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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02073/2026 del 19/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava il decreto che aveva respinto l'appello avverso la confisca di prevenzione dei beni riconducibili a Fornari. Il motivo unico denunciava l'elusione del vincolo imposto dalla sentenza rescindente e la motivazione apparente del giudice del rinvio, con specifico riferimento all'accertamento del dolo specifico richiesto per il reato di trasferimento fraudolento di valori (art.12-quinquies d.l. 306/1992, oggi art.512-bis c.p.) e alla presunta assenza di correlazione temporale tra le operazioni di trasferimento e la manifestazione della pericolosità sociale (art.4, co.1, lett.b) d.lgs. 159/2011). Il ricorrente sosteneva che le operazioni societarie erano compatibili con attività lecite (per esempio, il mantenimento di cariche sociali), che gli immobili erano stati acquistati anteriormente in modo lecito e che non poteva prevedere l'applicazione di misure di prevenzione, pertanto le argomentazioni del giudice sarebbero state tautologiche e insufficienti a provare il dolo e la correlazione temporale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, nel procedimento di prevenzione, il sindacato in Cassazione è limitato a vizi di legge (artt.10, co.3 e 27, co.2 d.lgs. 159/2011) e che non può sostituirsi a una valutazione di merito sulla persuasività delle prove, potendo censurare solo la motivazione del tutto mancante o meramente apparente. La Corte ha ritenuto fondata la motivazione del giudice del rinvio, che aveva compiuto una valutazione analitica e unitaria di plurimi elementi indiziari (vorticoso giro di cessioni di quote, intestazioni fittizie, operazioni immobiliari, flussi finanziari privi di causale, dichiarazioni di terzi, accertamenti tecnici attestanti prelievi e versamenti riconducibili ad attività usurarie) e aveva concluso per l'esistenza del dolo specifico e per la correlazione temporale tra i trasferimenti e il periodo di commissione dei reati (2003-2009). Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel giudizio di prevenzione il ricorso per cassazione è limitato a questioni di diritto: non è mezzo per rimettere in discussione la persuasività delle prove, salvo che la motivazione sia del tutto mancante o meramente apparente.
  • La motivazione si considera inesistente o apparente solo se del tutto avulsa dalle risultanze o fondata su affermazioni apodittiche e prive di efficacia dimostrativa; un'analisi unitaria e documentata di indizi è sufficiente perché la motivazione sia ritenuta valida.
  • Il dolo specifico per il reato di trasferimento fraudolento di valori può essere desunto da un insieme di elementi indiziari (giri anomali di cessioni, intestazioni fittizie, flussi finanziari incoerenti, testimonianze, accertamenti contabili) se valutati congiuntamente.
  • La correlazione temporale richiesta tra manifestazioni di pericolosità sociale e trasferimenti dominicali può essere riconosciuta anche quando i trasferimenti riguardino beni acquistati anteriormente, purché le operazioni di interposizione si collochino nel periodo di attività delittuosa.
  • Il mantenimento di cariche formali da parte del presunto beneficiario non esclude automaticamente la finalità elusiva: occorre valutare il complesso delle evidenze, inclusa la realtà della disponibilità sostanziale e l'assenza di giustificazioni economiche.
  • Per impugnare con successo in Cassazione un provvedimento di prevenzione è necessario dimostrare una violazione di legge o l'assenza totale della motivazione; critiche alla valutazione degli elementi indiziari sono, di regola, sindacabili solo in sede di merito.

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