Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26599/2024 del 05/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza relativo alla sostituzione del custode dei beni oggetto di sequestro preventivo (dott. Antonio Lo Mauro, dimissionario) posti a vincolo nel procedimento contro Paolo Filippone per il reato di cui all'art. 452-quaterdecies cod. pen. (ex art. 260 d.lgs. n.152/2006). Il GIP aveva ritenuto che il professionista fosse stato nominato solo custode e non amministratore giudiziario, e quindi aveva rimesso gli atti al Tribunale perché decidesse sulla sostituzione; il Tribunale ha invece sollevato conflitto ritenendo che, per l'entità e la natura del compendio (stabilimento per smaltimento rifiuti e beni strumentali) e in base all'art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen. e all'applicabilità delle disposizioni previste per i delitti di cui all'art. 51, comma 3-bis, la competenza a decidere su custodia, gestione e amministrazione spettasse al GIP che aveva emesso il provvedimento di sequestro.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha affermato la competenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo a decidere sulle istanze relative a custodia, gestione e amministrazione dei beni sottoposti a sequestro, con specifico riferimento alla sostituzione dell'ausiliare dimissionario. La Corte ha escluso che una distinzione formale tra "mera custodia" e "amministrazione" possa sottrarre la materia alla competenza del GIP quando il vincolo riguarda un complesso di beni che richiede attività gestorie articolate; ha quindi disposto la trasmissione degli atti al GIP.

Norme richiamate

  • art. 452-quaterdecies cod. pen. (ex art. 260 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152)

    Reato contestato al prevenuto; rientra nell'alveo di fatti per i quali, ai fini delle misure reali, si applicano speciali regole di gestione quando ricorre l'art. 51, comma 3-bis c.p.p.

  • art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice che ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo la competenza a decidere sulle modifiche al regime di amministrazione, custodia e gestione dei beni sottoposti a vincolo anche durante la pendenza del processo (soprattutto dopo la modifica introdotta dalla legge n. 161/2017).

  • art. 51 comma 3-bis cod. proc. pen.

    Individua un elenco di delitti per i quali trovano applicazione specifiche disposizioni in materia di sequestro, confisca e amministrazione dei beni; la presenza di un reato in questo catalogo giustifica l'applicazione della disciplina integrata che attribuisce competenze al GIP emittente il provvedimento.

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    Disciplina l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati; la sua applicazione, per i reati ricompresi nell'art. 51 comma 3-bis, contribuisce a giustificare la concentrazione delle competenze gestorie nel giudice che ha adottato la misura reale.

  • art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306 (conv. dalla L. 7 agosto 1992, n. 356)

    Norma richiamata per estendere l'applicazione della disciplina d.lgs. n.159/2011 anche ai procedimenti relativi ai delitti ricompresi nell'art. 51 comma 3-bis, rafforzando la competenza del giudice emittente la misura reale.

  • art. 32 cod. proc. pen.

    Prevede la regolazione del conflitto di attribuzione di competenze tra organi giudiziari; la Corte ha ritenuto ammissibile il conflitto posto dal Tribunale rispetto al GIP.

  • art. 28 comma 2 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nel dibattito per chiarire che la prevalenza del giudice del dibattimento sui provvedimenti del giudice dell'udienza preliminare riguarda ipotesi diverse e non impedisce la risoluzione del conflitto tra Tribunale e GIP nella materia delle misure reali.

  • art. 91 disp. att. cod. proc. pen. e art. 590 cod. proc. pen.

    Richiamate nella ricostruzione giurisprudenziale che delimita i casi in cui, in assenza dei presupposti speciali, la competenza sulle istanze relative ai beni sequestrati appartiene al giudice che procede e non al giudice che ha emesso il provvedimento.

Massime di principio

  • Quando il sequestro preventivo riguarda reati elencati nell'art. 51, comma 3-bis c.p.p., la competenza a decidere su custodia, gestione e amministrazione dei beni sottoposti a vincolo spetta al giudice che ha emesso il provvedimento (di norma il GIP), anche durante la pendenza del processo.
  • La distinzione meramente formale tra "custodia" e "amministrazione" non è determinante: va valutata la concreta natura del compendio sequestrato; se la conservazione del bene richiede attività gestorie o amministrative articolate, competenze e provvedimenti restano in capo al giudice emittente la cautela reale.
  • Se il sequestro è antecedente alla modifica normativa del 2017 ma riguarda reati ricompresi nell'art. 51, comma 3-bis, si applica comunque la disciplina che consolidatamente assegna competenze gestorie al giudice che ha disposto la misura.
  • In caso di stasi o rifiuto di intervenire da parte dei diversi giudici coinvolti, è ammesso sollevare conflitto di attribuzione di competenza ai sensi dell'art. 32 c.p.p. per ottenere una decisione risolutiva.
  • Nelle situazioni pratiche (impianti produttivi, stabilimenti, complessi aziendali) occorre privilegiare la soluzione che garantisca continuità gestionale ed efficienza della custodia, privilegiando la competenza del giudice che meglio conosce il procedimento di sequestro.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.