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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 548/2023 del 11/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza per due motivi principali: 1) vizio di motivazione rispetto alla sua responsabilità penale, con particolare riguardo all'elemento soggettivo dei reati; si deduceva che la Corte di merito aveva erroneamente ritenuto sussistente una 'confusione' gestionale tra Waste Mag s.r.l. e Inter Waste s.r.l., mentre in realtà vi fu cessione/affitto di ramo d'azienda, volture non completate e operazioni organizzative compatibili con atti civilistici/administrativi; si contestava dunque l'esistenza del dolo specifico richiesto dall'art. 452-quaterdecies cod. pen. (sostenendo al più colpa o responsabilità amministrativa). 2) manifesta illogicità della motivazione: la Corte si sarebbe concentrata su scelte imprenditoriali, sui rapporti economici e sull'inesperienza del ricorrente (fatture e trasferimenti di personale) per dedurre responsabilità penale, senza valutare la posizione soggettiva concreta dell'imputato e usando, secondo il ricorrente, una 'proprietà transitiva' di responsabilità tra soggetti diversi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato nella parte in cui censurava la mancanza di motivazione circa la sussistenza dell'elemento soggettivo (in particolare il dolo specifico richiesto dall'art. 452-quaterdecies) rispetto alla posizione di Biondi. Ha invece dichiarato manifestamente infondato il motivo che si limitava a proporre una diversa lettura della prova (sindacato di merito vietato ex art. 606 c.p.p.). Per queste ragioni la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo giudizio. Restano assorbiti i motivi successivi. In sostanza il ricorso di cassazione ha avuto parziale successo: la condanna di merito è annullata e la vicenda torna in appello per nuova decisione sulla base di una motivazione completa sull'elemento soggettivo.

Norme richiamate

  • art. 452-quaterdecies cod. pen.

    Il reato richiede dolo specifico (volontà di conseguire un ingiusto profitto); la Corte ha ritenuto necessario che tale elemento sia motivato specificamente per ciascun imputato; l'assenza di motivazione su tale elemento per Biondi ha determinato l'annullamento.

  • art. 256, commi 1, 2 e 3 d.lgs. 152/2006

    Norme in materia di gestione di rifiuti (il fatto riguarda gestione clandestina di rifiuti speciali pericolosi e non); la violazione delle prescrizioni dell'Autorizzazione Integrata Ambientale è elemento fattuale contestato.

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina del concorso di persone nel reato; la Corte osserva che il dolo specifico deve essere valutato in capo a ciascun concorrente, non può essere automaticamente trasferito tra soggetti.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Cassazione: non è ammessa la mera riesamina del merito e della valutazione delle prove; il ricorso che propone solo una diversa lettura delle fonti di prova è inammissibile se non prospetta il travisamento della prova.

  • Decreto n. 6274 del 24 luglio 2015 (Autorizzazione Integrata Ambientale della Città Metropolitana di Milano)

    L'autorizzazione è utilizzata come riferimento normativo/amministrativo per valutare la difformità delle attività svolte rispetto alle prescrizioni autorizzative; tale difformità è uno degli elementi fattuali contestati.

Massime di principio

  • La Cassazione non può rivedere liberamente la valutazione delle prove effettuata dai giudici di merito: è necessario dimostrare il travisamento della prova per ottenere accoglimento su questioni di fatto.
  • Per reati che richiedono dolo specifico (es. art. 452-quaterdecies), il giudice deve motivare in modo puntuale e individuale sulla sussistenza dell'elemento soggettivo per ciascun imputato; la mancanza di tale motivazione è causa di annullamento e rinvio.
  • La presenza di fatture, trasferimenti di personale o operazioni societarie (cessione/affitto di ramo d'azienda, volture) non è di per sé sufficiente a dimostrare responsabilità penale se non collegata a un concreto e motivato elemento soggettivo di illecito profitto o consapevolezza dell'illegalità.
  • Questioni relative a scelte imprenditoriali, rischio d'impresa o inesperienza non devono automaticamente essere interpretate come prova di dolo; occorre distinguere responsabilità penale da illegittimità/illecito amministrativo o civile.
  • Se il giudice di merito omette di motivare su punti sollevati in appello (soprattutto su elementi essenziali come il dolo), la Cassazione può annullare la decisione e disporre un nuovo esame da parte del giudice d'appello.

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