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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30400/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'ordinanza impugnata aveva confermato il rigetto del riesame proposto contro la custodia cautelare in carcere applicata a un indagato per una pluralità di reati, tra cui partecipazione ad associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e vari delitti-fine. Il ricorso per cassazione deduceva un unico motivo di carenza di motivazione con riferimento ai capi 14), 1), 6), 8), 9) e 10): per il reato associativo in materia di stupefacenti si sosteneva che gli elementi valorizzati si riducessero a pochi episodi di spaccio captati con trojan; per gli altri capi si lamentava addirittura l'assenza di motivazione. La difesa insisteva sulla pretesa marginalità della posizione del ricorrente e sulla insufficienza degli indizi a suo carico.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato, in primo luogo, la carenza di interesse rispetto alla censura limitata ad alcuni soltanto dei titoli cautelari, poiché la misura restava comunque sorretta da altri capi non impugnati, tra cui l'associazione mafiosa. Ha inoltre ritenuto il motivo aspecifico e manifestamente infondato, osservando che l'ordinanza di riesame aveva descritto un compendio indiziario articolato, fondato su intercettazioni, anche mediante captatore informatico, perquisizioni e arresto per detenzione di armi, nonché su elementi che indicavano il ruolo del ricorrente quale tramite tra il capoclan latitante e gli affiliati, partecipe delle attività del sodalizio, delle usure e dello spaccio. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In materia di impugnazioni cautelari, il ricorso per cassazione è inammissibile per carenza di interesse quando censura solo alcuni dei titoli di reato posti a base della misura, se l'eventuale accoglimento non eliminerebbe comunque la cautela perché essa resterebbe sorretta da altri titoli non impugnati.
  • Nel giudizio cautelare il ricorrente deve dedurre in modo specifico le ragioni di merito attinenti a fatto, fonti di prova e loro valutazione; censure generiche o meramente assertive non consentono un effettivo controllo di legittimità e sono inammissibili.
  • Ai fini dei gravi indizi di colpevolezza è sufficiente un compendio indiziario dotato di elevata capacità dimostrativa, non già la prova piena della responsabilità; il giudice può valorizzare intercettazioni, captatore informatico, riscontri esterni e condotte sintomatiche della partecipazione al sodalizio o ai reati fine.
  • La motivazione del tribunale del riesame è adeguata quando richiama e conferma la ricostruzione dell'ordinanza genetica, purché dia conto, sia pure per relationem, degli elementi indiziari essenziali e della loro coerenza logica.
  • La verifica di legittimità sulla motivazione cautelare non consente una nuova valutazione del merito, ma solo il controllo sulla non apparenza, logicità e completezza della motivazione rispetto alle censure specificamente devolute.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEsigenze cautelariSequestroSpaccioDetenzione di armiTruffa
RamiProcesso penaleReati contro la PAStupefacentiReati stradaliArmiReati contro la fede pubblicaDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

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