Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 37860/2022 del 28/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso di Roma Capitale, ha cassato la sentenza del Tribunale di Roma e ha rinviato la causa al medesimo Tribunale, in diversa composizione, affinché acquisisca la delibera comunale con cui è stato approvato il regolamento che ha istituito i permessi a pagamento e provveda a nuova decisione, anche sulle spese di legittimità.

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da una serie di verbali di accertamento elevati dalla Polizia Municipale per violazione dell'art. 7 del Codice della strada, per circolazione nella corsia riservata ai mezzi pubblici e nella zona a traffico limitato senza la prescritta autorizzazione. In primo grado l'opposizione della società era stata rigettata, ritenendosi che l'accesso degli autobus con licenza NCC fosse subordinato al pagamento di un canone annuale previsto da una delibera comunale e che la società non avesse provato il regolare pagamento; il Comune aveva inoltre rappresentato che le targhe dei mezzi non risultavano inserite nell'archivio informatico per mancato pagamento. In appello il Tribunale ha invece annullato i verbali, osservando che Roma Capitale non aveva prodotto la delibera comunale n. 37/2010 istitutiva del regolamento e dei permessi a pagamento, reputando che il giudice non fosse tenuto a ricercare d'ufficio norme secondarie e atti amministrativi. Con l'unico motivo di ricorso, Roma Capitale ha censurato tale impostazione, sostenendo che il Tribunale avrebbe dovuto verificare il contenuto della delibera, perché essa costituiva atto relativo all'accertamento della violazione e il mancato inserimento delle targhe dipendeva dalla morosità nel pagamento del permesso. La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo: ha precisato che, nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, l'inerzia probatoria dell'amministrazione non comporta automaticamente l'accoglimento dell'opposizione, potendo il giudice ricostruire il rapporto sanzionatorio anche mediante acquisizione officiosa di documenti ritenuti indispensabili; nel caso concreto la delibera istitutiva del permesso oneroso era un atto relativo all'accertamento e doveva essere acquisita dal giudice ai sensi dell'art. 7, comma 7, del d.lgs. n. 150/2011.

Norme richiamate

  • art. 7 Codice della strada

    La norma processuale richiamata dal sistema sanzionatorio impone il deposito del rapporto e degli atti relativi all'accertamento, alla contestazione o notificazione della violazione; tali atti possono essere acquisiti officiosamente dal giudice se indispensabili per la decisione.

  • d.lgs. n. 150 del 2011, art. 7

    Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa il giudice può ordinare all'autorità che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare gli atti relativi all'accertamento; il potere officioso di acquisizione permane anche in appello per gli atti indispensabili.

  • art. 23 L. n. 689 del 1981

    È richiamato come disciplina trasposta nell'art. 7 del d.lgs. n. 150/2011, a conferma del regime processuale dell'opposizione a sanzione amministrativa.

  • art. 415 c.p.c.

    È il modello procedimentale richiamato per l'ordine di deposito degli atti da parte dell'autorità che ha emesso l'atto impugnato.

  • art. 345 c.p.c.

    Viene richiamato in contrapposizione al rito ordinario, per evidenziare che nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa il potere di acquisizione officiosa degli atti indispensabili permane anche in appello.

  • art. 437 c.p.c.

    È richiamato per fondare il potere del giudice di acquisire d'ufficio, in appello, atti ritenuti indispensabili ai fini dell'accertamento della verità sostanziale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, l'onere di provare gli elementi costitutivi dell'illecito grava sull'amministrazione, ma la sua inerzia probatoria non conduce automaticamente all'accoglimento dell'opposizione, perché il giudice deve ricostruire l'intero rapporto sanzionatorio.
  • Il principio iura novit curia non si estende agli atti amministrativi o alla normativa secondaria degli enti locali; tuttavia, se un atto amministrativo è decisivo per accertare la sussistenza della violazione, il giudice può e deve acquisirlo d'ufficio quando lo ritenga indispensabile.
  • Nel rito dell'opposizione a sanzione amministrativa, il giudice dispone di poteri officiosi più ampi rispetto al processo civile ordinario e può ordinare l'acquisizione degli atti relativi all'accertamento anche in appello.
  • La mancata produzione di un documento essenziale da parte dell'amministrazione non determina di per sé l'infondatezza dell'illecito, quando il documento sia acquisibile d'ufficio perché relativo ai presupposti dell'accertamento.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProve
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.