Cassazione Penale, Sentenza n. 4557/2024 del 01/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza del 10/11/2022 che aveva confermato la responsabilità penale di S.T. per i reati di abbandono in stato di pericolo di persone minori e incapaci (art. 591 c.p.) relativamente a cinque donne in stato di gravidanza e di sbarco e abbandono arbitrario di persone (art. 1155 cod. nav.) con aggravante per passeggeri privi di mezzi di sussistenza. Il ricorrente contestava, in particolare, l'esistenza del dolo (sostenendo che si trattò solo di colpa), l'erronea valutazione ex post di elementi informativi successivi ai fatti (es. rapporti Onu), la legittimità di un presunto ordine proveniente da un ufficiale libico (errore putativo o esecuzione di ordine legittimo), l'omessa rinnovazione probatoria sull'identità del funzionario salito a bordo e la mancata concessione delle attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso come complessivamente infondato e ha confermato la motivazione dei giudici di merito. Ha ritenuto provate le omissioni del comandante (mancato contatto preventivo con i centri SAR competenti, omessa identificazione completa dell'ufficiale salito a bordo, mancati accertamenti sulle condizioni, identificazione e volontà dei migranti) e la conseguente esistenza di un pericolo, almeno potenziale, per i naufraghi. La Corte ha condiviso che i reati contestati sono delitti di pericolo e che il dolo richiesto può sussistere nella forma del dolo eventuale; ha escluso la scriminante per ordine legittimo o errore scusabile, perché mancava la diligenza necessaria per verificare la competenza dell'ufficiale libico e per contattare i centri di coordinamento. Ha altresì rigettato le censure sulla prova del vantaggio economico e sul mancato impiego dei poteri istruttori in appello. La qualifica del comandante quale incaricato di pubblico servizio in relazione al soccorso in mare è stata confermata, con conseguente estensione della giurisdizione e dell'obbligo di tutela dei diritti umani dei naufraghi. Pertanto le condanne per i reati indicati sono sostanzialmente confermate e il ricorso è stato respinto.
Norme richiamate
«Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni....»
Delitto di pericolo astratto. L'elemento oggettivo si integra con qualsiasi condotta (attiva o omissiva) che contrasti con il dovere di cura/custodia e determini uno stato di pericolo, anche solo potenziale. Il dolo può essere anche eventuale.
Reato proprio del comandante consistente nello sbarco arbitrario o abbandono di passeggeri fuori dal territorio nazionale. Anche qui fattispecie di pericolo: l'arbitrarietà consiste nella contrarietà a disposizioni normative e regolamentari, con creazione di pericolo potenziale per l'incolumità.
Convenzione SOLAS e ISPS Code
Impongono standard di sicurezza, controllo e identificazione delle persone che accedono alla nave e procedure da seguire nelle operazioni di soccorso; violazioni utili a qualificare l'arbitrarietà delle condotte del comandante.
Convenzione SAR e direttive IMO (es. punto 3.1.9 e ris. MSC.167(78))
Stabiliscono l'obbligo di avvisare e coordinarsi con il centro SAR competente e definiscono il concetto di porto/luogo sicuro; spettava al comandante contattare il centro competente o accertare la sicurezza puntuale del luogo di sbarco.
art. 19 D.lgs. n. 286/1998 (Testo Unico immigrazione)
Vieta il respingimento di minori e di donne in stato di gravidanza e il respingimento verso Paesi dove sussista rischio di trattamenti inumani o degradanti; rilevante per valutare il pericolo concreto connesso allo sbarco in Libia.
art. 3 e art. 14 CEDU e Protocollo addizionale n. 4 art. 4
Divieto di trattamenti inumani e del respingimento collettivo; la giurisprudenza CEDU (es. Hirsi) è richiamata per affermare l'obbligo di verifica individuale e di non procedere a sbarco collettivo senza esame delle situazioni personali.
art. 33 Convenzione di Ginevra (rifugiati)
Divieto di refoulement. L'assenza di adesione della Libia alla Convenzione e la documentata inefficacia del sistema di protezione libico sono elementi che indicano l'insicurezza del porto di sbarco.
art. 98 UNCLOS (Convenzione di Montego Bay)
Impose obblighi di soccorso e di assistenza alle persone in pericolo in mare; fonte sovranazionale richiamata per la funzione pubblicistica degli obblighi del comandante.
Richiamato nella qualificazione del comandante quale incaricato di pubblico servizio (per il soccorso in mare), con implicazioni sulla giurisdizione e sugli obblighi verso i naufraghi.
Art. 51 in tema di esecuzione di un ordine legittimo quale possibile scriminante; art. 59 riguardo all'errore sul diritto. La Corte ha ritenuto che non sussistesse un ordine legittimo né un errore scusabile perché mancò la diligenza richiesta per verificare l'identità e la competenza dell'ufficiale libico e per contattare i centri SAR.
Massime di principio
- Il comandante che soccorre naufraghi ha obblighi pubblicistici e deve contattare il centro SAR competente prima di decidere il luogo di sbarco; l'omissione configura potenzialmente responsabilità penale.
- Nei reati di pericolo (art. 591 c.p., art. 1155 cod. nav.) il giudice valuta la concreta possibilità di produzione del danno: se esiste anche un pericolo potenziale ragionevole, la condotta è sanzionabile; il giudice deve escludere punibilità solo quando manchi ogni ragionevole possibilità di danno.
- La designazione formale di una zona SAR da parte di uno Stato terzo non esonera il comandante dal dovere di contattare il centro di coordinamento competente e dall'obbligo di accertare che il porto indicato sia effettivamente 'porto sicuro'.
- L'esecuzione di ordini provenienti da persona non identificata o non proveniente dal centro di coordinamento competente non produce automaticamente scriminanti; l'errore putativo è rilevante solo se scusabile e se vi è stata adeguata diligenza investigativa da parte del subordinato.
- La qualifica del comandante di nave civile come incaricato di pubblico servizio, quanto al soccorso in mare, comporta l'estensione della giurisdizione dello Stato e l'obbligo di rispetto dei diritti umani dei naufraghi anche in acque internazionali.
- Indicatori utili per valutare il dolo eventuale: distanza della condotta dalla diligente condotta richiesta, esperienza del comandante, durata e ripetizione dell'omissione, comportamento successivo (es. mancata verifica dello stato dei migranti una volta in porto), la probabilità della verifica dell'evento e il rapporto fra fini perseguiti e conseguenze accettate.
- In situazioni di salvataggio con migranti vulnerabili (minori, donne in gravidanza) la soglia di attenzione è più alta: tali soggetti vanno considerati a rischio e richiedono misure di tutela rafforzata prima di procedere a sbarco in Paese terzo.
- Le fonti internazionali, le relazioni di organismi internazionali e la giurisprudenza sovranazionale (Corte EDU, CGUE) sono elementi rilevanti per valutare se uno Stato o un porto debbano considerarsi 'sicuri' e quindi per decidere la legittimità dello sbarco.
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