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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01879/2026 del 19/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente (imputato) ha proposto ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: 1) vizio di motivazione per presunta mancata considerazione dell'assenza di tracce biologiche/ematiche dell'imputato sui vestiti, corpo e zone intime della vittima, nonostante la presenza di sangue in stanza; 2) vizio di motivazione e contestazione della attendibilità della persona offesa quale unica testimone diretta, denunciando incongruenze, criticità psicologiche e comportamentali della stessa e presunte alternative interpretative dei fatti; 3) mancata riqualificazione del fatto da consumato a tentato, in ragione della presunta insufficienza probatoria (assenza di tracce riconducibili all'imputato e contraddittorietà del racconto); 4) mancata motivazione sul rigetto dell'istanza di rinnovazione istruttoria per nuovo esame della persona offesa, nonostante le incongruenze e la gravità della imputazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che si trattasse di una "doppia conforme" (conferma integrata delle sentenze di primo e secondo grado) e che le censure del ricorrente offrissero una lettura alternativa delle prove non sindacabile in sede di legittimità, non essendo presenti manifeste contraddizioni o ricorso a mere congetture nella motivazione del giudice di merito. In particolare: la Corte ha ritenuto logica e adeguata la spiegazione dell'assenza di tracce biologiche (assenza di eiaculazione, possibile tamponamento del sangue con straccio) e ha confermato la valutazione di attendibilità della persona offesa, riscontrata anche dalle dichiarazioni degli altri partecipanti alla festa e supportata da perizia psicologica. Ha escluso la fondatezza della richiesta di riqualificazione in tentato e del motivo sulla rinnovazione istruttoria, richiamando i limiti del sindacato di legittimità e la regola secondo cui il rigetto della rinnovazione può essere motivato implicitamente quando l'istruttoria è ritenuta completa. Perciò il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile, con pagamento in favore dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 609-bis cod. pen.

    Norma che incrimina la violenza sessuale; è la fattispecie sostanziale contestata e ritenuta integrata dai giudici di merito.

  • art. 609-ter cod. pen.

    Previsione delle circostanze aggravanti (nn. 2 e 5) richiamate nella contestazione; utilizzata per la determinazione del quadro aggravato del reato.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Corte di cassazione ai vizi di motivazione consistenti in manifeste contraddizioni o in omessa trattazione di questioni decisive nel devolutum; qui applicato per escludere la rinnovata valutazione del merito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che regola la condanna alle spese del ricorso; applicata per addebitare al ricorrente le spese del procedimento di cassazione.

  • art. 603, comma 3, cod. proc. pen.

    Riferito alla richiesta di rinnovazione istruttoria in appello abbreviato; la giurisprudenza interpretata dalla Corte limita i poteri officiosi del giudice in questa materia e ammette motivazione implicita in caso di rigetto.

  • artt. 82 e 83 D.P.R. 115/2002

    Norme sul patrocinio a spese dello Stato e rimborso delle spese: utilizzate per disporre la liquidazione e il pagamento in favore dello Stato delle spese della parte civile assistita d'ufficio.

Massime di principio

  • In caso di "doppia conforme" (conferma della condanna in primo e secondo grado) il sindacato della Corte di cassazione è fortemente limitato: può censurare solo omissioni dell'esame di questioni decisive o manifeste contraddizioni nella motivazione, non la semplice diversa valutazione del materiale probatorio.
  • La testimonianza della persona offesa in reati sessuali può costituire prova piena e, se ritenuta credibile e coerente dal giudice di merito, può fondare la condanna anche in assenza di altri riscontri, purché la motivazione sul suo grado di credibilità sia adeguata e non manifestamente contraddittoria.
  • L'assenza di tracce biologiche o ematiche riconducibili all'imputato non esclude automaticamente la consumazione del reato: il giudice deve valutare la dinamica complessiva (es. assenza di eiaculazione, tamponamenti, movimenti degli indumenti) e può ritenere compatibile la circostanza con il racconto della vittima.
  • Le richieste di riqualificazione del fatto (consumato vs tentato) o le istanze che richiedono una diversa ricostruzione dei fatti sono, di regola, questioni di merito; la Cassazione non è luogo per rinnovare la valutazione probatoria se non sussistono vizi motivazionali specifici e rilevanti.
  • In appello abbreviato la mancata rinnovazione dell'istruttoria non integra automaticamente vizio di motivazione: il giudice può rifiutare la rinnovazione se ritiene l'istruttoria già completa, e la motivazione del rigetto può essere implicita quando emerge chiaramente dalla struttura argomentativa della sentenza di merito.
  • Chi propone ricorso per cassazione deve formulare censure che investano la motivazione della sentenza e non semplicemente proporre una diversa lettura degli elementi di fatto; altrimenti il ricorso sarà di norma dichiarato infondato e condannerà il ricorrente alle spese.

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