Cassazione Penale, Sentenza n. 13024/2023 del 28/03/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente, mandataria per la gestione del credito vantato da Unicredit S.p.A. (credito garantito da ipoteca di euro 566.595,99), ha chiesto in un incidente di esecuzione che il giudice accertasse che tale credito non fosse pregiudicato dalla confisca per equivalente disposta a seguito di condanna per reati tributari. La Corte d'appello di Torino, G.E., ha dichiarato inammissibile l'istanza per difetto di interesse e perché riteneva che il giudice dell'esecuzione non potesse pronunciarsi su questioni relative alla confisca, considerando la domanda meramente certificatoria; la ricorrente ha impugnato tale ordinanza denunciando violazione di norme processuali (art. 676 c.p.c.) e vizio di motivazione circa la sussistenza dell'interesse, sostenendo che il conflitto tra lo Stato e il terzo creditore è concreto e attuale. La Corte di Cassazione ha ritenuto che la questione introdotta con l'incidente di esecuzione verteva sull'accertamento della buona fede e dell'affidamento incolpevole del terzo titolare della garanzia e che, secondo consolidata giurisprudenza e principi normativi di riferimento (anche art. 52 d.lgs. 159/2011), il giudice dell'esecuzione è chiamato a sindacare tali profili, motivo per cui l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Torino per nuovo esame.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza della Corte d'appello di Torino del 17/03/2022 e rinviando al Tribunale di Torino per un nuovo esame dell'incidente di esecuzione. La Cassazione ha stabilito che la mandataria (DoValue) è legittimata a proporre l'incidente per la verifica della buona fede e dell'affidamento incolpevole del terzo titolare della garanzia e che il giudice dell'esecuzione è competente a valutare tali questioni ai fini di stabilire se la garanzia sopravvive alla confisca per equivalente. Conseguentemente il Tribunale dovrà riesaminare l'istanza alla luce delle coordinate indicate dalla Corte di legittimità e valutare la sussistenza dei requisiti di buona fede e affidamento incolpevole del terzo.
Norme richiamate
Rinvio alla disciplina dell'incidente di esecuzione: la Corte ha valutato che la questione proposta mediante incidente rientra nella proponibilità dell'azione e che la competenza del giudice dell'esecuzione comprende l'accertamento di profili rilevanti per la sorte dei diritti del terzo creditore.
Principio secondo cui la confisca non pregiudica i diritti di credito e i diritti reali di garanzia anteriori al sequestro, ove ricorrano determinate condizioni (tra cui buona fede e assenza di strumentalità). La Corte lo considera principio generale applicabile anche alla confisca per equivalente e utile per valutare la posizione del terzo.
Norma rilevante per la confisca in ambito tributario (confisca per equivalente): la Corte ritiene che i principi di tutela dei terzi titolari di diritti vadano applicati anche in tale contesto.
art. 240-bis c.p. e art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen.
Richiamate le previsioni che regolano la partecipazione dei terzi titolari di diritti reali o personali sui beni in sequestro al processo di cognizione, a conferma della possibilità di sindacare la posizione dei terzi anche in corso di procedure penali con misure ablative.
Sez. 1, Sent. n. 15534 del 27/10/2017 (Intesa San Paolo Spa)
Giurisprudenza che afferma la compatibilità della tutela dei diritti di terzi in buona fede con la confisca per equivalente: il terzo in buona fede può ottenere tutela del proprio diritto reale di garanzia.
Sez. U., Sent. n. 9 del 28/04/1999 (Sezioni Unite)
Principio delle Sezioni Unite secondo cui i diritti di terzi estranei all'illecito non devono essere sacrificati se la posizione del terzo è valorizzabile come di buona fede e corretta diligenza; il trasferimento autoritativo della proprietà non può estinguere diritti anteriori dei terzi senza verifica.
Sez. 2, n. 57407 del 23/10/2018 e altre giurisprudenze richiamate
Riferimenti giurisprudenziali applicati dalla Corte per distinguere la posizione del creditore assistito da garanzia (che trova tutela solo in fasi successive) e per qualificare i limiti e le possibilità di intervento del giudice in materia di beni sottoposti a misure ablative.
Massime di principio
- La mandataria della banca (gestore del credito) è legittimata a proporre un incidente di esecuzione volto ad accertare la sopravvivenza del credito o della garanzia dinanzi a una confisca; non è necessario che il titolare del credito sia formalmente il ricorrente quando esista un mandato per la gestione del credito.
- Il giudice dell'esecuzione è competente a esaminare, nell'ambito dell'incidente di esecuzione, questioni relative alla confisca che impattano i diritti dei terzi, in particolare la verifica della buona fede e dell'affidamento incolpevole del terzo titolare di diritti reali o di credito.
- Per ottenere tutela contro l'estinzione della garanzia a seguito di confisca per equivalente, il terzo deve allegare e dimostrare elementi idonei a provare la propria buona fede e l'affidamento incolpevole (diligenza tenuta nella fase contrattuale e negli accertamenti svolti).
- La normativa e la giurisprudenza richiedono una valutazione concreta e fattuale della posizione del terzo: non basta un'asserita possibilità di conflitto con lo Stato, ma occorre che il conflitto sia reale e supportato da elementi che giustifichino l'intervento del giudice dell'esecuzione.
- I principi contenuti nell'art. 52 d.lgs. 159/2011, pur riferiti alla confisca di prevenzione, sono applicabili per analogia anche ad altre tipologie di confisca (compresa la confisca per equivalente), come criteri guida per la tutela dei diritti dei terzi.
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