sentenza di appello abbia riformato o confermato la decisione di primo grado.

Massime di principio

  • Se la Corte di Cassazione ha annullato una sentenza con rinvio e il giudice di rinvio (es. Corte d'appello) ha pronunciato la sentenza di appello, la competenza per le questioni 'in executivis' spetta sempre al giudice di rinvio, anche se la riforma ha riguardato soltanto la pena.
  • L'art. 665, comma 3, ultimo periodo, è una norma speciale che prevale sulla disciplina generale del comma 2 quando è intervenuto un annullamento con rinvio.
  • Prima di decidere su istanze in materia di esecuzione o continuazione fra sentenze occorre verificare la storia processuale (esistenza di annullamento con rinvio) e stabilire quale sia la sentenza effettivamente passata in giudicato o emessa in sede di rinvio.
  • Se un giudice dell'esecuzione pronuncia pur essendo incompetente per la fattispecie (ex art. 665 comma 3), la pronuncia può essere annullata e gli atti devono essere trasmessi al giudice competente senza rinvio.
  • Nelle valutazioni pratiche, in presenza di più sentenze occorre accertare se la sentenza di appello è stata pronunciata in sede di rinvio: in caso affermativo, la competenza spetta al giudice di rinvio indipendentemente dalla portata della riforma.

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