Cassazione Penale, Sentenza n. 4849/2022 del 10/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso la conferma in appello della condanna per i reati commessi nel maggio 2012: furto (art. 624‑bis c.p.) relativo a carta d'identità e carta di credito, ricettazione inizialmente imputata, sostituzione di persona (art. 494 c.p.) e uso illecito della carta di credito. L'imputato ha proposto quattro motivi: 1) violazione dell'art. 521 c.p.p., art. 111 Cost. e art. 6 CEDU per la riqualificazione del fatto da ricettazione a furto e presunta violazione dell'art. 521‑bis c.p.p. per l'omessa celebrazione dell'udienza preliminare; 2) illogicità di motivazione circa la sussistenza del delitto di sostituzione di persona; 3) violazione di legge e carenza di motivazione circa il riconoscimento della recidiva (art. 99, comma 4 c.p.); 4) mancata motivazione nel diniego delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul merito procedurale: la riqualificazione del reato in furto (art. 624‑bis) è stata ritenuta prevedibile e derivante anche dalle ammissioni dell'imputato nel giudizio di merito, quindi non ha violato l'art. 521 c.p.p. né i diritti di difesa ex art. 111 Cost. e art. 6 CEDU. L'eccezione sull'art. 521‑bis c.p.p. è caduta perché il furto ex art. 624‑bis è procedibile con citazione diretta (art. 550 c.p.p.), per consolidata giurisprudenza, e non richiede udienza preliminare. Il motivo sulla sostituzione di persona (art. 494 c.p.) è stato ritenuto generico e la Corte ha ritenuto correttamente integrata la fattispecie in base all'esibizione della carta d'identità altrui. La censura sulla recidiva non è specifica e la Corte ha confermato la valutazione di merito sulla vicinanza temporale dei precedenti. Analogamente, il diniego delle attenuanti generiche è stato motivato dalla presenza di plurimi e recenti precedenti specifici e dall'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
La fattispecie di furto prevista dall'art. 624‑bis è procedibile con citazione diretta a giudizio (art. 550 c.p.p.), pertanto non richiede udienza preliminare; la riqualificazione in sede di giudizio è ammessa se prevedibile e non lesiva dei diritti di difesa.
La sostituzione di persona si integra con la condotta ingannevole che induca in errore sull'attribuzione di un falso nome o qualità, non essendo necessario il conseguimento del vantaggio; l'esibizione della carta d'identità altrui può integrare la condotta.
Richiede correlazione tra imputazione e sentenza, ma non impedisce la riqualificazione del fatto in sede di giudizio se la nuova qualificazione era nota o prevedibile per l'imputato e non arreca pregiudizio concreto alla difesa.
Prevede l'ordinanza di trasmissione al P.M. se la nuova definizione giuridica comporta reati per i quali è prevista l'udienza preliminare; non è applicabile se la nuova fattispecie è procedibile con citazione diretta.
art. 111 Cost.
Riferimento al diritto ad un giusto processo; interpretato congiuntamente all'art. 6 CEDU per valutare se la riqualificazione abbia lesionato i diritti della difesa; la Corte richiede prevedibilità e mancanza di novità pregiudizievoli.
art. 6 CEDU (comma 3)
Garantisce il diritto di essere informati dell'accusa; la Corte ha ritenuto che tale diritto non sia stato violato quando la nuova qualificazione era prevedibile e non ha creato novità tali da pregiudicare la difesa.
Previsione della citazione diretta a giudizio; la giurisprudenza ha ritenuto che i delitti di cui all'art. 624‑bis si procedano con citazione diretta ai sensi di questa norma.
Richiamato per analogia nel ragionamento sulla rilevanza edittale e procedurale dei delitti di furto aggravato rispetto all'art. 624‑bis.
Norma sulla recidiva; la valutazione della recidiva è di merito e richiede contestazioni specifiche in sede di impugnazione per essere superata.
art. 83, comma 12‑ter, D.L. 17/3/2020 n.18 (convertito)
Norma processuale utilizzata per la requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale in Cassazione; menzionata come atto procedurale, senza impatto sulla decisione sostanziale.
Massime di principio
- La riqualificazione del fatto operata dal giudice d'appello non viola l'art. 521 c.p.p. se la nuova qualificazione era prevedibile per l'imputato o risultante dalle sue stesse dichiarazioni; va valutato se vi sia concreto pregiudizio alla difesa.
- L'art. 521‑bis c.p.p. trova applicazione solo quando la nuova qualificazione impone la celebrazione dell'udienza preliminare; per reati procedibili con citazione diretta (come l'art. 624‑bis secondo la giurisprudenza) la trasmissione agli atti del P.M. non è necessaria.
- Le censure generiche o prive di specificità sulla motivazione sono inammissibili: l'impugnazione deve indicare puntuali carenze argomentative o illogicità per essere valutata dalla Cassazione.
- La sussistenza del reato di sostituzione di persona può essere riconosciuta anche senza il raggiungimento di un vantaggio, qualora vi sia condotta ingannevole idonea a far attribuire all'agente false generalità o qualità.
- La contestazione della recidiva e del diniego delle attenuanti generiche richiede argomentazioni specifiche e motivate in impugnazione; la semplice contestazione generica non è sufficiente a ribaltare la valutazione di merito.
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