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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30355/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da un giudizio di ottemperanza promosso dal contribuente per ottenere l’esecuzione di una precedente sentenza irrevocabile che aveva riconosciuto il diritto al rimborso del 90% dell’IRPEF versata in eccedenza per gli anni d’imposta 1990, 1991 e 1992, in applicazione dell’art. 9, comma 17, L. n. 289/2002. L’Amministrazione sosteneva di avere già adempiuto solo in parte, pagando la metà della somma riconosciuta, in base al limite introdotto dall’art. 16-octies D.L. n. 91/2017. La CTR aveva invece ritenuto non provata dall’Ufficio l’incapienza delle somme stanziate, aveva affermato che la riduzione del 50% operasse solo per i rimborsi effettuati nel triennio 2015-2017 e aveva escluso che la norma sopravvenuta potesse incidere in via definitiva sul diritto al rimborso, ravvisando anche un possibile contrasto con l’art. 3 Cost. L’Agenzia ha quindi impugnato la sentenza deducendo violazione dell’art. 1, comma 665, L. n. 190/2014, come modificato dall’art. 16-octies D.L. n. 91/2017, sostenendo che i limiti percentuali e di capienza valgono anche nella fase di ottemperanza e per i giudizi ancora pendenti.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia. Ha affermato che la disciplina sopravvenuta sui rimborsi per il sisma 1990 non incide sul diritto sostanziale al rimborso già accertato con giudicato, ma regola solo le modalità procedimentali e attuative del pagamento; pertanto, essa si applica anche nella fase di ottemperanza. Il giudice dell’ottemperanza deve verificare la disponibilità dei fondi stanziati e, in caso di incapienza, attivare le procedure previste dalla normativa di contabilità pubblica, anche tramite commissario ad acta, senza che ciò comporti una falcidia definitiva del credito del contribuente. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio al giudice a quo perché provveda attenendosi a tali principi.

Norme richiamate

  • art. 70, comma 10, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    "violazione delle norme del procedimento"

    Il ricorso per cassazione contro la sentenza resa in ottemperanza consente di denunciare non solo violazioni del procedimento tributario, ma anche altri errori in procedendo e il mancato o difettoso esercizio del potere-dovere di integrare il giudicato.

  • art. 1, comma 665, L. 23 dicembre 2014, n. 190

    La norma disciplina le modalità di effettuazione dei rimborsi nei limiti delle risorse stanziate, prevedendo la riduzione percentuale in caso di eccedenza delle istanze e la non effettuazione di ulteriori rimborsi a risorse esaurite; non determina una falcidia sostanziale del credito già accertato.

  • art. 16-octies D.L. 20 giugno 2017, n. 91, conv. in L. 3 agosto 2017, n. 123

    Lo ius superveniens non incide sul diritto sostanziale al rimborso, ma sulle modalità di attuazione dello stesso in sede amministrativa e di ottemperanza.

  • art. 29 D.L. 30 dicembre 2019, n. 162, conv. in L. 28 febbraio 2020, n. 8

    Ha ulteriormente modificato la disciplina, elevando lo stanziamento complessivo a euro 160.000.000,00 senza ripartizione annuale.

  • art. 9, comma 17, L. 27 dicembre 2002, n. 289

    Costituisce il titolo sostanziale del diritto al rimborso del 90% dell’IRPEF versata in eccedenza per gli anni d’imposta 1990, 1991 e 1992 per i soggetti colpiti dagli eventi sismici.

  • art. 3 Cost.

    L’interpretazione della norma sopravvenuta come limite definitivo al rimborso sarebbe stata, secondo la CTR, discriminatoria; la Cassazione esclude la lesione, poiché la disciplina incide solo sulle modalità di attuazione e non sul diritto sostanziale.

  • art. 24 Cost.

    Non vi è violazione del diritto di difesa o tutela giurisdizionale, perché il credito non viene estinto o compresso nel suo nucleo sostanziale.

  • art. 1, Protocollo n. 1 CEDU

    La soluzione è ritenuta compatibile con il giusto equilibrio tra interesse pubblico alla gestione delle risorse fiscali e diritto patrimoniale del singolo.

Massime di principio

  • Nel giudizio tributario di ottemperanza, il giudice può e deve accertare le modalità concrete di attuazione del giudicato, inclusa la verifica della capienza dei fondi pubblici destinati al rimborso, e può sostituirsi all’Amministrazione tramite commissario ad acta.
  • Le sopravvenienze normative che limitano le risorse disponibili per i rimborsi fiscali non incidono sul diritto sostanziale già accertato con giudicato, ma solo sulla procedura e sui tempi/modalità di esecuzione del pagamento.
  • In materia di rimborsi fiscali per eventi calamitosi, la riduzione percentuale o la sospensione dei pagamenti per incapienza non comportano estinzione o riduzione definitiva del credito giudizialmente riconosciuto.
  • La disciplina sopravvenuta sui rimborsi si applica anche ai giudizi di ottemperanza instaurati dopo la sua entrata in vigore, a prescindere dalla data del titolo esecutivo, poiché regola la fase attuativa e non quella cognitiva.
  • Nel giudizio di ottemperanza tributario il giudice non si limita a formule generiche, ma deve specificare il quomodo dell’attuazione del comando giudiziale quando la normativa amministrativa preveda procedure particolari di pagamento.

Come è indicizzato

MaterieRimborsiContenzioso tributario
RamiTributiProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della provaTutela del legittimo affidamento

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