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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11203/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza relativo alla domanda di applicazione di misura cautelare personale (ai sensi dell'art. 27 c.p.p.) nei confronti di Principe Vittorio e Sorrentino Sabatino per un fatto avvenuto a Marano di Napoli il 16/07/2023. Il punto controverso è che la notizia di reato iscritta comprendeva la circostanza aggravante di tipo mafioso (richiamata dall'accusa), facendo ricadere la vicenda nella competenza del giudice distrettuale secondo la normativa e la giurisprudenza, mentre il GIP del Tribunale di Napoli ha ritenuto assente la gravità indiziaria rispetto a tale aggravante e perciò si è dichiarato incompetente.

La decisione

La Corte ha accolto il conflitto affermando la competenza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale Distrettuale di Napoli (GIP Tribunale di Napoli) e ha disposto la trasmissione degli atti a quest'ultimo. Motivazione: la competenza si determina in base alla qualificazione del fatto così come risultante dalla notizia di reato iscritta nel registro (inclusa la circostanza aggravante), indipendentemente dalla successiva valutazione, in sede di misura cautelare, dell'esistenza dei gravi indizi riguardo all'aggravante.

Norme richiamate

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come riferimento procedurale per la domanda di applicazione di misura cautelare personale oggetto del procedimento.

  • art. 51 comma 3bis cod. proc. pen.

    art. 51 comma 3bis cod.proc.pen.

    Stabilisce la competenza del giudice per le indagini preliminari distrettuale quando la notizia di reato riporta determinate circostanze aggravanti (es. di tipo mafioso); la Corte interpreta che tale competenza si determina dalla qualificazione riportata nell'iscrizione e non dalla successiva valutazione sulla gravità indiziaria di quella circostanza.

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Individua il registro delle notizie di reato: la Corte dà rilievo all'iscrizione nel registro (e alla qualificazione ivi riportata) come elemento che fa scattare la competenza distrettuale.

  • art. 7 D.L. n. 152 del 1991

    art. 7 D.L. n.152 del 1991

    Norma che contiene la circostanza aggravante richiamata (collegata alla normativa sulle aggravanti di tipo mafioso); viene considerata rilevante ai fini della competenza distrettuale se indicata nella notizia di reato.

  • art. 416-bis c.p.

    Definisce l'associazione di tipo mafioso; nell'atto è richiamata come circostanza aggravante (metodo mafioso) e la sua presenza nell'iscrizione ha determinato l'applicazione della regola di competenza distrettuale.

Massime di principio

  • La competenza del giudice si determina in base alla qualificazione del fatto come risultante dalla notizia di reato iscritta nel registro; se nella notizia è inserita una circostanza aggravante che rientra nelle ipotesi previste dalla normativa speciale, scatta la competenza del giudice distrettuale.
  • La successiva valutazione, ai fini della misura cautelare, sull'esistenza o meno dei gravi indizi riferiti all'aggravante non retroagisce per modificare la competenza: l'iscrizione con l'aggravante è l'elemento decisivo.
  • In caso di conflitto di competenza tra GIP di sedi diverse, il giudice superiore decide sulla base della regola della qualificazione del fatto e può disporre la trasmissione degli atti al giudice ritenuto competente.
  • Nelle ipotesi che coinvolgono circostanze aggravanti di stampo mafioso conviene verificare sempre la notizia di reato iscritta nel registro (art. 335 c.p.p.) per stabilire competenza e sede procedurale, prima di basare la decisione su valutazioni probatorie precoci.
  • Per la difesa e per l'accusa: la qualificazione iniziale nella notizia di reato ha effetti rilevanti sulla competenza; se si ritiene erronea l'iscrizione con aggravante, la via corretta è impugnare o sollevare la questione processuale ma tenere presente che ciò non impedisce il trasferimento degli atti al giudice distrettuale.

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