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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14719/2024 del 10/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Imputato condannato per due violazioni relative al trasporto di rifiuti: 1) trasporto con mezzi non autorizzati (art. 256, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 152/2006) perché i mezzi non erano aggiornati nell'iscrizione all'Albo Gestori Ambientali; 2) inosservanza delle prescrizioni dell'iscrizione all'Albo (art. 3, punto 4 dell'iscrizione GE04471, richiamata ai sensi dell'art. 256 comma 4 e comma 1 lett. a) d.lgs. 152/2006) per non essersi sincerato dell'accettazione dei rifiuti dalla discarica e per non averli riportati al sito di provenienza dopo il rifiuto. L'appellante ha dedotto: (a) insussistenza/inesistenza del reato perché l'impresa era iscritta all'Albo e la mancata indicazione dei mezzi sarebbe solo una dimenticanza amministrativa; (b) in subordine, applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) perché le violazioni sarebbero state modeste e non abituali; (c) in ulteriore subordine, riduzione della sanzione al minimo per mancanza di dolo e assenza di danno.

La decisione

La Corte ha ritenuto parzialmente riqualificabile l'impugnazione come ricorso per cassazione solo con riguardo al secondo motivo ma ha dichiarato inammissibili le doglianze di merito (primo e terzo motivo) in quanto attengono al sindacato di fatto non consentito in questa sede. Sul punto relativo all'art. 131-bis la Corte ha rilevato un deficit motivazionale della sentenza di merito: il Tribunale non ha svolto la valutazione complessiva richiesta dalle Sezioni Unite per verificare la particolare tenuità in presenza di più reati in continuazione. Tuttavia, essendo intervenuta la prescrizione dei reati (termine di prescrizione maturato il 16/10/2018) e non sussistendo i presupposti per il proscioglimento di cui all'art. 129 c.p.p., la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio per intervenuta prescrizione.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 152/2006, art. 256, comma 1, lett. a)

    art. 256, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 152/2006

    Il trasporto di rifiuti con mezzi non corrispondenti a quelli comunicati nell'iscrizione all'Albo integra la contravvenzione/illecito previsto dall'art. 256; la Corte conferma che l'utilizzo di mezzi non aggiornati costituisce violazione penalmente rilevante.

  • d.lgs. n. 152/2006, art. 256, comma 4

    art. 256, comma 4, d.lgs. n. 152/2006

    La violazione delle prescrizioni contenute nell'iscrizione all'Albo (es. obbligo di sincerarsi dell'accettazione dei rifiuti e di riportarli in caso di rifiuto) è sanzionata penalmente; il trasportatore ha una posizione di garanzia condivisa nella gestione dei rifiuti.

  • art. 212 d.lgs. n. 152/2006

    art. 212 TUA (richiamato nel ricorso)

    Riferimento normativo alla disciplina delle autorizzazioni/iscrizioni all'Albo; il ricorrente sosteneva che l'iscrizione in generale autorizzava l'attività, ma la Corte ha evidenziato che la mancata indicazione dei mezzi autorizzati è comunque rilevante.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità può essere riconosciuta anche quando vi è pluralità di reati unificati in continuazione, ma solo dopo una valutazione complessiva degli indicatori previsti dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite; la sentenza di merito non ha effettuato tale valutazione, creando un vizio motivazionale.

  • Sez. U, n. 18891 del 27/01/2022 (rv. 283064)

    Sez. U, n. 18891 del 27/01/2022, dep. 12/05/2022, rv. 283064

    Principio che la pluralità di reati in continuazione non esclude di per sé l'applicabilità dell'art. 131-bis; occorre una valutazione complessiva che consideri natura, gravità, modalità esecutive, finalità, conseguenze e contesto temporale delle condotte.

  • art. 593 cod. proc. pen.

    art. 593, ultimo comma, c.p.p.

    Avverso una sentenza che infligge solo l'ammenda è proponibile il ricorso per cassazione e non l'appello; la Corte ha rilevato che l'impugnazione era stata formulata come appello ma poteva essere riqualificata come ricorso per cassazione limitatamente ad alcune censure.

  • art. 568 comma 5 cod. proc. pen.

    art. 568, comma 5, c.p.p. (richiamato nel procedimento)

    Norma relativa alla trasmissione degli atti alla Cassazione quando l'atto di impugnazione è stato depositato presso la Corte d'Appello e la competenza è della Corte di Cassazione; ne deriva la regolarità formale della trasmissione.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    art. 129 c.p.p. (richiamato)

    Norma sul proscioglimento per causa estintiva o altre ipotesi; la Corte ha ritenuto che i presupposti per il proscioglimento ex art. 129 c.p.p. non sussistono nel caso di specie.

Massime di principio

  • L'iscrizione all'Albo Gestori Ambientali non esonera dall'obbligo di aggiornare e rispettare le specifiche prescrizioni: l'impiego di mezzi non indicati nell'iscrizione può integrare una fattispecie penalmente rilevante.
  • Il trasportatore ha un obbligo di verifica preventiva dell'accettazione dei rifiuti presso il destinatario e, in caso di rifiuto, l'obbligo di adottare le misure previste (per es. riportare i rifiuti al luogo di provenienza); la responsabilità nella gestione dei rifiuti è condivisa tra gli attori della filiera.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede una valutazione complessiva e motivata anche quando le condotte costituiscono più reati in continuazione: la pluralità di reati non esclude automaticamente la tenuità, ma impone un esame degli indicatori indicati dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite.
  • In Cassazione non è consentito sindacare il merito in senso pieno: questioni fattuali e valutazioni di merito (es. apprezzamento della gravità, dolo/colpa, quantificazione del danno) sono in gran parte inammissibili se non quadrano con i rimedi processuali esperibili.
  • Il rimedio processuale deve essere corretto: avverso sentenze che infliggono solo l'ammenda è esperibile il ricorso per cassazione e non l'appello; un'impugnazione mal qualificata può essere in parte riqualificata ma rischia l'inammissibilità delle censure di merito.
  • La prescrizione può determinare l'annullamento senza rinvio anche quando esistano vizi motivazionali nella sentenza di merito: se i termini di prescrizione sono già decorso, il giudice di legittimità può dichiarare l'estinzione del reato e annullare la sentenza impugnata senza rinvio.

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