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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17177/2022 del 03/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli che aveva applicato la custodia cautelare in carcere per diversi reati (omicidio aggravato in concorso; porto di arma; tentato acquisto/detenzione di sostanze stupefacenti) qualificati con l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p., in relazione a una vicenda di recupero di stupefacente trafugato a cittadini nigeriani e sfociata in un omicidio. Le censure principali erano: insufficienza o contraddittorietà della motivazione; mancata dimostrazione dei gravi indizi per la partecipazione all'omicidio (in particolare per Mazzaccaro, Caruso e Mosella); illegittima applicazione del concorso anomalo ex art.116 c.p.; errata qualificazione del tentativo di acquisto/recupero dello stupefacente; e infondatezza delle esigenze cautelari (anche alla luce della posizione marginale e/o dell'assenza di precedenti recenti).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi ritenendo infondate o inammissibili le censure mosse. In particolare: i ricorsi di Mazzaccaro e Caruso sono stati respinti (infondatezza sui profili principali), mentre i ricorsi di Bevilacqua, Mosella, Cimarelli, Marra e De Rosa sono stati dichiarati inammissibili. La Corte ha confermato la valutazione del Tribunale del riesame circa la gravità indiziaria e l'applicabilità del concorso anomalo per i soggetti cui era attribuito il ruolo di mandante/partecipe, ha ritenuto legittima la qualificazione del tentativo di recupero come tentato acquisto/ricezione di stupefacente e ha ritenuto non superate le presunzioni a supporto della custodia cautelare, confermando la misura carceraria e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali (con ulteriori condanne pecuniarie per i ricorsi inammissibili).

Norme richiamate

  • art. 116 cod. pen.

    Applicato per la figura del concorso anomalo: la Corte ha ritenuto che chi ha dato l'ordine o ha avuto ruolo apicale possa rispondere del reato più grave posto in essere da un esecutore, quando tale reato fosse concretamente prevedibile alla luce del ruolo, del numero dei partecipanti e della disponibilità di armi

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Richiamato come aggravante per i reati commessi avvalendosi delle modalità tipiche di un'associazione di tipo mafioso o al fine di agevolarne l'attività; la Corte ha ritenuto sussistenti indizi atti a qualificare l'azione in tale contesto cautelare

  • art. 416-bis cod. pen.

    Richiesto per descrivere il contesto associativo (clan 'Parco della 99' / Sorianello) che ha avvalorato la prevedibilità e la gravità delle condotte contestate

  • art. 56 cod. pen.

    Riferito al tentativo: la Corte ha confermato che l'azione collettiva di recupero della sostanza trafugata integra il tentativo rispetto al reato di acquisto/ricezione di stupefacente, valutando l'idoneità della condotta nel complesso

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma sugli illeciti in materia di stupefacenti: la Corte ha ritenuto che il tentativo di recuperare la droga sottratta e la trattativa per la somma di denaro rientrino nelle fattispecie punite (anche la ricezione 'a qualsiasi titolo')

  • art. 275, comma 3 cod. proc. pen.

    Presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari per reati con aggravanti: la Corte ha confermato che la presunzione non è stata superata dai ricorrenti e giustifica la custodia cautelare in carcere

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla precedente ordinanza del Tribunale del riesame; la Corte ha ritenuto legittimo l'utilizzo per relationem di parte della motivazione quando non lede il diritto di difesa

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato in ordine al concorso di persone: la responsabilità per le condotte commesse in concorso è stata valutata sulla base dell'apporto collettivo all'azione criminosa

  • art. 311, comma 4 cod. proc. pen.

    Citato perché la difesa ha depositato motivi nuovi in udienza; la Corte ha preso atto ma li ha valutati nei limiti della procedura

Massime di principio

  • La responsabilità a titolo di concorso anomalo ex art.116 c.p. può essere applicata al mandante o al vertice del gruppo anche se non presente materialmente, quando il reato più grave fosse concretamente prevedibile in ragione del ruolo, della composizione numerica del gruppo e della disponibilità di armi
  • La qualificazione di un'attività collettiva di 'recupero' di stupefacente trafugato può integrare, nei confronti dei partecipanti, il tentativo di acquisto/recezione ai sensi dell'art.73 d.P.R. 309/1990 e dell'art.56 c.p., anche se la controparte (es. i detentori originari) commetteva a sua volta reati
  • In sede cautelare il tribunale può avvalersi delle presunzioni di cui all'art.275, comma 3 c.p.p.; tali presunzioni non si superano con argomentazioni generiche: servono elementi concreti e specifici per dimostrare che misure meno afflittive siano adeguate
  • Errori formali o affermazioni inesatte nella motivazione (es. su orari di spegnimento del telefono) non sempre determinano l'annullamento se l'errore è irrilevante rispetto al convincimento motivazionale complessivo
  • Le censure che richiedono una rivalutazione di merito (es. diversa valutazione della gravità indiziaria o diverse conclusioni probatorie) sono difficilmente accolte in Cassazione: occorre dimostrare vizi logici, contraddittorietà manifeste o violazioni di legge
  • Le impugnazioni generiche o non autosufficienti (che non espongono elementi nuovi o non confutano specificamente la motivazione) sono a rischio di inammissibilità o rigetto; la difesa deve proporre censure circostanziate e prove concrete per superare le presunzioni cautelari

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