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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1643/2025 del 14/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Federico impugna la conferma della condanna per il delitto di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità (artt. 56 e 319-quater c.p.), deducendo travisamento probatorio e vizi di motivazione quanto al suo presunto concorso. Sostiene che le intercettazioni, correttamente lette, dimostrerebbero la sua estraneità: non avrebbe alterato le misurazioni, avrebbe contestato dati errati dell’impresa, avrebbe prestato attività tecnica gratuita per timore di perdere incarichi, non era a conoscenza della proposta illecita rivolta ad Anselmo e non vi sono evidenze di contatti rilevanti con i coimputati nel periodo precedente l’offerta illecita. Inoltre chiede la sospensione dell'esecuzione della statuizione civile ai sensi dell'art. 612 c.p.p., per rischio di danno irreparabile.

La decisione

La Corte di cassazione dichiara infondato il motivo relative al presunto travisamento probatorio e conferma la valutazione dei fatti operata dai giudici di merito circa la partecipazione consapevole di Federico all'azione criminosa (presenza all'incontro, apporto tecnico ritenuto indispensabile, compenso e gratuità dell'attività svolta valutati in coordinamento). Tuttavia la Corte annulla la parte della sentenza relativa alla qualificazione giuridica del fatto e dispone il rinvio al giudice di merito affinché approfondisca se la fattispecie debba essere qualificata come tentativo di induzione indebita (art. 319-quater) o come istigazione alla corruzione per iniziativa dell'agente pubblico (art. 322, co. 4). Per effetto di ciò la richiesta di sospensione dell'esecutività delle statuizioni civili perde rilevanza, avendo la sentenza di merito escluso l'immediata esecutività della condanna civile.

Norme richiamate

  • artt. 56 e 319-quater, cod. pen.

    Art. 56 richiede la configurabilità del tentativo; art. 319-quater è stato usato come norma di riferimento per l'induzione indebita: la Corte ha ritenuto sussistenti elementi fattuali idonei a sostenere il tentativo, restando la qualificazione precisa da verificare.

  • art. 322, quarto comma, cod. pen.

    Norma richiamata come possibile diversa qualificazione (istigazione alla corruzione per iniziativa dell'agente pubblico). La Corte ha ritenuto che la linea di demarcazione tra le due fattispecie richieda un approfondimento da parte dei giudici di merito, perché dipende da elementi di pressione e abuso di posizione non sufficientemente sviluppati nella motivazione.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Richiama il limite del sindacato di legittimità sulla motivazione: la cassazione può censurare solo l'illogicità manifesta della motivazione. La Corte ha ritenuto che non sussista travisamento né illogicità manifesta nella valutazione dei fatti.

  • art. 612, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la sospensione dell'esecuzione delle statuizioni civili; la Corte ha ritenuto la richiesta superflua/destinata a cadere perchè la sentenza di merito aveva escluso l'immediata esecutività della condanna civile.

Massime di principio

  • Il gravame per travisamento probatorio richiede la dimostrazione che l'omissione o il fraintendimento siano decisivi e in grado di disarticolare l'intero impianto probatorio: la mera diversa lettura logica dei fatti non è sufficiente.
  • La Corte di cassazione non sostituisce la propria valutazione di merito a quella dei giudici di fatto; interviene solo per accertare omissioni o illogicità manifeste nella motivazione.
  • La presenza di un soggetto a un incontro, l'apporto tecnico ritenuto indispensabile per la realizzazione dell'illecito e elementi concordanti (modalità del compenso, comportamento successivo) possono giustificare il convincimento della partecipazione consapevole, anche in assenza di un esplicito riferimento nell'intercettazione.
  • La distinzione tra induzione indebita (art. 319-quater) e istigazione/attività corruttiva ex art. 322, co. 4, dipende dalla concreta presenza di abuso della posizione pubblica e dalla pressione che determini una situazione di soggezione: se ciò non risulta nitidamente, i giudici devono descrivere e approfondire tale profilo prima della definitiva qualificazione giuridica.
  • Quando la qualificazione giuridica è incerta per sfumature del comportamento dell'agente, la cassazione può annullare e rinviare per un nuovo esame limitatamente a tale motivo.
  • La richiesta di sospensione dell'esecuzione delle statuizioni civili richiede dimostrazione del pericolo di danno grave e irreparabile; tale richiesta può essere superata se la sentenza di merito ha già escluso l'immediata esecutività delle statuizioni civili.

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