Cassazione Penale, Sentenza n. 4637/2024 del 01/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha confermato l'applicazione degli arresti domiciliari per partecipazione ad un'associazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990, capo A) e per due episodi di importazione di hashish e marijuana (capi B, E). Le censure principali: per Gianmarco mancata prova di partecipazione associativa in assenza di una struttura organizzativa chiara, insufficienza degli indizi riconducibili a pochi episodi, mancata motivazione sulla richiesta di riqualificazione dei capi B ed E ai sensi dell'art. 73 comma 4 d.P.R. 309/1990 e errata applicazione dell'aggravante della transnazionalità (art. 61-bis c.p.); per Antonio censura analoga sulla sussistenza dei gravi indizi di partecipazione all'associazione e violazioni procedurali (artt. 192, 273, 292 c.p.p.).
La decisione
La Corte rigetta entrambi i ricorsi. Ha ritenuto fondati i gravi indizi di partecipazione all'associazione, desumendoli dalla partecipazione accertata dei ricorrenti a due tentativi di importazione e da intercettazioni significative che collegano i ricorrenti all'organizzazione guidata da Ciro e Stefano Orlando. La Corte ha ricordato la giurisprudenza che ammette la configurabilità dell'associazione anche in presenza di un numero limitato di reati-fine quando gli elementi di fatto rivelino un ruolo stabile e consapevole nell'organizzazione; ha inoltre osservato che non è necessaria una struttura complessa, ma solo idonee strutture operative. Le richieste di riqualificazione e le doglianze sull'aggravante transnazionale sono state ritenute irrilevanti o prive di interesse rispetto alla misura cautelare. I ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 74
art. 74 d.P.R. n. 309/1990
Norma che sanziona le associazioni finalizzate al traffico di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che gli elementi acquisiti giustifichino i gravi indizi di partecipazione all'associazione, anche con il ruolo di "stabili finanziatori".
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73 comma 4
art. 73, comma 4 d.P.R. n. 309/1990
Disciplina le tipologie di sostanze illecite come hashish e marijuana; la Corte ha ritenuto non necessaria ulteriore riqualificazione perché i capi B ed E indicano chiaramente il tipo di sostanza e la rilevanza del comma 4.
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 80 commi 1 e 2
art. 80, commi 1 e 2 d.P.R. n. 309/1990
Prevede aggravanti per talune circostanze del reato di stupefacenti; nella fattispecie le condotte sono state ritenute aggravate secondo i criteri indicati.
codice di procedura penale, art. 273
Regola la motivazione delle ordinanze cautelari in rapporto ai gravi indizi; la Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale adeguata e conforme ai criteri giurisprudenziali.
Aggravante ex transnazionalità; la Corte ha ritenuto che un'eventuale esclusione dell'aggravante non inciderebbe sui termini di durata della misura cautelare già determinata dalla contestazione complessiva.
codice di procedura penale, artt. 192 e 292
Norme citate nel ricorso di Antonio relative alla raccolta delle prove e alla imputazione provvisoria; la Corte non ha ritenuto fondate le doglianze rispetto alla motivazione e alla qualificazione degli indizi.
codice di procedura penale, art. 303
Regola la durata massima delle misure cautelari; la Corte ha osservato che la durata della misura è giustificata dalla pluralità delle contestazioni (associazione e reati-fine).
Riferimento alla precedente condanna del padre dei ricorrenti come indicazione del contesto criminale familiare; utilizzato dalla Corte per contestualizzare i legami tra gli indagati e l'organizzazione.
Massime di principio
- La partecipazione a un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti può essere ravvisata anche se l'agente è coinvolto in un numero limitato di reati-fine, purché gli atti e le intercettazioni evidenzino un ruolo consapevole e funzionale all'organizzazione.
- Per la configurabilità del reato associativo non è richiesto che l'organizzazione sia complessa o dotata di grandi mezzi; è sufficiente l'esistenza di strutture operative, anche rudimentali, che consentano un supporto stabile alle attività illecite.
- La prova della volontà stabile di partecipare al programma criminoso richiede livello di rigorosità elevato, ma può essere desunta da elementi probatori indiretti quali intercettazioni, ruoli ricorrenti nelle conversazioni e partecipazione a pianificazioni o importazioni ripetute.
- Le questioni di riqualificazione dei reati (es. individuazione del comma applicabile) devono essere sollevate con interesse concreto e motivazione; se la contestazione provvisoria è chiara sulla natura della sostanza e della condotta, la richiesta di riqualificazione può risultare irrilevante.
- La contestazione o l'eventuale esclusione di aggravanti (es. transnazionalità) non sempre incide sulla legittimità o sulla durata delle misure cautelari quando queste poggiano su plurime contestazioni rilevanti.
- Le impugnazioni che si limitano a censurare la valutazione del merito degli indizi, senza prospettare vizi di legge o carenze formali della motivazione, sono difficilmente accolte in sede di legittimità.
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