Cassazione Penale, Sentenza n. 4315/2024 del 01/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di conferma della Corte d'Appello di Venezia che aveva dichiarato la loro responsabilità per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti. D'AMBROSIO lamenta: mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, illegittimità della confisca dell'autovettura ai sensi dell'art.240-bis c.p. per presunta sproporzione e illegittima confisca per equivalente ex art.73 comma 7-bis d.P.R. 309/90 per stime del profitto ritenute arbitrarie. FURLAN Giorgio impugna la valutazione probatoria delle intercettazioni (difetto di motivazione e insufficienza delle prove), la misura accessoria del ritiro della patente ex art.85 d.P.R. 309/90 e la confisca per equivalente ex art.73 comma 7-bis per mancanza di standard probatorio adeguato nella quantificazione del profitto. FURLAN Sandro contesta analogamente l'insufficienza e l'ambiguità delle intercettazioni e la conseguente impossibilità di condanna "oltre ogni ragionevole dubbio".
La decisione
La Corte di Cassazione: - ha ritenuto manifestamente infondati i motivi relativi alla valutazione delle intercettazioni; ha confermato che intercettazioni gravi, precise, concordanti possono costituire prova diretta e che l'interpretazione del linguaggio criptico è questione di fatto rimessa al giudice di merito, sindacabile solo per manifesta illogicità; - ha rigettato il motivo relativo al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche per D'AMBROSIO, ritenendo congrua la motivazione del giudice di merito (tenuto conto della gravità, ripetitività e rilevanza quantitativa delle cessioni); - ha respinto il gravame contro il sequestro per sproporzione (art.240-bis) relativo all'autovettura di D'AMBROSIO, confermando la sproporzione emersa dagli accertamenti della Guardia di Finanza e l'assenza di giustificazione da parte della difesa; - ha ritenuto legittima l'applicazione della pena accessoria del ritiro della patente ex art.85 d.P.R. 309/90; - ha però accolto i ricorsi, limitatamente alla statuizione di confisca per equivalente ex art.73 comma 7-bis d.P.R. 309/90 nei confronti di D'AMBROSIO e di FURLAN Giorgio, ritenendo che l'accertamento del "profitto" fosse basato su stime speculative, non su un concreto e quantificabile incremento patrimoniale; per tale motivo la sentenza impugnata è annullata solo in quella parte e rinviata alla Corte d'Appello di Venezia per nuovo esame sul punto; - ha rigettato per il resto i ricorsi di D'AMBROSIO e di FURLAN Giorgio; - ha dichiarato inammissibile il ricorso di FURLAN Sandro e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art.73 d.P.R. 309/1990 (comma 7-bis)
La confisca per equivalente richiede l'individuazione di un "profitto" concreto e quantificabile riconducibile al reato; stime astratte o potenziali non sono sufficienti per giustificare la confisca per equivalente.
art.240-bis cod. pen.
Lo strumento del sequestro/confisca per sproporzione è applicabile quando il valore di un bene risulta sproporzionato rispetto alle capacità reddituali lecite dell'imputato; è onere del soggetto giustificare la provenienza lecita degli importi quando l'accertamento documenti una sproporzione significativa.
art.85 d.P.R. 309/1990
La sanzione accessoria del ritiro della patente può essere legittimamente applicata per disincentivare la reiterazione di reati di traffico di stupefacenti; non è necessario che il veicolo sia stato effettivamente usato per commettere il reato.
art.62-bis cod. pen.
Dopo la riforma del 2008 la mera incensuratezza non è più sufficiente per ottenere le circostanze attenuanti generiche: occorrono elementi positivi che attestino un particolare tenore di vita o ravvedimento.
art.192 cod. proc. pen. (valutazione della prova)
Il principio dell'onere della prova e della valutazione della stessa impone al giudice di merito di motivare la scelta interpretativa delle intercettazioni; la Cassazione sindaca la valutazione delle intercettazioni solo per manifesta illogicità.
Sezioni Unite, sent. n.26654 del 2/07/2008 (Fisia Impianti)
"il profitto del reato ... va identificato col vantaggio economico ricavato in via immediata e diretta dal reato e si contrappone al 'prodotto' e al 'prezzo' del reato"
Il profitto ai fini della confisca va inteso come incremento patrimoniale effettivo e diretto derivante dal reato; non possono essere confusi o equiparati a mere aspettative o stime puramente potenziali.
Massime di principio
- Le intercettazioni telefoniche, se gravi, precise, non equivoche e concordanti, possono costituire prova diretta anche senza riscontri esterni; l'interpretazione di linguaggio criptico è domanda di fatto rimessa al giudice di merito e cassabile solo per manifesta illogicità.
- Per ottenere il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche occorrono elementi positivi che dimostrino meritevolezza o ravvedimento; la mera incensuratezza non è più sufficiente dopo la riforma del 2008.
- La confisca per equivalente ex art.73 d.P.R. 309/90 richiede l'accertamento di un profitto reale, stabile e quantificabile: stime astratte basate su scenari ipotetici non reggono in Cassazione.
- Il sequestro/confisca per sproporzione ex art.240-bis c.p. è legittimo quando dalle indagini emergano discrepanze significative tra spese/patrimoni e redditi leciti; il destinatario deve fornire prove documentali sulle fonti lecite dei beni.
- L'applicazione di pene accessorie (es. ritiro patente) può mirare a prevenire la reiterazione del reato anche se non sussiste prova dell'uso del veicolo nel singolo episodio criminoso.
- In Cassazione ha più probabilità di successo chi contesta vizi di diritto, motivazione manifesta o errori di diritto sulla quantificazione patrimoniale: contestazioni basate solo su interpretazioni alternative delle intercettazioni sono difficili da accogliere.
- Nei ricorsi contro confische patrimoniali è strategico produrre documentazione contabile, contratti, estratti conto e prove dirette delle entrate lecite per contrastare l'accertamento della sproporzione o per dimostrare l'assenza di un profitto concreto.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 1 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4307/2024 del 01/02/2024
- Sentenza penale · 1 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4309/2024 del 01/02/2024
- Sentenza penale · 1 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4311/2024 del 01/02/2024
- Sentenza penale · 1 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4312/2024 del 01/02/2024
- Sentenza penale · 1 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4314/2024 del 01/02/2024
- Sentenza penale · 1 feb 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 4317/2024 del 01/02/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →