Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 340/2026 - Catania, Sezione 5

per l'annullamento della nota prot. n. 16825 del 20.06.2025 del Responsabile del III Settore SUAP del Comune di Giardini Naxos, comunicata via pec il 20.06.2025 ad A.SO.FA., contenente “diniego di permesso di costruire”, in una agli atti premessi, connessi e conseguenziali.

Giustizia amministrativa202501984

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di permesso di costruire per mancanza della prova del consenso del proprietario dell'immobile alla realizzazione delle opere progettate

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'associazione ricorrente, conduttrice dell'immobile, ha impugnato il diniego comunale relativo a un progetto di adeguamento e trasformazione di una ludoteca in micronido, deducendo: violazione dell'art. 10-bis della l. 241/1990 per omessa comunicazione dei motivi ostativi; violazione delle regole sul soccorso istruttorio, per non essere stata invitata a produrre l'assenso del proprietario; violazione dell'art. 11 del d.P.R. 380/2001, sostenendo di essere titolare di una posizione qualificata quale conduttrice e di avere già ottenuto nel contratto di locazione l'autorizzazione ai lavori funzionali all'asilo nido e nel successivo atto di vincolo la destinazione dell'immobile a micronido. In via subordinata ha chiesto, ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., l'accertamento dell'obbligo del Comune di provvedere, assumendo che il diniego fosse un atto interlocutorio. Il Comune e il controinteressato hanno sostenuto che il diniego era definitivo, che il proprietario aveva espresso opposizione alle ulteriori opere e che gli atti precedenti riguardavano la destinazione dell'immobile o lavori diversi, non il successivo progetto di ampliamento e sopraelevazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibile la domanda subordinata sul silenzio, perché la nota comunale aveva contenuto definitivo: l'istanza era stata espressamente respinta e non sussisteva alcuna inerzia dell'Amministrazione. Ha rigettato la domanda di annullamento. In caso di disponibilità dell'immobile fondata su un titolo diverso da un diritto reale, come la locazione, il Comune deve verificare l'esistenza di un espresso consenso del proprietario alla specifica opera edilizia. Il contratto di locazione non conteneva un'autorizzazione generale per ogni futuro intervento e l'atto del 2023 destinava l'immobile a micronido, ma non autorizzava le successive opere di ampliamento e sopraelevazione oggetto del progetto del 2025. La precedente realizzazione della ludoteca non superava la necessità del consenso per le nuove trasformazioni. Non era sufficiente l'assenza di opposizione del proprietario, poiché l'onere consiste nella produzione di un atto positivo di consenso. Le censure procedimentali sono state ritenute infondate o comunque irrilevanti: il diniego era atto vincolato, sicché l'omesso preavviso di rigetto non ne comportava l'annullabilità ai sensi dell'art. 21-octies l. 241/1990; il soccorso istruttorio non avrebbe potuto condurre a un esito diverso, poiché la documentazione che la ricorrente avrebbe ripresentato era inconferente rispetto alle opere progettate. La ricorrente è stata condannata al pagamento di 1.500 euro, oltre accessori, in favore del Comune e di ulteriori 1.500 euro, oltre accessori, in favore del controinteressato.

Norme richiamate

  • art. 11 d.P.R. 380/2001

    chiunque abbia titolo per richiederlo

    La legittimazione a richiedere il permesso di costruire può spettare anche a chi non è proprietario, ma, quando deriva da una disponibilità fondata su un titolo diverso da un diritto reale, l'Amministrazione deve verificare l'esistenza del consenso del proprietario alla specifica opera edilizia.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    L'omessa comunicazione dei motivi ostativi non determina l'annullamento quando il provvedimento è vincolato e la partecipazione procedimentale non avrebbe potuto modificarne l'esito.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    La disposizione continua ad applicarsi ai provvedimenti vincolati, escludendo l'annullabilità per l'omessa comunicazione dei motivi ostativi quando l'esito del procedimento era necessario e obbligato.

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    L'azione avverso il silenzio presuppone l'inerzia dell'Amministrazione; è inammissibile quando l'Amministrazione abbia adottato un provvedimento espresso e definitivo.

Massime di principio

  • Ai fini del rilascio del permesso di costruire, il soggetto che dispone dell'immobile in forza di un titolo diverso da un diritto reale, come un contratto di locazione, deve dimostrare l'espresso consenso del proprietario alla specifica opera edilizia richiesta; la mera disponibilità materiale del bene o un consenso riferito a interventi diversi non è sufficiente.
  • L'autorizzazione contenuta in un contratto di locazione per lavori funzionali a una determinata destinazione dell'immobile non equivale a un consenso generale e preventivo per successive opere edilizie, in particolare per interventi di ampliamento o sopraelevazione non contemplati dall'accordo.
  • La destinazione convenzionale di un immobile a una determinata attività, anche se accettata dal proprietario, non implica di per sé il consenso alla realizzazione delle opere edilizie necessarie a una successiva e diversa configurazione progettuale, quando tali opere non siano specificamente contemplate nell'atto.
  • L'azione avverso il silenzio è inammissibile quando l'Amministrazione abbia già adottato un provvedimento espresso e definitivo, anche se il ricorrente lo ritenga interlocutorio o soprassessorio.
  • L'omesso preavviso di rigetto non comporta l'annullamento di un provvedimento vincolato quando, in assenza del presupposto sostanziale necessario, l'apporto partecipativo non avrebbe potuto modificare l'esito del procedimento.
  • Il soccorso istruttorio non impone l'annullamento del diniego quando il documento che il ricorrente avrebbe prodotto è comunque inidoneo a dimostrare il requisito sostanziale richiesto per il rilascio del titolo edilizio.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimentoTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereVizi formali non invalidantiSoccorso istruttorioSilenzio della pubblica amministrazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.