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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07964/2026 del 27/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza di appello sostenendo: 1) errore di qualificazione giuridica delle condotte inizialmente ritenute peculato (artt. 314, 357, 358 c.p. e art. 640 c.p.), perché la sua affiliazione a PayTipper era un mero rapporto contrattuale di esecuzione materiale senza trasferimento di poteri pubblicistici; non sono state individuate condotte eccedenti il contratto né poteri accertativi/certificativi; il richiamo ai titolari di tabaccheria non è pertinente; 2) la ricorrente contesta la sua responsabilità per il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.), sostenendo che la dicitura di affiliazione apposta sulla ricevuta non era idonea a trarre in inganno chi versava, essendo apposta a transazione già conclusa; 3) manca motivazione in ordine alla recidiva; in sede di ricorso è stato depositato il contratto di affiliazione evocato in difesa.

La decisione

La Corte di cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha ritenuto fondato il primo motivo e ha escluso la qualifica pubblicistica dell'affiliata a PayTipper, con la conseguente riqualificazione delle condotte originate come peculato in appropriazione indebita (art. 646 c.p.), aggravata dall'art. 61, comma 1, n. 11 c.p. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla qualificazione e alla determinazione della pena, rinviando ad altra sezione della Corte d'appello di Bari per la rideterminazione della pena. Ha dichiarato inammissibile o respinto gli altri motivi (il secondo ritenuto genericamente proposto e correttamente valutato in sede di appello; il terzo inammissibile per questione non devoluta in appello). Ha altresì dichiarato irrevocabile l'accertamento della responsabilità penale ai sensi dell'art. 624, secondo comma, cod. proc. pen., e ha condannato la ricorrente alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili, liquidando in dispositivo l'importo per la parte civile De Bonis Sabatina (e prevedendo rifusione per le altre parti civili).

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    Richiamato come norma inizialmente applicata in sede di merito per le appropriazioni operate dalla ricorrente nell'ambito dell'attività di riscossione; la Cassazione ha ritenuto però errata la qualificazione perché mancava la qualità di incaricato di pubblico servizio.

  • art. 357 e art. 358 cod. pen. (definizione di pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio)

    Richiamati per valutare se l'attività dell'affiliata a PayTipper fosse pubblicistica; la Corte osserva che conta la funzione effettivamente esercitata e che qui non sussisteva alcun trasferimento di poteri accertativi o certificativi tali da integrare la qualifica di incaricato di pubblico servizio.

  • art. 640 cod. pen. (truffa)

    Menziomento tra le norme contestate in primo grado; le contestazioni relative ad alcune truffe erano state oggetto di remissione di querela e non hanno inciso sulla decisione di Cassazione circa la qualificazione delle appropriazioni.

  • art. 646 cod. pen. (appropriazione indebita)

    Norma con cui la Corte di cassazione ha riqualificato le condotte originariamente ritenute peculato, ritenendo che l'assenza di funzioni pubblicistiche impone la qualificazione come appropriazione indebita.

  • art. 61, comma 1, n. 11 cod. pen. (circostanza aggravante: abuso di relazioni di prestazione d'opera)

    Applicata dalla Cassazione come aggravante alla appropriazione indebita, sulla base dell'orientamento che ricomprende nella nozione anche rapporti contrattuali che instaurino un rapporto di fiducia idoneo a favorire il reato.

  • art. 494 cod. pen. (sostituzione di persona)

    Richiamata come capo di imputazione; la Corte di legittimità ha ritenuto il motivo relativo alla sostituzione di persona genericamente proposto e che la Corte di appello aveva valutato correttamente l'idoneità decettiva della dicitura di affiliazione sulla ricevuta.

  • art. 624, secondo comma, cod. proc. pen.

    Rinvocato per dichiarare irrevocabile l'affermazione di responsabilità penale della ricorrente nella parte non annullata.

  • L. 27 dicembre 1997, n. 449, art. 17, comma 11

    i tabaccai possono riscuotere le tasse automobilistiche previa adesione all'apposita convenzione tipo, da approvare, sentita la conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, con decreto del Ministro delle finanze. Tale convenzione disciplina le modalita di collegamento telematico con il concessionario della riscossione e di riversamento al concessionario stesso delle somme riscosse e determina il compenso spettante ai tabaccai per ciascuna operazione di versamento nonche le garanzie che devono essere prestate per lo svolgimento dell'attivita

    La norma è stata citata per spiegare perché i tabaccai, sulla base di una delega pubblicistica, sono considerati incaricati di pubblico servizio; la Corte ha però distinto la posizione dei tabaccai dall'affiliata a PayTipper, ritenendo che qui non sussista analoga delega amministrativa.

  • D.P.C.M. 25 gennaio 1999, n. 11, art. 3

    il soggetto che effettua il versamento comunica al tabaccaio i dati identificativi del veicolo, la regione di residenza; il tabaccaio, mediante l'inserimento dei dati nel sistema elettronico lottomatica provvede alla determinazione dell'imposta da corrispondere, incassa il relativo importo e rilascia al contribuente la ricevuta del pagamento

    Richiamato per segnalare le specifiche incombenze certificate e accertative attribuite ai tabaccai; la Corte ha ritenuto che tali elementi normativi non siano trasferibili automaticamente agli affiliati di un istituto di pagamento privato.

Massime di principio

  • La qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio si determina sulla base della natura effettiva delle funzioni esercitate (poteri accertativi, certificativi o autoritativi), non sulla base della mera iscrizione dell'intermediario in un albo o sul carattere pubblicistico dei flussi di denaro.
  • La semplice raccolta/gestione di pagamenti per conto di terzi da parte di un affiliato a un istituto di pagamento non comporta automaticamente la delega di funzioni pubblicistiche: bisogna verificare l'esistenza di una specifica delega o trasferimento di poteri dalla Pubblica Amministrazione.
  • In assenza di qualità di incaricato di pubblico servizio, le appropriazioni di somme da parte di un soggetto che svolge attività di riscossione devono essere valutate alla stregua del reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.), e non di peculato (art. 314 c.p.).
  • L'aggravante dell'art. 61, comma 1, n. 11 c.p. può trovare applicazione anche nei rapporti contrattuali di prestazione d'opera o affiliazione che instaurino un rapporto di fiducia utilizzabile per commettere il reato (abuso del rapporto di lavoro/servizio).
  • Per integrare il reato di sostituzione di persona occorre verificare l'idoneità concreta dell'atto a trarre in inganno la vittima al momento dell'operazione: denominazioni o diciture apposte dopo la conclusione della transazione possono essere insufficienti a dimostrare il requisito dell'inganno.
  • Questioni dedotte in cassazione relative a circostanze (es. recidiva) non oggetto di adesione o di specifica contestazione in grado di appello possono essere ritenute inammissibili per mancata devoluzione in sede di merito.
  • In caso di errore di qualificazione del reato da parte del giudice di merito, la Cassazione può annullare la decisione e disporre il rinvio per la rideterminazione della pena, lasciando inalterato l'accertamento della responsabilità quando irrevocabile.

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