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Sentenza

Sentenza n. 1322/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600833

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Pagani sull’istanza di esercizio dei poteri di vigilanza edilizia e sul successivo sollecito

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha dedotto di essere proprietario di un fabbricato residenziale confinante con un fondo sul quale sarebbero stati realizzati manufatti in lamiera e cemento armato stabilmente ancorati al suolo, con possibile trasformazione permanente dello stato dei luoghi e violazione della disciplina urbanistico-edilizia. Ha rappresentato che tali opere avrebbero inciso sulle distanze dai confini e sulle condizioni di salubrità e sicurezza del proprio immobile. Con istanza del 17 marzo 2025 ha chiesto al Comune l’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo previsti dall’art. 27 d.P.R. 380/2001 e l’adozione degli eventuali provvedimenti repressivi e ripristinatori; con successivo sollecito del 3 febbraio 2026 ha chiesto la definizione del procedimento. Deduceva la violazione dell’obbligo di provvedere previsto dall’art. 2 l. 241/1990 e dall’art. 27 d.P.R. 380/2001, chiedendo l’accertamento dell’illegittimità del silenzio, l’ordine al Comune di concludere il procedimento e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo integrato il silenzio-inadempimento. L’art. 2 l. 241/1990 impone alla pubblica amministrazione di concludere con un provvedimento espresso i procedimenti che conseguono obbligatoriamente a un’istanza di parte; nel settore edilizio tale obbligo si coordina con l’art. 27 d.P.R. 380/2001, che attribuisce al competente ufficio comunale i poteri di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia. A fronte di una segnalazione sufficientemente circostanziata di possibili abusi, il Comune deve attivare gli accertamenti necessari e definire il procedimento con un atto espresso, senza che ciò comporti un vincolo sul contenuto della decisione finale. Il giudice ha inoltre riconosciuto al proprietario confinante una posizione differenziata e qualificata, poiché l’abuso può incidere direttamente sulle facoltà inerenti al diritto di proprietà e sul godimento dell’immobile; pertanto, la natura privata dell’istante e la circostanza che gli abusi siano imputati a un terzo non escludono l’obbligo di pronunciarsi. Il Comune è stato condannato ad adottare un provvedimento espresso e motivato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, previa effettuazione degli accertamenti ritenuti necessari. È stato nominato sin d’ora il Prefetto di Salerno, o un suo delegato, quale commissario ad acta, con un ulteriore termine di 60 giorni per provvedere in via sostitutiva in caso di persistente inadempimento. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    Impone alla pubblica amministrazione di concludere con un provvedimento espresso i procedimenti conseguenti obbligatoriamente a un’istanza di parte o da iniziare d’ufficio.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    Attribuisce al dirigente o responsabile dell’ufficio comunale competente il compito di esercitare la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia; a fronte di una segnalazione sufficientemente circostanziata di possibili abusi, impone l’attivazione dei necessari controlli e la conclusione del procedimento con un atto espresso, senza predeterminare il contenuto della decisione finale.

  • art. 31 c.p.a.

    Individua, insieme all’art. 117 c.p.a., il rimedio esperibile per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere.

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il giudizio avverso il silenzio e consente al giudice di ordinare all’amministrazione di provvedere, prevedendo anche una misura sostitutiva in caso di ulteriore inerzia.

Massime di principio

  • A fronte di una segnalazione sufficientemente circostanziata relativa alla possibile realizzazione di opere edilizie abusive, il Comune non può mantenere un comportamento meramente omissivo, ma deve attivare i poteri di vigilanza e controllo previsti dall’art. 27 d.P.R. 380/2001 e concludere il procedimento con un provvedimento espresso.
  • L’obbligo di provvedere in materia di vigilanza edilizia riguarda anche le istanze provenienti da privati, purché il richiedente sia titolare di una posizione differenziata e qualificata; tale posizione sussiste, in particolare, per il proprietario confinante quando le opere denunciate possano incidere sulle facoltà inerenti al diritto di proprietà o sulle condizioni di godimento dell’immobile.
  • L’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento non implica l’obbligo di adottare una specifica misura repressiva o ripristinatoria: il contenuto della determinazione finale resta rimesso alle valutazioni dell’autorità amministrativa, purché precedute dagli accertamenti necessari e formalizzate in un provvedimento espresso e motivato.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, accertata l’inerzia dell’amministrazione, il giudice può assegnare un termine per la conclusione del procedimento e nominare sin d’ora un commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempimento.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioDecisione e riti specialiGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrereEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

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