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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01880/2026 del 19/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di conferma del sequestro preventivo opponendosi alla qualificazione della particella come demanio marittimo e contestando: (1) l'applicazione dell'art. 1161 cod. nav. per mancata sussistenza del fumus commissi delicti sia sotto il profilo oggettivo (la particella sarebbe stata esclusa dal demanio marittimo in seguito a ripristino dei dati SIT/SID) sia sotto quello soggettivo (assenza del dolo data l'incertezza sui dati e la manutenzione/perimetrazione del MIT); (2) violazioni processuali con riferimento agli artt. 321, commi 1 e 2, 125 comma 3, 309 comma 9 cod. proc. pen., deducendo la nullità della motivazione in ordine al periculum in mora e contestando l'integrazione postuma della motivazione da parte del giudice del riesame.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse, perché il ricorrente non contesta la natura pubblica dell'area né è proprietario: contesta soltanto la riconduzione al demanio marittimo invece che al demanio dello Stato, per cui non ha interesse concreto alla restituzione del bene sequestrato. Per effetto, il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen. e a versare in via equitativa 3.000 euro alla Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 1, comma 64, l. n. 103/2017. La Corte, inoltre, rigetta implicitamente le doglianze sulla carenza motivazionale e sulla sussistenza del fumus e del periculum, ritenendo infondate le censure e richiamando l'assenza di provvedimento di sdemanializzazione e la valutazione già compiuta dal giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 1161 cod. nav.

    Norma che sanziona l'occupazione arbitraria di suoli demaniali marittimi; la Corte richiama che l'elemento oggettivo richiede che il bene sia riconducibile al demanio marittimo e che l'accertamento della qualifica amministrativa del bene è centrale per la configurabilità del reato/illecito

  • art. 321 cod. proc. pen. (commi 1 e 2)

    Disciplina i presupposti e le finalità del decreto di sequestro preventivo; la giurisprudenza richiamata e la difesa evidenziavano che il giudice non può adottare il decreto per finalità diverse da quelle richieste dal pubblico ministero e che non è ammissibile integrare ex post motivazioni risultanti inesistenti rispetto alle esigenze cautelari indicate

  • art. 125 cod. proc. pen. (comma 3)

    Norma procedurale richiamata nella doglianza circa i limiti della motivazione e dell'istruttoria in sede cautelare; nella decisione la Corte non ritiene integrata la pregiudiziale di nullità dedotta dal ricorrente perché manca interesse concreto

  • art. 309 cod. proc. pen. (comma 9)

    Richiamato in relazione ai limiti della decisione del giudice del riesame e alla possibilità di integrare la motivazione; la Corte ritiene comunque non decisiva la questione in assenza di interesse all'impugnazione

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il rimedio per violazione di legge in cassazione; la Corte esamina la rilevanza delle censure come eventuale violazione di legge perseguibile in cassazione e conclude per l'inammissibilità del ricorso per carenza di interesse, respingendo l'assunto di vizio di motivazione ricorribile ai sensi dell'art. 325

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo di sostenere le spese del procedimento per il ricorrente in caso di inammissibilità; applicata dalla Corte per condannare il ricorrente alle spese

  • art. 1, comma 64, l. n. 103 del 2017

    Consente di aumentare la sanzione oltre il massimo previsto dall'art. 616 cod. proc. pen. in caso di inammissibilità; la Corte ha esercitato tale facoltà determinando un versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata per motivare l'applicazione delle sanzioni e per valutare l'eventuale colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ha ritenuto non sussistere colpa tale da evitare l'aumento della sanzione oltre quanto equitativamente disposto

Massime di principio

  • Per impugnare un sequestro reale è necessario vantare un interesse concreto e attuale correlato alla restituzione del bene; la mera contestazione della qualificazione amministrativa (es. demanio marittimo vs demanio dello Stato) non basta se non incide sull'interesse alla restituzione
  • L'art. 1161 cod. nav. trova applicazione solo se il bene è effettivamente qualificabile come demanio marittimo; in assenza di provvedimenti amministrativi che sdemanializzino o variino la qualificazione, la pubblica amministrazione può validamente sostenere la natura demaniale marittima
  • La sussistenza del fumus commissi delicti richiede verifica dell'elemento oggettivo (appartenenza del suolo al demanio marittimo) e soggettivo (dolo): in presenza di evidenti e documentate incertezze amministrative il dolo potrebbe essere escluso, ma occorre produrre atti e prove aggiornate
  • Le doglianze sulla carenza motivazionale in ordine al periculum in mora devono essere tempestivamente e specificamente dedotte e dimostrate; il giudice del riesame non può sopperire con integrazioni che mutino la finalità della misura adottata rispetto a quanto richiesto
  • In procedura cautelare è importante acquisire e allegare certificazioni amministrative aggiornate (esiti ufficiali del SIT/SID, provvedimenti di demanio/sdemanializzazione, atti del MIT) per contrastare la qualificazione del bene
  • Quando si prospetta ricorso in Cassazione per violazione di legge occorre valutare preliminarmente l'esistenza dell'interesse all'impugnazione; in mancanza di interesse concreto il ricorso sarà inammissibile e il ricorrente potrà essere condannato a spese e sanzioni

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