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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33256/2024 del 18/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (società)

La controversia

La controversia nasce da una delibera sanzionatoria con cui l'autorità di vigilanza ha irrogato sanzioni pecuniarie e interdittiva ad alcune società e al loro amministratore unico per avere raccolto apporti di terzi finalizzati alla partecipazione a patrimoni destinati ex art. 2447-bis c.c. costituiti per iniziative di edilizia residenziale in Brasile, senza previa pubblicazione del prospetto informativo richiesto per l'offerta al pubblico di prodotti finanziari. L'autorità ha ritenuto che le offerte, pur formalmente riferite a patrimoni distinti, dovessero essere considerate unitariamente per via di un disegno unitario, della identità soggettiva degli amministratori e della omogeneità della documentazione, con superamento delle soglie di esenzione previste dall'art. 34-ter del Regolamento Emittenti. La Corte d'appello ha annullato la sanzione ritenendo che mancassero i presupposti dell'esenzione unitariamente intesa solo se riferita al medesimo emittente e al medesimo prodotto finanziario: nel caso concreto, i soggetti offerenti erano tre società distinte e i patrimoni destinati riguardavano affari diversi, quindi prodotti finanziari diversi. In cassazione l'autorità ha dedotto, con due motivi, violazione della normativa europea e nazionale sul prospetto e del regolamento Consob, sostenendo che i prodotti offerti fossero dello stesso genus e che le offerte andassero sommate; inoltre ha invocato la disciplina del concorso di persone nell'illecito amministrativo per qualificare la condotta come operazione unitaria illecita. La società resistente ha eccepito anche, in via incidentale condizionata, l'incompatibilità dell'art. 94 TUF con il diritto UE.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondati il primo e il secondo motivo del ricorso principale. Ha confermato la decisione della Corte d'appello, osservando che l'espressione 'medesimo prodotto' dell'art. 34-ter Reg. Emittenti non coincide con il mero appartenenza al medesimo genus di strumenti finanziari, ma richiede omogeneità sostanziale del prodotto e identità dell'affare sottostante, con identico rischio di impiego del capitale. Inoltre ha affermato che ciascuna società costituiva un distinto emittente/offerente e che la mera identità dell'amministratore o un preteso disegno unitario non consentono di sommare offerte provenienti da soggetti giuridici diversi per superare le soglie esonerative. Ha quindi respinto il ricorso principale, dichiarando assorbito il ricorso incidentale condizionato, e ha condannato la ricorrente principale alle spese di cassazione e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 94, comma 1, TUF

    prevede l'obbligo di preventiva pubblicazione del prospetto informativo per l'offerta al pubblico di prodotti finanziari, salvo esenzioni applicabili.

  • art. 1, comma 1, lett. t), TUF

    definisce l'offerta al pubblico di prodotti finanziari.

  • art. 1, comma 1, lett. u), TUF

    definisce il prodotto finanziario rilevante ai fini dell'applicazione della disciplina sul prospetto.

  • art. 34-ter Reg. Consob n. 11971/1999

    l'esenzione dal prospetto opera per offerte rivolte a meno di 150 soggetti o con corrispettivo totale inferiore a 5 milioni di euro; la sommatoria è ammessa solo per più offerte aventi ad oggetto il medesimo prodotto effettuate dal medesimo emittente od offerente nell'arco di dodici mesi.

  • art. 2447-bis c.c.

    il patrimonio destinato è costituito per uno specifico affare e la sua autonomia patrimoniale rileva ai fini dell'individuazione del prodotto offerto.

  • artt. 2447-ter e 2447-quinquies c.c.

    richiamati per affermare la separazione patrimoniale e l'autonomia dei patrimoni destinati rispetto alla società e agli altri patrimoni.

  • art. 5, legge n. 689/1981

    la disciplina del concorso di persone nell'illecito amministrativo presuppone la commissione di un illecito e la cooperazione di più soggetti nella medesima condotta illecita.

  • art. 195 TUF

    base processuale delle opposizioni avverso i provvedimenti sanzionatori Consob.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    consente il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, se dovuto.

Massime di principio

  • Ai fini dell'esenzione dall'obbligo di prospetto, la nozione di 'medesimo prodotto' non può essere ridotta alla mera appartenenza al medesimo genus di strumenti finanziari, ma richiede omogeneità sostanziale dell'oggetto offerto e identità dell'affare sottostante.
  • La sommatoria delle offerte entro il limite temporale previsto dal regolamento è consentita solo quando le offerte provengono dal medesimo emittente o offerente e hanno ad oggetto il medesimo prodotto; se i soggetti offerenti sono giuridicamente distinti, il requisito soggettivo dell'esenzione manca.
  • La mera identità dell'amministratore o l'esistenza di un disegno economico comune non bastano, da soli, a trasformare in un'unica offerta plurime offerte provenienti da società diverse ai fini delle soglie esonerative del prospetto.
  • La disciplina del concorso di persone nell'illecito amministrativo non può essere utilizzata per superare un accertamento di insussistenza dell'illecito principale quando la contestazione non è coerente con il perimetro dell'addebito originario e quando manchi, secondo il giudice di merito, l'illecito stesso.

Come è indicizzato

MaterieIntermediazione finanziariaImpugnazioni
RamiBancario e finanziarioProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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