Cassazione Penale, Sentenza n. 14806/2022 del 15/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale sulla stessa posizione processuale di Bartolo Girolamo Brognoli: il G.i.p. di Busto Arsizio aveva dichiarato la propria incompetenza e trasmesso gli atti al P.M. presso il Tribunale di Teramo ritenendo che la competenza dovesse spettare a Teramo in base al luogo della prima iscrizione della notizia di reato (riguardo all'imputazione A, commessa in località imprecisata). Successivamente il G.i.p. di Teramo ha ritenuto che la competenza spettasse invece al Tribunale di Busto Arsizio perché il reato contestato nella imputazione B era stato pacificamente commesso a Ferno (Malpensa) e, trovandosi i reati uniti per continuazione, doveva prevalere la competenza derivante dal luogo del reato accertato
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e, nel merito, ha affermato la competenza del G.i.p. del Tribunale di Busto Arsizio. Ha condiviso la valutazione che il luogo di commissione della prima imputazione fosse indeterminato e ha applicato il principio secondo il quale, per reati connessi/continuativi, la competenza territoriale si determina in base al luogo del reato meno grave accertato (criterio di gravità in via gradata), rinviando gli atti al Tribunale di Busto Arsizio per il prosieguo del giudizio
Norme richiamate
art. 9, commi 2 e 3; art. 12, comma 1, lett. a); art. 16; artt. 28, comma 1, lett. b) e 30
Art. 12(1)(a) utilizzato per collegare per competenza reati connessi; i criteri suppletivi di cui all'art. 9 (es. luogo di iscrizione della notizia di reato) devono essere applicati solo quando non sia possibile determinare il luogo di commissione per tutti i reati connessi; art. 28 e 30 richiamati per la procedura di risoluzione del conflitto tra giudici
Norme sostanziali riferite alla concorsualità di persone e alla continuazione, richiamate nella esposizione dei reati contestati
d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico sulle immigrati)
art. 12, comma 1 e 3-ter, lett. b) (come citato nel capo imputativo)
Norme incriminatrici in materia di ingresso e soggiorno degli stranieri, utilizzate per definire i reati contestati agli imputati
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137
Ha consentito la presentazione di una requisitoria scritta dal Pubblico Ministero ai fini del procedimento sulla questione di competenza
giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite)
sentenza n. 40537 del 16/7/2009, Rv. 244330
Principio interpretativo applicato: per reati connessi, quando non sia possibile individuare il luogo di commissione per taluni reati, il giudice competente è quello del luogo dove è stato commesso, in via gradata, il reato meno grave accertato
Massime di principio
- Se più reati sono connessi o in continuazione, la competenza territoriale si determina in base al luogo del reato meno grave accertato quando il luogo degli altri reati non è determinabile
- I criteri suppletivi indicati dall'art. 9 c.p.p. (per esempio il luogo di prima iscrizione della notizia di reato) si applicano solo se non è possibile individuare il luogo di commissione per tutti i reati connessi
- Quando due giudici si dichiarano entrambi incompetenti rispetto alla stessa posizione, sussiste un conflitto ammissibile che può essere risolto dalla Corte di Cassazione per evitare la stasi del procedimento
- La connessione o la continuazione tra reati consente l'unificazione della competenza territoriale: individuato il giudice competente per uno dei reati secondo i criteri di legge, tale giudice è competente anche per gli altri reati connessi
- In caso di dubbio sulla determinazione del luogo di commissione di un reato, occorre cercare prima il luogo accertato per almeno uno dei reati; solo se tutti i luoghi risultano indeterminati si passa ai criteri residuali (es. luogo di prima iscrizione)
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